Alfonso Maruccia

GitHub, lo sviluppo è sessista?

Una nuova ricerca sui contributi ai progetti GitHub evidenzia una disparità di trattamento tra uomini e donne, che in ogni caso dimostrerebbero di essere delle sviluppatrici più competenti dei corrispettivi maschi

Roma - GitHub ha un pregiudizio di genere che tende a discriminare gli sviluppatori di sesso femminile, almeno stando a quanto sostiene un nuovo studio ancora da passare al vaglio di ricercatori terzi. Quando una donna è identificabile come tale, dice la ricerca, i gestori dei progetti sul popolare network si comportano in maniera molto differente.

Lo studio si focalizza sui progetti software scritti nei 10 linguaggi di programmazione più popolari, evidenziando come i contributi e le patch provenienti da mani (e menti) femminili siano accettati nel 72 per cento dei casi; quando il genere dell'autore della patch è identificabile, però, tale percentuale scende al di sotto di quella degli sviluppatori maschi (62,5 per cento).

I ricercatori hanno verificato il sesso delle sviluppatrici confrontando i profili di GitHub - che non prevede alcuna dichiarazione di genere - e quelli sui social network, identificando 1,4 milioni di coder totali riconoscibili senza alcun dubbio come maschi o femmine.
I risultati più interessanti dello studio includono anche la verifica delle percentuali di accettazione delle patch con l'aumentare dell'esperienza delle sviluppatrici, le maggiori dimensioni dei contributi e la tendenza delle sviluppatrici a focalizzarsi su bug o problematiche di non immediato interesse per i singoli progetti software.

Alfonso Maruccia
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26 Commenti alla Notizia GitHub, lo sviluppo è sessista?
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  • Non voglio riferirmi certo a prestazioni sessuali, nelle quali una donna schianta dieci uomini...
    Mi riferisco al fatto che donne ed uomini, per leggi di natura, sono costituzionalmente diversi, fisicamente ed anche mentalmente, ed appartenere ad un sesso piuttosto che ad un altro conduce a prestazioni differenti, molto o poco a seconda dei campi, e non sto a dire che il sesso x globalmente abbia prestazioni superiori al sesso y.
    Tralasciamo tutti casi in cui la diversa costituzion fisica ed i diversi compiti che la natura ha assegnato creano differenze, ed anche il diverso vissuto sociale/educazionale, e focalizziamoci sulle sole capacità intellettuali, quelle dove ritengo giusto che si applichi una parità di giudizio sulle prestazioni fornite.
    Per restare in tema esaminerei in particolare le capacità in campo informatico e specificatamente in sviluppo codice, basandomi sulla mia lunga esperienza a contatto con colleghi e colleghe.

