Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Pinne d'argento e getti ardenti

di M. Calamari - Il futuro č oggi, con il progresso pių importante dal 1969 ad oggi: Falcon 9 e New Shepard sono la fantascienza del passato, sono una profezia mai espressa

Roma - Il periodo natalizio vieta le notizie cattive, e quindi eccone una buona. Siamo nel futuro. Abbiamo conquistato lo spazio.
No, lo spazio non è stato conquistato da decenni con lo Sputnik, Glenn, Armstrong, Pioneer, Opportunity, Rosetta o New Horizons.
Lo spazio è stato conquistato solo negli ultimi due mesi, e nessuno pare essersene accorto.

Heinlein lo racconta ripetutamente, perché a lui era evidente che solo i miliardari e non gli stati avrebbero conquistato lo spazio, ma chi è abituato al progresso continuo di computer e smartphone, pensa ormai che le altre tecnologie progrediscano con la stessa velocità.
Non è così.

Si potrebbe fare un esempio sgradevole, sottolineando che i sistemi d'arma di terra, di mare e di cielo, a parte gli F35, sono tecnologie vecchie di 20-30 anni. Ma è roba brutta e funziona già anche troppo bene... Č meglio così.
Ma lo stesso vale per l'industria nucleare: il progresso è lento, le novità ci mettono decenni e la fusione nucleare non arriva mai. No, è un esempio impopolare anche questo.
L'industria chimica e petrolifera allora. No, bocciate anche queste.
L'agricoltura? No, ci sono gli OGM!
Le energie rinnovabili vanno bene? Ah, sì, perfetto. Nessuno può fare obiezioni. Ecco, nelle energie rinnovabili il progresso è nullo o lentissimo, anche perché spesso non ce ne è nemmeno bisogno. Le centrali idroelettriche si fanno nello stesso modo da trent'anni almeno, le pale eoliche da almeno quindici e le celle solari da 10. Le ultime due sono sempre state antieconomiche, e per questo sono al palo o vivono di sovvenzioni. Tra anni, pochi o molti, forse diventeranno sostenibili e sarà un gran bene per tutti.
Ma non parlavamo di spazio? Sì, ma la premessa era necessaria.

Non c'è conquista fino a quando il costo basso rende una tecnologia fruibile da tutti, sia essa uno smarphone fico, un'auto o uno space shuttle. Č farina del sacco di Henry Ford, non di Cassandra.

Se non ci sono veicoli spaziali riutilizzabili e con costi sostenibili, lo spazio non può dirsi conquistato, ma solo timidamente esplorato qua e là, anche se siamo arrivati a Plutone o nella Nube di Oort.

Sia Blue Origin che SpaceX (Jeff Bezos ed Elon Musk) sono finalmente riusciti nelle ultime settimane a far rientrare i loro veicoli spaziali alla base di lancio, pronti per un economico riutilizzo.
Certo, si tratta solo di un passo nella direzione giusta, e non basta ancora. Ma è il progresso più significativo almeno dal 1969 ad oggi. Per questo andrebbe celebrato, invece di relegarlo in fondo alle notiziole scientifiche delle sole riviste di divulgazione.

E veniamo al sentimentale, perché da Cassandra c'è sempre da aspettarselo.
Chi dei 24 inossidabili lettori ha visto le copertine dei primi numeri di Urania? O si ricorda il film prodotto da George Pal Uomini sulla Luna?
Quelle affusolate astronavi a forma di ogiva, che atterravano tra le fiamme poggiandosi sulle loro aerodinamiche pinne...

Ecco, guardando i filmati dell'atterraggio del Falcon 9 e del New Shepard, per Cassandra è stato impossibile trattenere non uno ma ben due brividi.
Il primo è dell'appassionato di fantascienza, paragonabile solo a quello di Episodio IV.
Il secondo da profetessa che vede improvvisamente realizzata una profezia mai espressa.


Chi ha occhi per vedere osservi, in questo apparentemente bruttissimo filmato, quel puntino di luce arancione visto da Cape Canaveral, che nell'oscurità più totale scende sempre più lentamente, fino a quando un ultimo lampo di luce illumina la rampa di partenza e poi il buio... un trionfo.

Marco Calamari
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16 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Pinne d'argento e getti ardenti
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  • Io sono più contento quando le tecnologie restano per pochi.
    Se l'informatica fosse ancora chiusa in qualche datacenter con addetti in camice bianco, sarebbe meglio.
    non+autenticato
  • Ferruccio Lamborghini è pienamente d' accordo a metà con te!!
    non+autenticato
  • non credo che quel sistema sarà il metodo definitivo di recupero degli stadi, serve troppa energia per il rientro e i materiali vengono sottoposti a troppe vibrazioni che rendono critico il riutilizzo, da tempo si sta studiando la possibilità di portare in quota il missile con un aereo che funge anche da primo stadio ed effettuare il lancio da lì, il primo stadio poi rientrerebbe alla base planando come uno shuttle
    non+autenticato
  • Il primo stadio costa 60 milioni di $, il carburante 200 mila, credo che valga la pena farlo rientrare. Per di più vicino alla base di lancio, coi costi di trasporto ridotti al minimo, rispetto al vecchio shuttle.
    Vibrazioni? le combatto da tutta la vita nel mio impianto, bastano gli ammortizzatori (anche una rondella può essere sufficiente) e serraggio. Nulla di impossibile Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario
    > non credo che quel sistema sarà il metodo
    > definitivo di recupero degli stadi

    Ma certo che no: il metodo definitivo sarà quando scopriremo l'antigravità.
    non+autenticato
  • Sembra proprio che Elon Musk stia raccattando fans in stile Steve Jobs (fan veri o comprati?).

