Gaia Bottà

Sharp ha scelto Foxconn

L'azienda giapponese ha approvato la proposta del colosso taiwanese, incentrata soprattutto sulle sinergie nell'ambito della divisione display. Hon Hai temporeggia, ma l'accordo sembra garantire ottime prospettive per entrambe

Roma - Il colosso taiwanese Hon Hai Precision Industry Co., altresì noto come Foxconn, si è aggiudicato i favori di Sharp: il consiglio di amministrazione dell'azienda giapponese ha votato all'unanimità per accettare la proposta di Foxconn, utile a traghettarla fuori dal periodo di crisi che sta attraversando, schiacciata dalla concorrenza.

Le indiscrezioni riguardo all'offerta di Hon Hai si affollavano da tempo: di recente le fonti avevano mormorato di un'offerta tra i 600 miliardi di yen, oltre 4,7 miliardi di euro, e i 625 miliardi di yen, con cui Foxconn mirava ad accaparrarsi in particolare la divisione di Sharp dedicata ai display. La conferma dell'avvio delle operazioni di acquisizione fissa invece la somma intorno ai 700 miliardi di yen, 5,6 miliardi di euro, con cui Foxconn si potrà aggiudicare il controllo del 65,9 per cento delle quote di Sharp.

Hon Hai, con l'operazione, promette a Sharp di investire in diverse aree del business della giapponese, dalla IoT alle soluzioni cloud per l'elettronica di consumo, passando per la fotografia. Gli investimenti, e l'interesse di Foxconn, si concentreranno in particolare nel segmento degli schermi OLED: l'azienda taiwanese ha in passato già investito nella divisione Sharp Display Products Corp e la nuova operazione avvantaggerebbe Foxconn non solo in vista di una produzione con il proprio marchio ma soprattutto in virtù dei contratti di fornitura stipulati da entrambe con i marchi più affermati dell'elettronica di consumo, sollevando Foxconn dalla necessità di approvvigionamento da produttori come Samsung e LG e contenendo i costi finali anche a favore di soggetti come Apple, che contano su Foxconn per l'assemblaggio dei propri prodotti e che già si avvalgono dei display di Sharp. L'obiettivo è quello di raggiungere nel 2019 una produzione annuale di 90 milioni di pannelli da 5,5 pollici, per una rendita di 260 miliardi di yen, vale a dire 2,1 miliardi di euro.
Sharp, dal canto suo, con le rinnovate opportunità di competere sul mercato globale godrà di una spinta per risollevarsi dalla crisi e dalla zavorra dei circa 4 miliardi di indebitamento. L'azienda giapponese aveva altresì ricevuto una proposta dal fondo del governo Innovation Network Corporation of Japan (INCJ), che prevedeva l'acquisizione per 300 miliardi di yen (2,35 miliardi di euro), la riconversione in quote azionarie dei debiti a favore dei creditori e lo spinoff della divisione LCD di Sharp affinché fosse integrata in Japan Display Inc., joint venture tra Sony, Toshiba e Hitachi.

Nonostante il voto a favore di Hon Hai del consiglio di amministrazione, la formalizzazione dell'operazione di acquisizione è stata rimandata a data da destinarsi: Foxconn attende da Sharp informazioni necessarie per avere "un quadro soddisfacente della situazione".

Gaia Bottà
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