    Se ad una donna chiedete l'inverso della condizione a=true and b=true vi dirà subito a=false or b=false, ma ho seri dubbi che un uomo di primo acchito correlerà con or anzichè and.
    Se ad una donna chiedete di approssimare all'intero inferiore un valore negativo -x.y vi risponderà erroneamente -x, un uomo probabilmente vi dirà correttamente -x-1 (ad esempio -4.5 diventa -5).
    Se dite ad una donna di fare la somma dei numeri da 1 a 1000, lei sommerà i numeri a manina col la massima precisione e costanza, a meno che, magari plurilaureata, non conosca il metodo usato da Gauss, ma tale metodo non lo saprebbe applicare per sommare da 1257 a 131912. Un uomo invece sarebbe letteralmente un disatro a far la somma a manina, ma una certa percentuale di uomini, Gauss o non Gauss, cercherebbe il metodo, e si accorgerebbe subito che il risulatato è la sommatoria di una serie calcolabile, infatti 1+1000, 2+999, 3+998 ... 500+501 sono 500 coppie di valore 1001, e direbbe che il risultato è 500x1001=500500. Un'altra piccola percentuale saprebbe ragionare anche per sommatorie da 1257 a 131912, ma solo una minima percentuale troverebbe la formula generale per sommatoria da n1 ad n2. A quest'ora non riesco a pensarla, ma è molto prossima a (n2^2-n1^2)/2 a meno di qualche 1 che scappa. * Vedi Nota.
    Se ad una donna chiedete di ordinare in senso ascendente una tabella questa vi creerà una seconda tabella dove andrà ad accodare ogni volta il più piccolo dei valori restanti della prima tabella (mi figuro quanto dura); un uomo agirà sulla tabella origine, esaminando ogni valore col precedente, e per minore andrà ad inserirlo nella posizione che gli compete, shiftando di una posizione il restante fino al punto dove era arrivato, e se è furbo ripartirà da questo anzichè dall'inizio. Se poi è particolarmente furbo il punto di inserimento lo individuerà con ricerca dicotomica.
    Ma la musica cambia se facciamo riferimento allo sviluppo di codice come è diventato ai giorni nostri anzichè a come era ai tempi d'oro, quando esisteva ben poco di precotto e le necessità te le dovevi risolvere a colpi di pensate. E qui, inutile negarlo, sono favorite le donne.
    Lo sviluppo di un sito, indipendentemente da valori più o meno estetici nei quali la sensibilità femminile è superiore, sarà sicuramente più accurato e ligio agli standard se a realizzarlo è una donna; il rispetto degli attributi delle variabili, delle classi di appartenenza, delle tecniche di chiamata a subroutines e funzioni, delle metodologie di programmazione strutturata... ovvero di tutto quello che è praticamente imposto da vincoli lacci e laccioli degli attuali linguaggi, tanto meglio se non procedurali, è appannaggio femminile. Nelle query SQL piuttosto che in accurati prospetti di stampa una donna è più a suo agio di un uomo, nel verificare l'esattezza dei risultati in fase di test, specie se si utilizzazano strumenti automatici, anche qui la donna è avvantaggiata...
    In sintesi, nell'utilizzo di tutto ciò che è già stato pensato, codificato e reso disponibile, la donna è decisamente più efficiente dell'uomo.
    Ma ecco la rivincita: chi è che à studiato, codificato e reso disponibile, chi è stato a pensare e creare i vari tools e aids e i vari linguaggi di programmazione (per non parlare di SW di base e S.O.) in cui le femminucce guazzano? sono stati, praticamente sempre e da sempre, i maschietti. Insomma, Bill Gates e compari, per non parlare di A. Einstein e compari, sono inequivocabilmente maschietti (solo quel Satya Nadella, con quel nome da femminuccia, mi pone dei dubbi).

    Non ha caso tutte le metodologie, le innovazioni, le scoperte, i brevetti vari ... nascono da menti essenzialmente maschili.
    Con questo non voglio affermare una superiorità maschile: c'è bisogno di ambedue le caratteristiche, sia di chi è più adatto a pensare (ma forse è più soggetto a sbagliare) che di chi è più adatto a realizzare (e forse più difficilmente sbaglia).

    * Nota.
    Ripensandoci a mente riposata, la formula corretta non è (n2^2-n1^2)/2 ovvero (n2+n1)*(n2-n1)/2 ma è (n2+n1)*(n2-n1+1)/2 con quel maledetto +1 che rende sempre pari il numeratore e che sentivo che mi mancava ma a mente stanca non sapevo dove metterlo.
    Ora io sono un maschietto medio, di quelli che sbaglierebe la somma manuale anche da 1 a 50, ma vi chiedo, una femminuccia media, di quelle che la somma la fanno esatta, 'sti ragionamenti li farebbe, magari sotto periodo mestruale e/o con estetista o fidanzato o bimbo che l'aspetta?
    .
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    Modificato dall' autore il 19 febbraio 2016 05.49
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    Modificato dall' autore il 19 febbraio 2016 17.48
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  • >
    > Non ha caso tutte le metodologie, le innovazioni,
    > le scoperte, i brevetti vari ... nascono da menti
    > essenzialmente maschili.
    >

