Gaia Bottà

Opera, lusinghe cinesi

Una coalizione di investitori cinesi ha proposto di acquisire l'azienda norvegese per oltre un miliardo di euro. Il consiglio di amministrazione di Opera è orientato ad accettare

Roma - Sul piatto ci sono 10,4 miliardi di corone norvegesi, più di un miliardo di euro: le aziende cinesi Kunlun e Qihoo 360, supportate dai fondi di investimento Golden Brick e Yonglian, si sono proposte per l'acquisizione di Opera.

L'offerta presentata dal gruppo cinese prevede un premio del 53 per cento sulla valutazione dell'azienda norvegese antecedente all'annuncio della proposta: Kunlun, operatore mobile, e Qihoo 360, che opera nell'ambito della sicurezza, entrambe sulla strada di una decisa espansione lastricata di acquisizioni, vorrebbero approfittare della mediazione dei servizi offerti al proprio pubblico per veicolare la diffusione di Opera sul mercato locale e, viceversa, approfittare dei 350 milioni di utenti di Opera su dispositivi desktop e mobile per promuovere i loro servizi. La piattaforma di advertising Opera Mediaworks è un'altra attrattiva per la coalizione cinese: sta dimostrando tutte le proprie potenzialità, a rappresentare il 75 per cento del fatturato di Opera.

L'azienda norvegese, che dal mese di agosto ha preso in considerazione la possibilità di offrirsi sul mercato ma su cui già da anni si addensano le indiscrezioni in materia di acquisizioni, ha giudicato l'offerta allettante: "c'è una logica strategica e industriale forte alla base dell'acquisizione da parte del consorzio - ha spiegato il CEO di Opera Lars Boilesen - Crediamo che il consorzio, con la sua dote di esperienza e la sua solida posizione sui mercati emergenti, potrebbe essere un buon proprietario per Opera", in grado di agire per sospingere l'innovazione tecnologica e la crescita sul mercato.
Il consiglio di amministrazione di Opera, nel contesto dell'annuncio dei risultati finanziari per l'ultimo trimestre del 2015, ha dunque ritenuto opportuno dare l'approvazione preliminare all'offerta: l'azienda norvegese è ancora in perdita e il browser mobile, più promettente del corrispettivo desktop, nonostante le tecnologie progressivamente implementate per distinguersi dalla concorrenza detiene il 7,28 per cento del mercato.

Gaia Bottà
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