Claudio Tamburrino

Amazon e lavoratori: quello che il New York Times non dice

Uno dei dirigenti del negozio digitale replica punto su punto alle accuse sulle condizioni di lavoro dei dipendenti sollevate nel corso dell'estate dal New York Times. La baruffa monta in una serie di botta e risposta

Roma - Amazon è tornata a parlare del reportage del New York Times che puntava il dito contro le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti.

Già immediatamente dopo l'uscita del pezzo, Jeff Bezos era intervenuto rivolgendosi ai propri dipendenti, invitati a leggere il discusso articolo, definito una raccolta aneddotica di episodi al limite, e chiedendo loro se si riconoscessero in quanto raccontato.

Ora in maniera ancora più generale, Amazon torna sull'argomento con l'intenzione di riprendere le accuse precedentemente mosse nei confronti dei giornalisti e ribattendo alle varie testimonianze degli ex impiegati scontenti di Amazon.
A prendere la parola è stato Jay Carney, senior vice president per gli affari internazionali di Amazon, con un post dal titolo "Quello che il New York Times non ti dice".
Nel lungo commento ospitato su Medium Carney cerca di smontare le singole accuse mosse nel reportage, dall'anonimato del sistema di commenti sui propri colleghi (che il manager Amazon dice non essere affatto anonimo), ai racconti di un dipendente che parlava di quattro giorni senza dormire (a quanto pare lui stesso avrebbe spiegato che si trattava di una scelta personale legata soprattutto ad una rottura sentimentale).

Carney, poi, è soprattutto passato al contrattacco cercando di smontare la credibilità dei singoli testimoni del giornale: ha portato a testimonianza le proposte di promozione presentate per esempio al dipendente che le lamentava la mancanza nonostante l'impegno profuso, ma soprattutto ha sottolineato come Bo Olson, ex dipendente tra le principali fonti del pezzo, sia stato licenziato alla fine di un'investigazione interna da cui era emerso il suo tentativo di derubare i venditori associati di Amazon falsificando il registro vendite.

In generale, poi, Carney sottolinea come il New York Times non abbia ben contestualizzato le testimonianze raccolte, adottando aprioristicamente un punto di vista sensazionalistico: insomma, se avesse scelto un approccio più moderato probabilmente sarebbe stato più fedele alla realtà e magari non avrebbe permesso al pezzo di guadagnare le prime pagine.

Mentre diversi osservatori hanno criticato l'utilizzo di informazioni personali per screditare e ribattere alle accuse, anche il New York Times non ha lasciato cadere il colpo: ha risposto all'azienda di Jeff Bezos il caporedattore Dean Baquet, secondo cui, pur avendo Carney il pieno diritto di pronunciarsi,l'articolo costituirebbe "un lavoro onesto di investigazione e un serio processo di analisi". Carney, che a sua volta ha risposto a Baquet, non esita a manifestare dubbi riguardo alla necessaria verificate dei racconti dei dipendenti sentiti dal quotidiano statunitense.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàAmazon: un lavoro pulito il nostroJeff Bezos risponde direttamente alle accuse sollevate da un reportage del New York Times. Sono solo episodi causali che descrivono un ambiente di lavoro ben diverso dalla realtà
  • AttualitàDroni, la giungla aerea di AmazonL'azienda di Jeff Bezos vuole regole a favore dei dei droni. Propone di riservare uno spazio aereo per continuare la sua sperimentazione ed arrivare alle consegne via UAV
103 Commenti alla Notizia Amazon e lavoratori: quello che il New York Times non dice
Ordina
  • un annetto fa c'è stato uno scoop sulle condizioni di lavoro in Amazon, almeno per l'Italia.

    Addetto costretti a correre come formiche da una parte all'altra del centro di smistamento pacchi, pressioni psicologiche da parte dei direttori a spingerli sempre più al limite ,pena il licenziamento ,ecc

    Chi faceva questi lavori erano o giovani in cerca di occupazione o universitari per mantenersi negli studi, cose allucinanti....
    non+autenticato
  • In effetti gli stagionali per la raccolta del pomodoro al sud non subiscono di queste pressioni oltre a percepire un favoloso stipendio.
    non+autenticato
  • Chi l'ha mai negato ?
    Oppure quella donna che è morta e lavorava per 27 Euro al giorno e si faceva 100 KM ?
    Ma quello era anche lavoro nero, lo stato fa finta di non vedere perché a qualcuno fa comodo, in Amazon dubito che siano a nero...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > un annetto fa c'è stato uno scoop sulle
    > condizioni di lavoro in Amazon, almeno per
    > l'Italia.
    >
    > Addetto costretti a correre come formiche da una
    > parte all'altra del centro di smistamento pacchi,
    > pressioni psicologiche da parte dei direttori a
    > spingerli sempre più al limite ,pena il
    > licenziamento
    > ,ecc
    >
    > Chi faceva questi lavori erano o giovani in cerca
    > di occupazione o universitari per mantenersi
    > negli studi, cose
    > allucinanti....