    Piaggieria a parte la tecnologia per l'atterraggio morbido è frutto degli studi fatti dalla NASA per l'atterraggio su marte e altri progetti. Elon Musk non ha fatto altro che reclutare parecchi ingegneri della NASA. Non è un progresso improvviso, ma la prosecuzione di un lungo lavoro.
    non+autenticato
  • le pale eoliche da almeno quindici e le celle solari da 10. Le ultime due sono sempre state antieconomiche, e per questo sono al palo o vivono di sovvenzioni.
    Stronzata.
    A guardarle la forma è sempre la stessa, ma il progresso nei materiali compositi ha permesso di costruirne sempre più grandi, leggere e robuste. (La dimensione conta perchè l'energia ricavata sale col cubo dell'area attiva).
    La storia della tecnologia antieconomica è una balla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: aqaqaaq
    > le pale eoliche da almeno quindici e le celle
    > solari da 10. Le ultime due sono sempre state
    > antieconomiche, e per questo sono al palo o
    > vivono di sovvenzioni.

    > Stronzata.

    Commento molto costruttivo ed informativo.

    > A guardarle la forma è sempre la stessa, ma il
    > progresso nei materiali compositi ha permesso di
    > costruirne sempre più grandi, leggere e robuste.
    > (La dimensione conta perchè l'energia ricavata
    > sale col cubo dell'area attiva).

    I materiali compositi sono anche loro una tecnologia antica che evolve lentamente; hai per caso qualche dato sulla presunta dimensione crescente delle pale installate? No vero?
    No, perche' il limite da sempre non e' la dimensione, ma la velocita' dell'estremo della pala, che deve restare subsonica.

    > La storia della tecnologia antieconomica è una balla.

    Altro commento assai informativo e motivato.

    Come mai in Italia le pale le hanno costruite solo con i contributi, e prima invece non c'era niente?
    Poi, come per le celle fotovoltaiche, non e' che ti scordi di considerare il costo dei sistemi di immagazzinamento dell'energia?
    Il solare a concentrazione ce lo ha incorporato, ma con il sistema di immagazzinamento il Kw e' ancora antieconomico, purtroppo.
    non+autenticato
  • > I materiali compositi sono anche loro una
    > tecnologia antica che evolve lentamente;

    Si, è vero. Però anni di lavoro ora stanno dando i loro frutti. Ti sei mai chiesto come mai solo ora stanno arrivando sul mercato arei di linea fatti in materiali compositi?
    Prima si usavano solo per costosissimi arei militari o piccoli arei fatti in maniera quasi artigianale.

    > hai per
    > caso qualche dato sulla presunta dimensione
    > crescente delle pale installate? No
    > vero?

    Basta qualche ricerca su google, eccoti un paio di esempi.

    http://www.chemistryviews.org/details/ezine/144448...
    http://esm.versar.com/pprp/ceir17/HTML/Chapter5-5-...

    Informati.

    > No, perche' il limite da sempre non e' la
    > dimensione, ma la velocita' dell'estremo della
    > pala, che deve restare subsonica.
    >

    Quel limite non ha fermato l'evoluzione.

    > > La storia della tecnologia antieconomica è
    > una
    > balla.
    >
    > Altro commento assai informativo e motivato.
    >


    Fai una ricerca con le parole "cost wind power" cerca per immagini e guarda la maggior parte dei grafici e poi leggi i vari contenuti.
    Informati, di fonti ce ne sono tante.

    > Come mai in Italia le pale le hanno costruite
    > solo con i contributi, e prima invece non c'era
    > niente?

    Per il clima e le montagne che creano turbolenze. Di posti adatti per l'eolico non ce ne sono tanti in Italia. Ma il resto d'Europa è pieno di zone adatte.

    > Poi, come per le celle fotovoltaiche, non e' che
    > ti scordi di considerare il costo dei sistemi di
    > immagazzinamento
    > dell'energia?

    Per il momento quel costo è minimo perchè neanche ci provano ad immagazzinare l'energia prodotta con l'eolico. Si punta sulla grande infrastruttura che permette di immettere energia nella griglia da tutta europa.

    > Il solare a concentrazione ce lo ha incorporato,
    > ma con il sistema di immagazzinamento il Kw e'
    > ancora antieconomico,
    > purtroppo.
    non+autenticato
  • L'F35 è un aereo della stessa generazione del F22 Raptor. Secondo wikipedia il primo volo è del 7 September 1997 ed è entrato in servizio 15 December 2005 cioè 10 anni fa. A parte l'elettronica il progresso nell'aereonautica non è così rapido.
    non+autenticato
  • - Scritto da: aqaqaaq
    > L'F35 è un aereo della stessa generazione del F22
    > Raptor. Secondo wikipedia il primo volo è del
    > 7 September 1997 ed è entrato in servizio
    > 15 December 2005 cioè 10 anni fa. A parte
    > l'elettronica il progresso nell'aereonautica non
    > è così rapido.

    anche perche le leggi dell'aereodinamica quelle sono e non possono "evolvere".
    non+autenticato
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