Luca Annunziata

La versione di Arduino SRL

Punto Informatico intervista Federico Musto, CEO della azienda italiana che rivendica la paternitÓ del marchio. Per offrirla a una nuova fondazione modellata su quella di Linux

La versione di Arduino SRLRoma - Arduino è da quasi un anno dilaniata tra due anime: da un lato c'è Arduino LLC, la compagine che fa capo a Massimo Banzi e ad altri tre dei cinque fondatori che diedero vita al progetto ormai 10 anni fa; dall'altra c'è Arduino SRL che oggi si trova sotto la guida di Federico Musto. Tra le due Arduino è in corso una complicata battaglia legale, volta a chiarire chi ha diritto di usare il marchio tanto popolare tra i maker: stabilire chi abbia ragione sarà un lavoro complicato per i giudici chiamati a sbrogliare il caso, ma ciò che è evidente è che oltre a due aziende si stanno misurando tra loro anche due diversi modi di intendere il movimento che ruota attorno alle schede a microcontrollori.

lo stand arduino srl a maker faire 2015

Alla Maker Faire 2015 di Roma, come ormai da tradizione, sul palco del keynote di apertura c'era Banzi: assieme a Intel ha annunciato una nuova scheda, chiamata non a caso Genuino 101 per smarcarsi da possibili rivendicazioni legali, ma anche l'altra Arduino era presente in fiera. E anche l'altra Arduino aveva degli annunci da fare: per esempio il lancio delle nuove schede destinate alla sperimentazione a livello industriale, le Arduino 101 Industrial, oppure la presentazione ufficiale della nuova potente Arduino Tian dotata di ogni tipo di connessione wireless che si possa desiderare.

Prodotti di cui Federico Musto va fiero, e ci tiene a ribadirlo nel corso dell'intervista che ha rilasciato a Punto Informatico con tutte le sue creature sul tavolo in bella mostra: ma per Musto l'annuncio più importante riguarda la Fondazione a cui sta dando vita per promuovere il movimento dei maker. "La nostra priorità resta il movimento, con l'annuncio della Fondazione speriamo di poter sostenere al meglio l'ecosistema Arduino - spiega Musto - E quando dico Arduino intendo tutto Arduino, senza distinzione tra .org o .cc. Il TLD non cambia una virgola per noi, siamo qui grazie alla gente che ci viene a incontrare e che compra le nostre schede: il nostro grazie va a loro".
Sono tre le direttrici lungo cui questa nuova Fondazione, che nelle intenzioni di Arduino SRL sarà modellata sull'ossatura e l'impostazione della Linux Foundation, si muoverà: il supporto agli sviluppatori software impegnati con Arduino, il supporto ai progetti di open hardware connessi al mondo Arduino, e infine il supporto a programmi di studio e insegnamento legati alla tecnologia Arduino. "La fondazione nasce dall'esigenza di trovare una strada concreta per aiutare l'ecosistema - ribadisce Musto - Per esempio aiutando chi scrive software per Arduino, quelli che io dico sono ingegneri di giorno e maker di notte: appassionati che hanno l'idea per del codice, che sia una libreria o un pezzo dell'ambiente di sviluppo, ma che hanno bisogno di un supporto economico per portare avanti il progetto".

La Fondazione servirà anche a fornire nuove capacità all'ecosistema: Arduino SRL potrebbe chiedere il supporto della community per sviluppare un nuovo progetto, e invece di pagare semplicemente con visibilità per gli autori e qualche pacca sulla spalla potrebbe foraggiare il lavoro svolto a vantaggio di tutti. Per l'hardware, secondo punto all'ordine del giorno, vale lo stesso principio: "C'è Futura Group (il cui stand era di fianco a quello di Arduino SRL, ndr) che lavora da anni con Arduino, e assieme ad altre realtà come Adafruit Industries hanno permesso davvero ad Arduino di crescere e di arrivare dove è oggi".