    non regge nemmeno un secondo il tuo ragionamento, se ad occuparsi di meccanica sono stati sempre gli uomini e' ovvio che nel settore della meccanica le innovazioni sono state portate avanti da uomini e non dalle donne, in altri settori anche non propiamente professionali sono state le donne a farlo, prendi gli inuit e' sempre stato l'uomo a cacciare ed ha affinito i suoi strumenti per farlo, la donna si e' sempre occupata della lavorazione delle pelli ed ha migliorato con il tempo tutte le tecniche, e' una questione di ambiente bisogno ed opportunita'
    non+autenticato
  • - Scritto da: Saggista
    > >
    > > Non ha caso tutte le metodologie, le
    > innovazioni,
    > > le scoperte, i brevetti vari ... nascono da
    > menti
    > > essenzialmente maschili.
    > >
    >
    > non regge nemmeno un secondo il tuo ragionamento,
    > se ad occuparsi di meccanica sono stati sempre
    > gli uomini e' ovvio che nel settore della
    > meccanica le innovazioni sono state portate
    > avanti da uomini e non dalle donne, in altri
    > settori anche non propiamente professionali sono
    > state le donne a farlo, prendi gli inuit e'
    > sempre stato l'uomo a cacciare ed ha affinito i
    > suoi strumenti per farlo, la donna si e' sempre
    > occupata della lavorazione delle pelli ed ha
    > migliorato con il tempo tutte le tecniche, e'
    > una questione di ambiente bisogno ed
    > opportunita'

    Non mi hai seguito nel ragionamento. Ho detto:
    Tralasciamo tutti casi in cui la diversa costituzion fisica ed i diversi compiti che la natura ha assegnato creano differenze, ed anche il diverso vissuto sociale/educazionale, e focalizziamoci sulle sole capacità intellettuali, quelle dove ritengo giusto che si applichi una parità di giudizio sulle prestazioni fornite.

    Il tuo bel discorso (del resto riproposto ad oltranza, non sei il primo/a a farlo) è riferito proprio a quel che ho detto di non tenere in considerazione perchè falsato della diversa situazione per i due sessi (non mi piace vincere facile).
    Di fatti nei vari esempi riportati in campo di intellettualità applicata all'informatica, frutto di esperienze pratiche, ho evidenziato i diversi processi mentali di una donna e di un uomo posti di fronte allo stesso problema logico sul campo, certamente indipendenti dalle diverse condizioni di vissuto e di inserimento sociale e di magari minori opportunità cui la donna può essere stata sottoposta in passato ed un po' anche ai nostri tempi.

    Al giorno d'oggi, ma forse anche in passato, nessuno condiziona una donna a non occuparsi di meccanica e a non ideare sistemi di automazione della lavorazione delle pelli. Se poi la donna deve occuparsi di bimbi e di famiglia più di un uomo, è più un aspetto della sua natura che un condizionamento sociale, e di questo non ne faccio certo una colpa, anzi: ho detto che c'è bisogno anche delle capacità (e predisposizioni) femminili, per carità!

    In ogni caso un Einstein in gonnella devo ancora vederlo (e non parlatemi di ricercatrici di cui è pieno il mondo: cosa hanno scoperto più degli uomoni?).


    Ma tu se una saggista o un saggisto?
  • Tutta gente ha l'idea del maschio dominante e la donna angelo del focolare

    Di solito ragionano così tutti quelli che fino al giorno prima di sposarsi si facevano lavare ancora le mutande dalla mamma, sperando che la sua futura moglie/compagna sia anche la sua cameriera, cosa che accade sempre meno e che porta al divorzio con pedata nel c**o annessa.
    non+autenticato
  • Qui si parla di codice, presenti codice di m*rda e la pedata la prendi tu indipendentemente da credo, sesso, estrazione sociale, preferenza sessuale ecc... ecc...

    P.S.: Come disse Alberto Sordi "Non mi sposo perché non mi piace avere della gente estranea in casa", oggi vale sia per gli uomini sia per le donne.
    non+autenticato
  • - Scritto da: senza compromess i
    > Qui si parla di codice, presenti codice di m*rda
    > e la pedata la prendi tu indipendentemente da
    > credo, sesso, estrazione sociale, preferenza
    > sessuale ecc...
    > ecc...
    >

    "Women are better coders – that’s according to a preliminary analysis of bug-fixing suggestions made on GitHub that looked at how many fixes to code were accepted – but that’s only true if they hide their gender."


