Alfonso Maruccia

USA, il Pentagono cerca hacker

La Difesa statunitense vuole che qualcuno testi la sicurezza dei suoi siti Web, un'iniziativa che con ogni probabilità attirerà attenzioni indesiderate. Dal Pentagono chiamano a rapporto anche i manager privati, fra cui Eric Schmidt

Roma - Il Dipartimento della Difesa (DoD) statunitense ha dato il via all'iniziativa Hack the Pentagon, un invito a mettere sotto pressione i sistemi di sicurezza dei siti Web riconducibili al Pentagono con tanto di (possibile) ricompensa monetaria a chi si dimostrerà più abile.

Hack the Pentagon

Dal DoD vogliono che hacker e smanettoni si ingegnino per trovare falle sui siti ufficiali, contribuendo quindi a rafforzare la sicurezza dei sistemi; l'invito è pubblico (per i cittadini USA) ma i criteri di selezione saranno rigorosi, visto che prima di farsi attaccare, la Difesa farà un controllo esteso sul "background" dell'hacker interessato.

L'invito agli hacker preclude ovviamente qualsiasi possibilità di manomettere le reti di comunicazione interne della Difesa americana, men che meno le tecnologie che gestiscono gli armamenti. Anche così, dice il Segretario alla Difesa Ash Carter, Hack the Pentagon contribuirà al rafforzamento delle difese digitali e alla sicurezza nazionale negli USA.
Un'altra iniziativa recente del DoD focalizzata sulla sicurezza (informatica) riguarda la formazione della cosiddetta Defense Innovation Advisory Board, un consiglio di "amministrazione" composto da 12 manager pescati dal settore privato con l'obiettivo di identificare "soluzioni rapide" ai problemi del dipartimento. A guidare la magnifica dozzina ci sarà Eric Schmidt, già CEO di Google e ora presidente di Alphabet Inc.

Alfonso Maruccia

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