Alfonso Maruccia

I leak pirata rovinano il Natale a Hollywood

Le major alle prese con l'ennesima crisi dovuta alla comparsa di primizie cinematografiche sui canali illegali. Gli utenti BitTorrent festeggiano, i releaser si scusano e l'FBI indaga. E parte dell'industria attribuisce la colpa a Google

Roma - Le prime avvisaglie erano arrivate con qualche giorno di anticipo sul Natale, e presto è diventato chiaro a tutti che le festività di fine anno sarebbero risultate molto, molto indigeste per le major di Hollywood. Protagonisti del plot: gli utenti pirata di BitTorrent, un gruppo di releaser alquanto generosi e una misteriosa manina che ha trafugato un DVD prima che arrivasse al suo legittimo destinatario.

Verso la fine di dicembre, sulla rete di BitTorrent hanno fatto la loro comparsa gli "screener" di alcuni tra i film più attesi della stagione natalizia già in odore di Oscar: titoli come Creed di Sylvester Stallone, The Hateful Eight di Quentin Tarantino e The Revenant (con protagonista Leonardo DiCaprio) hanno allietato le serate di festa degli utenti del file sharing. Le copie dei film circolanti online sono di alta qualità, e provengono da una crew nota come Hive-CM8 - famosa per essere "generosa" con la distribuzione delle sue release anche al vasto pubblico di BitTorrent oltre che ai circoli esclusivi dei tracker BT privati.


Le promesse iniziali di Hive-CM8 includevano qualcosa come 40 diversi "DVD screener", tutti di primissima visione e in alta qualità, e per qualche giorno il gruppo ha mantenuto la parola distribuendo anche una versione del nuovo film di James Bond, Spectre.
L'atmosfera di festosa pirateria a mezzo BitTorrent è però cambiata nel volgere di qualche giorno, giusto il tempo per annunciare l'avvio delle indagini da parte delle FBI e l'identificazione della prima pista per la ricerca del responsabile: il DVD di The Hateful Eight finito online era apparentemente diretto ad Andrew Kosove, CEO della società di produzione Alcon Entertainment, ma Kosove dice di non aver mai ricevuto il disco e promette di collaborare con le autorità per scovare chi lo ha sottratto al suo legittimo destinatario.

Per la fine dell'anno l'affare si riscalda e Hive-CM8 annuncia lo stop alle release, a quanto pare dovuto a una non meglio precisata breccia di sicurezza nel network della crew. L'ultima puntata, almeno per il momento, vede ancora protagonisti i pirati di Hive-CM8 che chiedono scusa a Tarantino per il leak pirata del suo nuovo film e invitano gli appassionati ad andare a vedere il film nelle sale.

Il produttore del film Richard Gladstein mostra di ignorare le scuse: il titolo sarebbe stato scaricato 1,3 milioni di volte dalla sua comparsa online, e la colpa è attribuita a Google che, in qualità di intermediario, potrebbe mettere a disposizione il "vaccino capace di debellare la malattia del furto di contenuti" ma si limita a mettere a disposizione delle semplici aspirine. Da parte sua, Mountain View ha voluto ribadire la sua storica posizione in merito: "Continuiamo ad investire fortemente nello sviluppo di strumenti per la tutela del copyright per i detentori dei diritti e processiamo le richieste di rimozione più velocemente di quanto non abbiamo mai fatto, rimuovendo la stragrande maggioranza delle URL che ci vengono notificate - recita il comunicato di rito, attribuito a un portavoce di Big G - Inoltre, i sempre più numerosi accordi di partnership e distribuzione di Google con l'industria dei contenuti portano benefici tanto ai creatori quanto agli utenti e generano per questa industria centinaia di milioni di dollari ogni anno".

Alfonso Maruccia
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