Alfonso Maruccia

Google, una API per il riconoscimento delle immagini

Mountain View mette a disposizione degli sviluppatori le sue capacità di riconoscimento delle immagini con una API cloud, una tecnologia con potenzialità notevoli soprattutto in ambito IoT

Roma - Google intende "democratizzare" le mirabolanti qualità dei suoi algoritmi di riconoscimento delle immagini grazie a Cloud Vision, un'interfaccia di programmazione (API) capace di interrogare l'infrastruttura cloud di Mountain View per identificare cani, gatti, montagne o persino le espressioni facciali del viso.


Cloud Vision trae ovviamente vantaggio dai miglioramenti nelle tecniche di machine learning e intelligenza artificiale ottenuti grazie a tecnologie come TensorFlow, che tra l'altro Google ha recentemente rilasciato alla community sotto forma di codice con licenza open source.

Accessibile tramite una API REST facile da usare, spiega Google, Cloud Vision è dotata di funzionalità quali l'identificazione di un'entità "dominante" all'interno di una foto (auto, gatto ecc.), riconoscimento OCR per gli elementi testuali, l'identificazione di contenuti inappropriati, il riconoscimento facciale con 8 diverse espressioni, identificazione dei paesaggi più popolari e dei marchi famosi.
Tra le società già interessate a sfruttare la API Cloud Vision c'è AeroSense, la joint-venture voluta da Sony per la realizzazione di droni e servizi di sorveglianza cloud che sottolinea la capacità della nuova tecnologia di estrapolare dati significativi da migliaia di immagini catturate nel corso di un singolo volo.

Per evidenziare l'utilità di Cloud Vision in chiave Internet delle Cose (IoT), poi, gli ingegneri di Google hanno realizzato un mini-robot basato su design GoPiGo e capace di "vedere" quello che ha davanti: una funzionalità che nelle intenzioni di Mountain View potrebbe presto essere parte integrante delle soluzioni IoT che popoleranno case, uffici e luoghi pubblici.

Alfonso Maruccia
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