    Vedi quanto sarebbe bello se fosse tutto automatizzato e fatto da droni e nastri trasportatori.

    Certe mansioni rasentano la schiavitu': automatizziamole ed elimineremo la schiavitu'.
  • Perchè secondo te una società del calibro di Amazon non ha pensato di fare un centro di distribuzione all'avangurdia in termini di informatizzazione e automazione? L'apporto umano almeno per ora e per ambiti logistici come quello di Amazon è ancora necessario.
  • Per il momento è molto più economico sfruttare le persone dandogli 4 soldi, appena sarà possibile la totale automazione non ci penserà 2 volte a farlo.
    non+autenticato
  • Non penso proprio che sia più conveniente sfruttare le persone anche pagandole poco piuttosto che utilizzare macchinari robot etc....
  • Si ma per i primi devi fare grossi investimenti ,inoltre oggi con l'abbassamento del costo del lavoro dove si è ridotti a lavorare quasi gratis è molto conveniente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > Si ma per i primi devi fare grossi investimenti

    Oppure crowfunding

    > ,inoltre oggi con l'abbassamento del costo del
    > lavoro dove si è ridotti a lavorare quasi gratis
    > è molto conveniente.

    Fino a che le macchine non prenderano il posto di ogni schiavo e a quel punto la produzione sara' gratuita e i beni a disposizione di tutti.
  • - Scritto da: panda rossa

    > Oppure crowfunding

    Per fare cosa ?

    > Fino a che le macchine non prenderano il posto di
    > ogni schiavo e a quel punto la produzione sara'
    > gratuita e i beni a disposizione di
    > tutti.

    Questa è una pia illusione, chi ha il potere ha tutto l'interesse nel conservarlo, anzi con il tempo ne vorrà di più.
    Grazie al modello di società ed economia che abbiamo oggi poche persone sono ultramiliardarie e possono influenzare pesantemente le sorti del mondo. Ma credi veramente che queste rinuncino al loro progetto di dominio ?
    Tipico esempio , con questa crisi creata e che rimane in piedi in modo del tutto artificiale chi ci guadagna e chi ci perde ?
    Ci hanno guadagnato grossi industriali,banche, istituti finanziari che hanno speculato tantissimo dalla situazione ,si sono fatte le leggi a proprio uso e consumo forzando persino gli stati a sottomettersi ( tra l'altro è quello che culminerà con il TTIP, il processo invece è iniziato molto prima).
    Hanno creato una sorta di aspirapolvere per drenare quanto più possibile dalla plebe e tenendola in una perenne situazione di forte dipendenza.
    Considera che un popolo disperato è più portato alla sottomissione, a rinunciare ai propri diritti e a lavorare per 2 soldi...
    Credi che all'epoca Monti sia stato messo li per caso ?
    I governi successivi non sono stati eletti dal popolo e non hanno fatto altro che proseguire la sua linea, ora c'è la Wanna Marchi di Firenze ma l'obiettivo è sempre quello, ovviamente molto meglio mettere il tutto in forma giocosa, più simpatica e rassicurante facendo credere che lo si sta facendo per il bene del popolo con le scuse più varie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > - Scritto da: panda rossa

    > > Oppure crowfunding

    > Per fare cosa ?

    > > Fino a che le macchine non prenderano il
    > > posto di ogni schiavo e a quel punto la
    > > produzione sara' gratuita e i beni a
    > > disposizione di tutti.

    > Questa è una pia illusione, chi ha il potere ha
    > tutto l'interesse nel conservarlo, anzi con il
    > tempo ne vorrà di più.
    > Grazie al modello di società ed economia che
    > abbiamo oggi poche persone sono ultramiliardarie
    > e possono influenzare pesantemente le sorti del
    > mondo. Ma credi veramente che queste rinuncino al
    > loro progetto di dominio ?

    Ok, poniamo che in una decina riescano ad avere il 100% del denaro e le fabbriche del mondo, poi chi compra i prodotti delle loro fabbriche ?
    non+autenticato