    1. Women are more likely to have pull requests accepted than men
    2. Women continue to have high acceptance rates as they gain experience
    3. Women’s pull requests are less likely to serve an immediate project need
    4. Women’s changes are larger
    5. Women’s acceptance rates are higher across programming languages
    6. Women have lower acceptance rates as outsiders when they are identifiable as women
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ele
    > - Scritto da: senza compromess i
    > > Qui si parla di codice, presenti codice di m*rda
    > > e la pedata la prendi tu indipendentemente da
    > > credo, sesso, estrazione sociale, preferenza
    > > sessuale ecc...
    > > ecc...
    > >
    >
    > "Women are better coders – that’s according to a
    > preliminary analysis of bug-fixing suggestions
    > made on GitHub that looked at how many fixes to
    > code were accepted – but that’s only true if they
    > hide their gender."
    >

    Peccato che citi uno studio farlocco, dalle conclusioni falsate. Ad esempio, ANCHE PER GLI UOMINI la percentuale di richieste accettate cala dopo l'identificazione, in maniera analoga a quella delle donne. È tutto scritto lì.
    Izio01
    3882
  • Il solito studio del cavolo per incitare le lamentele femministe.
    Sarà che quelle patch rifiutate non erano adatte/competenti? Sarà che il sesso non c'entra un tubo?
    Ma no no, io sviluppatore di software, non accetto un miglioramento per il mio software perchè sei una femmina. E poi sto anche attento che tu sia castano e non biondo.
    non+autenticato
  • E per avvalorare la mia opinione, leggere il commento di Francois Villemaire nell'articolo originale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il femminista
    > E per avvalorare la mia opinione, leggere il
    > commento di Francois Villemaire nell'articolo
    > originale.

    Concordo pienamente, ha tutto molto poco senso, ma poi figurati se uno si mette a guardare il sesso di chi invia una patch.
    Cioè si inventano l'open source, git, e la condivisione come scuola di pensiero, tutte meccaniche "inclusive", e poi ci mettiamo a discriminare in base al sesso?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno
    > - Scritto da: Il femminista
    > > E per avvalorare la mia opinione, leggere il
    > > commento di Francois Villemaire nell'articolo
    > > originale.
    >
    > Concordo pienamente, ha tutto molto poco senso,
    > ma poi figurati se uno si mette a guardare il
    > sesso di chi invia una
    > patch.
    > Cioè si inventano l'open source, git, e la
    > condivisione come scuola di pensiero, tutte
    > meccaniche "inclusive", e poi ci mettiamo a
    > discriminare in base al
    > sesso?

    Questo e' un evidente caso in cui gente abituata ad approfittare delle immancabili "quote rosa" a difesa delle minoranze, si e' trovata di fronte alla cruda realta' della meritocrazia, che non ha mai guardato sesso, religione, colore della pelle, o altre idiozie del genere.

    Se sai scrivere codice, lo scrivi.
    Se non sei capace, lascia la tastiera a chi ne sa di piu'.
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > Questo e' un evidente caso in cui gente abituata
    > ad approfittare delle immancabili "quote rosa" a
    > difesa delle minoranze, si e' trovata di fronte
    > alla cruda realta' della meritocrazia, che non ha
    > mai guardato sesso, religione, colore della
    > pelle, o altre idiozie del genere.
    >
    > Se sai scrivere codice, lo scrivi.
    > Se non sei capace, lascia la tastiera a chi ne sa
    > di piu'.

    A dire il vero, lo studio sostiene che le donne siano penalizzate laddove il loro genere sia conosciuto. Cioè il loro codice sia più facilmente accettato quando non si sa che sia una donna a sottoporlo.
    Personalmente sono convinto che lo studio sia fasullo, le femministe potrebbero dare lezioni a Goebbels, per quanto riguarda la manipolazione dei dati.
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: panda rossa
    > >
    > > Questo e' un evidente caso in cui gente abituata
    > > ad approfittare delle immancabili "quote rosa" a
    > > difesa delle minoranze, si e' trovata di fronte
    > > alla cruda realta' della meritocrazia, che non
    > ha
    > > mai guardato sesso, religione, colore della
    > > pelle, o altre idiozie del genere.
    > >
    > > Se sai scrivere codice, lo scrivi.
    > > Se non sei capace, lascia la tastiera a chi ne
    > sa
    > > di piu'.
    >
    > A dire il vero, lo studio sostiene che le donne
    > siano penalizzate laddove il loro genere sia
    > conosciuto.