L'ultimo punto riguarda l'istruzione, ovvero l'impiego di Arduino per supportare l'introduzione o l'insegnamento dell'elettronica in scuole di ogni ordine e grado: "La Fondazione ha anche l'obbiettivo di aiutare gli insegnanti che vogliono usare la tecnologia Arduino, sostenendoli economicamente offrendo kit in omaggio, ma soprattutto spingendoli a fare squadra e mettendoli in contatto l'uno con l'altro", prosegue Musto: il CEO di Arduino SRL spiega che ci sono in piedi collaborazioni con docenti in molti paesi, tra cui Spagna, Grecia, Stati Uniti e a breve anche la Germania, che contribuiranno a creare materiale e competenze necessarie a mettere in piedi un vero e proprio "curriculum Arduino" adatto all'insegnamento perché prodotto direttamente da chi deve insegnare.

La Fondazione Arduino ha come socio fondatore Arduino SRL, ovviamente, ma è aperta a chiunque voglia aderire senza alcun tipo di limitazione: proprio come altre realtà simili, ad esempio la già citata Linux Foundation, può prevedere una quota di iscrizione per alcuni soci (le aziende che decidono di impegnarsi con un movimento) ma è una organizzazione non profit. I bilanci saranno pubblicati sul sito e verrà rendicontata ogni spesa fatta con gli introiti provenienti da donazioni e iscrizioni. "Per me Arduino ha la possibilità di diventare veramente una tecnologia e un'esperienza non ad appannaggio di pochi, ma ampiamente utilizzata: ma non è solo una questione di chi e quanti la usano - chiarisce Musto a Punto Informatico - ma anche di chi decide: Torvalds ebbe l'intuizione con Linux che, se fosse rimasto soltanto lui a decidere, i fork sarebbero iniziati presto, dunque decise coraggiosamente di aprire a livello decisionale anche ad altri. Io alla storia del santone non ci ho mai creduto".
17 Commenti alla Notizia La versione di Arduino SRL
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  • Arduino srl (nelle parole del suo CEO Musto) "oggi conta 29 dipendenti e fattura circa 27 milioni di euro" ma il CEO non fa mistero di coltivare l'ambizione di arrivare fino a circa 200 dipendenti entro tre d'anni e di portare il fatturato fino alla soglia dei 50 milioni.

    Domanda: come è possibile che per passare in tre anni da 27 milioni a 50 milioni di fatturato (cioè quasi raddoppiare) sia necessario moltiplicare per più di 6 volte i dipendenti (passando da 29 persone a 200 persone)? Forse l'autore dell'articolo non ha bene inteso i numeri?
  • - Scritto da: arenaudi
    > Arduino srl (nelle parole del suo CEO Musto)
    > "oggi conta 29 dipendenti e fattura circa 27
    > milioni di euro" ma il CEO non fa mistero di
    > coltivare l'ambizione di arrivare fino a circa
    > 200 dipendenti entro tre d'anni e di portare il
    > fatturato fino alla soglia dei 50
    > milioni.
    >
    > Domanda: come è possibile che per passare in tre
    > anni da 27 milioni a 50 milioni di fatturato
    > (cioè quasi raddoppiare) sia necessario
    > moltiplicare per più di 6 volte i dipendenti
    > (passando da 29 persone a 200 persone)? Forse
    > l'autore dell'articolo non ha bene inteso i
    > numeri?
    forse intendeva che 160 di quei 200 fossero vietnamiti...
    non+autenticato
  • Oggi la pagina FB di Arduino.org linka (http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/34817...) un'intervista del CEO Musto a CorCom in cui egli dice: "Siamo una realtà snella con soli 83 dipendenti e 17 milioni di fatturato nel 2014".

    A dire il vero, ricordavo una simile intervista su CorCom qualche mese fa: sarà la stessa o è nuova?

    Domanda: ma il fatturato 2014 è quindi 17milioni (CorCom) o 27milioni (Punto Informatico)? E i dipendenti sono 83 (CorCom) o 29 (Punto Informatico)?
  • I numeri sono quelli che ci ha fornito Musto in sede di intervista.
    Il fatturato menzionato si riferisce al 2015.
    I dipendenti sono 69, c'è stato un errore di trascrizione di cui mi scuso.
  • praticamente e' un TR-MR3020 collegato con l'AVR... uno strano (ma interessante) ibrido che pero' dovrebbe costare almeno la meta'... saranno le tasseCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • credo che la cosa migliore (non la piu bella) sia che in ogni situazione la prima cosa sia andare dall'avvocato per decidere chi fa cosa come quando perche e dove.

