Gaia Bottà

Sony Pictures, milioni per le vittime del crack

Dipendenti ed ex dipendenti verranno risarciti per la violazione della privacy subita con il crack del network aziendale dello scorso anno

Roma - Il conto che Sony Pictures dovrà pagare per rimarginare lo strappo dell'attacco subito lo scorso anno diventa sempre più salato: lo studio hollywoodiano stanzierà una quota massima di 8 milioni di dollari per risarcire i propri dipendenti per la violazione della privacy derivata dal crack.

Era la fine del 2014 quando ignoti attaccanti aprivano una breccia nei server di Sony Pictures, riversando in rete gigabyte di dati personali e di corrispondenza riservata. L'azienda ha brillantemente sfruttato le presunte origini nordcoreana degli aggressori e delle rivendicazioni legate alla alla commedia The Interview proprio per lanciare il titolo, ma si è necessariamente dovuta confrontare con le conseguenze dell'attacco in termini di reputazione.

A pesare sulla situazione, anche i rapporti con i dipendenti ed ex-dipendenti, i cui dati personali sono stati riversati online: azioni legali sono state intentate a ridosso del dump e i contenziosi in corso, fatta eccezione per due cause ancora in atto in California, si sono ora chiusi con un accordo.
In primo luogo Sony Pictures garantirà agli individui colpiti due ulteriori anni di copertura dei servizi AllClearID, già attivati a seguito della breccia, per tutelare dipendenti ed ex-dipendenti da furti di identità e truffe ad opera di malintenzionati che approfittassero dei loro dati.
10mila dollari a testa, per un totale di 2,5 milioni, spetteranno poi a tutti i dipendenti ed ex-dipendenti le cui identità siano state trafugate nel contesto del crack: qualora la stima dei soggetti che reclamino la propria parte fosse stata calcolata per difetto, Sony Pictures potrebbe dover aumentare il fondo a 4,5 milioni di dollari. Questi risarcimenti potranno essere integrati da un ulteriore rimborso che si stima in circa mille dollari (per un totale di 2 milioni) per ripagare coloro che abbiano investito in prima persona per tutelarsi a seguito dell'attacco.
La parcella dei legali è stata fissata in 3,49 milioni di dollari, cifra che potrebbe rivelarsi ancora più pingue nel caso in cui gli avvocati richiedano una integrazione che potrebbe raggiungere i 3mila dollari per ogni assistito.

La dirigenza di Sony, esprimendo soddisfazione per la risoluzione, ha dichiarato che l'impatto del cyberattacco è stato tutto sommato poco rilevante in termini economici, nonostante le stime a 8 cifre.
L'accordo deve ancora ricevere l'approvazione della giustizia statunitense.

Gaia Bottà
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