Gaia Bottà

Obama connette Cuba con Google

E' il Presidente degli USA in visita sull'isola ad anticipare i piani di Mountain View. La Grande G specifica che le trattative sono in una fase preliminare

Roma - Le relazioni diplomatiche tra gli USA e Cuba si sono ammorbidite alla fine del 2014, aprendo alle relazioni commerciali: è il presidente degli States Obama, nella storica visita in corso sull'isola, ad annunciare che il mercato della connettività locale sarà sospinto dalla connettività di Google.

Obama, nel corso di un'intervista rilasciata ad ABC News, ha riferito che "Google ha un accordo per iniziare a portare più WiFi e accesso broadband sull'isola".

Cuba rappresenta un territorio di conquista pressoché vergine per le aziende della connettività, solo di recente aperto alla prospettiva di una rete a banda larga che sarà sviluppata dalla compagnia di telecomunicazioni di stato ETECSA.
Non che Google non avesse già subodorato le opportunità di business, a partire da Chrome e Play Store, ma anche a livello di infrastrutture, come suggeriscono le indiscrezioni circolate già lo scorso anno. Le dichiarazioni di Obama, osserva qualcuno, sembrano però aver colto di sopresa Mountain View, che è intervenuta con un post per precisare che, se è in corso una partnership con ETECSA per animare con Cardboard e Chromebooks una esposizione presso il Museo Orgánico Romerillo de L'Avana, le trattative volte a creare servizi per "aumentare e migliorare l'accesso a Internet" si trovano ancora "nelle fasi preliminari".

"Speriamo di avere la possibilità di offrire più servizi ai cubani in futuro", auspica Google. Sono già un buon numero le aziende che meditano di investire su Cuba con servizi, come Airbnb, contenuti, come Netflix e prossimamente Spotify, confidando nel fiorire del mercato della connettività sull'isola.

Gaia Bottà
Notizie collegate
1 Commenti alla Notizia Obama connette Cuba con Google
Ordina
  • Queste notizie danno una idea di Cuba, come se ci fosse il regime sovietico, con i telefoni a rotella, e le linee analogiche che passano dalla casa di Fidel e i soldati in uniforme con delle cuffione enormi, che le controllano.

    Per essere chiari, posso informarvi che a Cuba attualmente, non c'è alcuna Banda Larga, ma in ogni piazza del più sperduto paesino dell'entroterra, c'è la copertura Wi-Fi.

    Ovviamente le tecnologie che hanno meno di 30 anni arrivano dalla Cina.

    Per connettersi occorrono tessere, si trovano in qualsiasi albergo e costano 2 dollari l'ora.

    Nessuno ti chiede i dati (tranne che se vai direttamente alla rivendita ETECSA) e la login/password sono due numeri.

    Due dollari sono molti, ma i cubani che sono furbi poi mettono un computer in mezzo alla piazza e condividono la connessione.

    Passando di sera si vedono decine di persone aggregate col cellulare, che scambiano messaggi con whatsapp (che non è bloccato) se vai su Google appare "Google Cuba".

    La banda pulita è qualche decina di Kbit e il proxy è trasparente, ci si può connettere tranquillamente su una VPN criptata per esempio, (qualcuno che conosco ci faceva VOIP).

    A onor del vero bisogna dire che molti servizi non funzionano, come per esempio Skype (ed è strano visto che funzionano Whatsapp e Telegram con cifratura end-to-end) e alcuni nuovi telefoni hanno bannato i mac address Cubani (cioè non vedono gli hot spot), ma si capisce abbastanza bene che il problema non è solo tecnico, e non è solo Cubano.

    La situazione è così da qualche anno e questi da qualche anno usano cellulari e mail pubblicamente.

    Lo dico anche perché nella maggior parte delle piazze italiane dove viviamo di superfibra, il Wi-Fi non c'è proprio e se c'è per connettersi devi dare nome, cognome, email, carta di credito eccetera e sicuramente non in forma anonima.
    non+autenticato