    Patti chiari, amicizia lunga.
    non+autenticato
  • Che Brutta storia.
    Se c'è qualche cosa che funziona in Italia sembra che bisogna in un modo o nell'altro buttarla in vacca...
  • > Se c'è qualche cosa che funziona in Italia sembra
    > che bisogna in un modo o nell'altro buttarla in
    > vacca...

    Dai non esageriamo.
    Non è una scheda madre complessa o multiprocessore come quelle di Supermicro, Tyan, MSI, Gigabyte Technology, ASUS ecc... E' una semplice board con un micro. Più simile al Nintendo Gameboy degli anni novanta che a un sistema moderno. Ha avuto un certo successo perché è entrata in un momento e in un mercato di curiosi in crescita, ma tecnologicamente è ferma all'età della pietra.
    http://www.tyan.com/Motherboards_S8812_S8812WGM3NR
    Certo un grande successo italiano, pensando che in italia non succede niente. Detto questo meglio evitare di sbandierare il fatto che sia il meglio d'Italia sennò all'estero ti ridono dietro.
    Quasi stesso discorso per il Raspberry Pi, in quanto è solo un po' più complesso ma più chiuso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leopoldo
    > > Se c'è qualche cosa che funziona in Italia
    > sembra
    > > che bisogna in un modo o nell'altro buttarla
    > in
    > > vacca...
    >
    > Dai non esageriamo.
    > Non è una scheda madre complessa o
    > multiprocessore come quelle di Supermicro, Tyan,
    > MSI, Gigabyte Technology, ASUS ecc... E' una
    > semplice board con un micro. Più simile al
    > Nintendo Gameboy degli anni novanta che a un
    > sistema moderno. Ha avuto un certo successo
    > perché è entrata in un momento e in un mercato di
    > curiosi in crescita, ma tecnologicamente è ferma
    > all'età della pietra.

    e li deve restare: micro economico , DI/DO/AI, e 4 cazzate superfacili se no la massa di idioti che lo usano non posson piu credersi degli dei della programmazione anche se non sanno distinguere un saldatore da una sigaretta.

    > http://www.tyan.com/Motherboards_S8812_S8812WGM3NR
    > Certo un grande successo italiano, pensando che
    > in italia non succede niente.

    ti sei perso il naufragio della Concordia?

    > Detto questo meglio
    > evitare di sbandierare il fatto che sia il meglio
    > d'Italia sennò all'estero ti ridono dietro.

    abbiamo delle eccellenze: pizza, mafia, Ferrari...
    e il papa? lo abbiamo solo noi!

    > Quasi stesso discorso per il Raspberry Pi, in
    > quanto è solo un po' più complesso ma più
    > chiuso.
    non+autenticato
  • Ok alternative più complesse a costi ragionevoli?
  • - Scritto da: Alessandrox
    > Ok alternative più complesse a costi ragionevoli?

    http://lmgtfy.com/?q=low+cost+amr+board+linux
    non+autenticato
  • I makers non sono aziende che inseguono un prodotto e che quindi, anche se il prodotto cambia nome o proprietario sempre quello comprano. I makers sono appassionati che conoscono la storia e le caratteristiche di un prodotto, possono cambiare nome, marchio, fare il sito più bello o avere le hostess più gnocche, i makers andranno dietro al prodotto di prima che al momento è rappresentato da genuino. E poi dietro ci sono le shield e soprattutto l'ambiente di sviluppo, chi gestisce quello gestisce tutto. Se shield e ambiente rimangono uguali e posso attaccarci la scheda che si vuole, allora abbiamo fatto come per i PC dove che compro asus o gigabte è solo rpeferenza degli utenti, tutto il resto, che è la cosa più interessante, si fa in un altro livello.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco
    > I makers non sono aziende che inseguono un
    > prodotto e che quindi, anche se il prodotto
    > cambia nome o proprietario sempre quello
    > comprano. I makers sono appassionati che
    > conoscono la storia e le caratteristiche di un
    > prodotto, possono cambiare nome, marchio, fare il
    > sito più bello o avere le hostess più gnocche, i
    > makers andranno dietro al prodotto di prima che
    > al momento è rappresentato da genuino.


    Il problema e' che la gente vuole il marchio.
    poi esiste il problema dei fork
    eccetera.
    Se tutti guardasssero alla qualita' samsung non farebbe audio ma continuerebbe nell'alimentare.
    eppure e' sulla bocca di tutti, no?
    non+autenticato
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