Claudio Tamburrino

Marchi, strapotere dell'IT

Solo Coca Cola e McDonald's resistono alla forza dei brand tecnologici, che dominano la top ten dei marchi più importanti. Apple vince su Google

Roma - Per il terzo anno di fila Apple e Google guidano la classifica dei 100 marchi più importanti al mondo. A riferirlo è la ricerca Interbrand Consultant che ogni anno calcola il valore dei marchi in base alle performance finanziarie dell'azienda ed all'abilità del marchio di influenzare le scelte dei consumatori.

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Da qualche anno questa speciale classifica non vede più primeggiare Coca-Cola (scalzata al terzo posto), ma il mondo della tecnologia. Così, anche il Best Global Brand 2015 conferma il trend che vede crescere il valore in assoluto dei marchi e registra la forte crescita gli asset delle aziende del settore ITC.

Rispetto per esempio al 2008, quando gli altri due posti sul podio dietro la bevanda gassata se li contendevano IBM e Microsoft (ora in quarta e quinta posizione) con un valore di circa 59mila milioni di dollari, ora la mela Morsicata di Apple arriva a valere 170mila milioni di dollari grazie ad una crescita addirittura pari a più 43 per cento rispetto all'anno precedente. Il marchio Google, al secondo posto. viene valutato 120mila milioni di dollari, ovvero più del doppio dell'allora seconda.
In top tep trovano spazio anche Samsung, 45.207 milioni di dollari di valore che le fanno guadagnare il settimo posto, ed Amazon che con una valutazione pari a 37.948 milioni occupa il decimo gradino. Ottima posizione è occupata anche da Intel (35.415 milioni di dollari e 14esima posizione), tallonata da Cisco, Oracle ed HP.

Facebook arriva solo alla 23esima posizione con un valore pari a circa 22mila milioni di dollari, ma si distingue in quanto marchio con il maggior tasso di crescita: il suo valore ha segnato rispetto all'anno precedente un più 54 per cento.

Chiude la classifica che tiene conto dei primi 100 marchi Lenovo, una new entry, con un valore di marchio calcolato in 4.114 milioni di dollari, di poco inferiore a Moet&Chandon.

Fuori dalla classifica, invece, quest'anno è finita Nintendo che secondo il CEO giapponese di Interbrand Yuki Wasa "non è apparentemente riuscita a restare al passo coi cambiamenti nelle vite delle persone".

Claudio Tamburrino
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