    Ho letto.
    Ma la cosa non ha senso.
    Tu non puoi conoscere il genere di una persona finche' non la conosci di persona.
    E quando la conosci di persona, allora conosci anche un po' piu' del genere e magari emergono anche altri parametri.

    > Cioè il loro codice sia più
    > facilmente accettato quando non si sa che sia una
    > donna a sottoporlo.

    Manco fossero quelli delle HR che non avendo alcun metro di valutazione tecnica, giudicano le persone sulla base di segno zodiacale e ascendente.

    > Personalmente sono convinto che lo studio sia
    > fasullo,

    Io pure.

    > le femministe potrebbero dare lezioni a
    > Goebbels, per quanto riguarda la manipolazione
    > dei
    > dati.

    Le femministe potrebbero fare le femministe in quei settori dove la discriminazione c'e' per davvero ed e' gravemente penalizzante.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > >
    > > > Questo e' un evidente caso in cui gente
    > abituata
    > > > ad approfittare delle immancabili
    > "quote rosa"
    > a
    > > > difesa delle minoranze, si e' trovata
    > di
    > fronte
    > > > alla cruda realta' della meritocrazia,
    > che
    > non
    > > ha
    > > > mai guardato sesso, religione, colore
    > della
    > > > pelle, o altre idiozie del genere.
    > > >
    > > > Se sai scrivere codice, lo scrivi.
    > > > Se non sei capace, lascia la tastiera a
    > chi
    > ne
    > > sa
    > > > di piu'.
    > >
    > > A dire il vero, lo studio sostiene che le
    > donne
    > > siano penalizzate laddove il loro genere sia
    > > conosciuto.
    >
    > Ho letto.
    > Ma la cosa non ha senso.
    > Tu non puoi conoscere il genere di una persona
    > finche' non la conosci di
    > persona.
    > E quando la conosci di persona, allora conosci
    > anche un po' piu' del genere e magari emergono
    > anche altri
    > parametri.
    >
    > > Cioè il loro codice sia più
    > > facilmente accettato quando non si sa che
    > sia
    > una
    > > donna a sottoporlo.
    >
    > Manco fossero quelli delle HR che non avendo
    > alcun metro di valutazione tecnica, giudicano le
    > persone sulla base di segno zodiacale e
    > ascendente.
    >
    > > Personalmente sono convinto che lo studio sia
    > > fasullo,
    >
    > Io pure.
    >
    > > le femministe potrebbero dare lezioni a
    > > Goebbels, per quanto riguarda la
    > manipolazione
    > > dei
    > > dati.
    >
    > Le femministe potrebbero fare le femministe in
    > quei settori dove la discriminazione c'e' per
    > davvero ed e' gravemente
    > penalizzante.

    ma infatti! qui in miniera, si sente un disperato bisogno di presenza femminile. e anche sulle autostrade d'estate a tirare l'asfalto, nei cantieri a portare carrettate di cemento... ma come e' che in quei posti non si vedono mai cortei di femministe che urlano "anche a noi il piccone" e "piu' badili rosa"? no, per sapere, eh?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Izio01
    > Personalmente sono convinto che lo studio sia
    > fasullo, le femministe potrebbero dare lezioni a
    > Goebbels, per quanto riguarda la manipolazione
    > dei
    > dati.
    Un altro espertoneA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hop
    > - Scritto da: Izio01
    > > Personalmente sono convinto che lo studio sia
    > > fasullo, le femministe potrebbero dare
    > lezioni
    > a
    > > Goebbels, per quanto riguarda la
    > manipolazione
    > > dei
    > > dati.
    > Un altro espertoneA bocca aperta

