Alfonso Maruccia

Cina, Big Data per prevenire il terrorismo. E i terroristi

Pechino ordina la creazione di una precrimine locale, un sistema capace di estrapolare i profili dei potenziali terroristi rovistando tra i database di dati digitali sia online che offline. A contribuire, anche i classici informatori

Roma - Le autorità cinesi intendono stringere ancora di più la morsa del tecnocontrollo di stato grazie al contributo di China Electronics Technology Group (CETG), contractor che su ordine di Pechino avrà il compito di realizzare una vera e propria "precrimine" asiatica con ampie capacità di identificazione dei soggetti potenzialmente pericolosi.

CETG dovrà realizzare un nuovo componente software della famigerata Grande Muraglia cinese, un ambiente dove i controlli sulle abitudini online sono la norma, e che ora si arricchirà di tecnologie Big Data come strumento per la prevenzione dei possibili attentati terroristici in terra cinese.

Il software di CETG avrà il compito di raccogliere informazioni su quelli che i netizen cinesi fanno online, le mansioni lavorative, gli hobby e tutto quanto, dati che verranno poi incrociati con quelli forniti dagli informatori e "osservatori" che lavorano sul campo alla caccia dei profili più pericolosi.
Il sogno della precrimine (e delle presunte qualità salvifiche delle onnipresenti piattaforme Big Data) non è ovviamente un'esclusiva cinese, visto che la profilazione dei potenziali terroristi a partire dalle abitudini è una pratica usata da anni anche negli USA e gli approcci a tecnologie problematiche come la crittografia sono praticamente gli stessi di quelli occidentali.

Alfonso Maruccia
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