    Visto che secondo il report che ho nominato e linkato, spesso citato dalle femministe che si lamentano della discriminazione, la media tra 1, 3, -5 e 2 vale 1,5 anziché 0,5, ribadisco: le femministe sono maestre nel taroccare i dati.
    Tu hai qualcosa da linkare al riguardo?
    Izio01
    3882
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: Hop
    > > - Scritto da: Izio01
    > > > Personalmente sono convinto che lo
    > studio
    > sia
    > > > fasullo, le femministe potrebbero dare
    > > lezioni
    > > a
    > > > Goebbels, per quanto riguarda la
    > > manipolazione
    > > > dei
    > > > dati.
    > > Un altro espertoneA bocca aperta
    >
    > Visto che secondo il report che ho nominato e
    > linkato, spesso citato dalle femministe che si
    > lamentano della discriminazione, la media tra 1,
    > 3, -5 e 2 vale 1,5 anziché 0,5, ribadisco: le
    > femministe sono maestre nel taroccare i
    > dati.
    > Tu hai qualcosa da linkare al riguardo?
    il primo dei 100K che mi ha suggerito GoogleA bocca aperta
    http://www.scientificamerican.com/article/sex-and-.../
    buona lettura
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hop
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: Hop
    > > > - Scritto da: Izio01
    > > > > Personalmente sono convinto che lo
    > > studio
    > > sia
    > > > > fasullo, le femministe potrebbero
    > dare
    > > > lezioni
    > > > a
    > > > > Goebbels, per quanto riguarda la
    > > > manipolazione
    > > > > dei
    > > > > dati.
    > > > Un altro espertoneA bocca aperta
    > >
    > > Visto che secondo il report che ho nominato e
    > > linkato, spesso citato dalle femministe che
    > si
    > > lamentano della discriminazione, la media
    > tra
    > 1,
    > > 3, -5 e 2 vale 1,5 anziché 0,5, ribadisco: le
    > > femministe sono maestre nel taroccare i
    > > dati.
    > > Tu hai qualcosa da linkare al riguardo?
    > il primo dei 100K che mi ha suggerito GoogleA bocca aperta
    > http://www.scientificamerican.com/article/sex-and-
    > buona lettura

    Buona lettura de che?
    Hai capito l'esempio che ho fatto, di un report ufficiale dove gli unici dati presi in considerazione sono quelli in cui le donne sono in svantaggio, mentre quelli di segno opposto finiscono nel cestino? In che modo questo, o altri 100K risultati, dovrebbero cambiare la mia tesi, cioè che le femministe siano maestre di disonestà nel proporre come Verità dei dati assurdi? Guarda caso, lo studio che linki è stato effettuato da ricercatori donna.
    Anche in Italia si parla sempre di discriminazione, quote rosa e quant'altro, e in certi settori la disparità di cifre è effettivamente notevole. Però, guarda caso, NESSUNO degli studi femministi fa notare che tutto sommato il 96% dei morti sul lavoro in Italia sono maschi. Vedi tante donne a rappezzare l'asfalto delle autostrade? Sui camion della nettezza urbana? Nei cantieri edili? Curioso che nessuna voglia le quote rosa per le muratrici.
    E quindi certo, se consideri solo i dati che fanno comodo, i risultati saranno quelli che vuoi tu, ma certo non saranno indicativi della realtà nel suo complesso.

    EDIT: Ed ecco che i commenti all'articolo originale mi danno ragione:

    After a very large amount of data trawling, guided by a clear bias, you found a very small effect when the subjects were divided in two (insiders vs outsiders) and then in two again (gendered vs non-gendered). These manipulations (which some might call "p-hacking") were not statistically compensated for. Furthermore, you present the fall in acceptance for women who are identified by gender, but don't note that men who were identified also had a lower acceptance rate. In fact, the difference between men and women, which you have visually amplified by starting your y-axis at 60% (an egregious practice) is minuscule.

    Ma tu guarda che strano, un'altra manipolazione dei dati, chi se lo sarebbe mai aspettato?
    In pratica hanno mostrato che i contributi delle donne identificate sui social sono rigettati più spesso ma hanno taciuto il fatto che la stessa identica cosa avviene per gli uomini. Onestà intellettuale, questa sconosciuta.
    On another note, la conclusione che sembra si possa trarne è che i contributi dei facebookari sono rifiutati più spesso, il che mi sembra logico Occhiolino
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    Modificato dall' autore il 17 febbraio 2016 17.15
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    Izio01
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