Luca Annunziata

30 aprile 2016, 30 anni di Internet in Italia

La Rete taglia il traguardo e l'intera Penisola festeggia. Convegni, iniziative e celebrazioni. Ma l'Italia Digitale è ancora tutta da fare

30 aprile 2016, 30 anni di Internet in ItaliaRoma - Vuole la leggenda che di padri la Internet italiana ne abbia avuti addirittura tre: in barba alla definizione di famiglia tradizionale, furono Stefano Trumpy, all'epoca direttore del CNUCE, Luciano Lenzini che si occupava dell'infrastruttura informatica e il sistemista Antonio Blasco Bonito a mettere in piedi il primo collegamento italiano con la Rete che oggi conosciamo tutti. Una Rete che all'epoca non aveva nulla o quasi di quello che usiamo oggi: niente Web, niente Facebook, niente social network e sicuramente niente foto e video. I tre personaggi della nostra storia furono in grado di vedere oltre le limitazioni dell'epoca, e il 30 aprile del 1986 schiacciarono il pulsante che diede inizio a tutto.


All'epoca Internet non era molto di più di quanto era stata Arpanet, ovvero la rete militare messa in piedi dagli USA in previsione di eventuali necessità belliche: ci sarebbero voluti altri anni per vedere comparire i primi browser che oggi ci consentono di fruire di una mole quasi infinita di contenuti a cui oggi siamo abituati, ma già all'epoca era facile intuire le potenzialità in termini di scambio di informazioni a livello planetario. Era l'epoca di Cernobyl e del disastro nucleare che si verificò in quella centrale ucraina: nessuno si accorse probabilmente che in quegli stessi giorni venivano gettate le basi di un cambiamento radicale della società che ancora oggi non ha finito di svelare appieno i suoi effetti.

In Italia i primi provider commerciali sarebbero arrivati solo anni dopo, attorno al 1990: alcuni nomi sono famosi tra chi è nato prima di quell'anno, e vanno da Agorà a Mc-Link, da Galactica a I-Net (il primo provider dedicato all'utenza business). Fiorivano le BBS, ovvero bacheche elettroniche dove scambiarsi messaggi, informazioni e file: si sarebbe dovuto attendere il 1991 per l'invenzione del World Wide Web da parte di Sir Tim Berners Lee nei laboratori del CERN, e in quegli stessi anni si andava anche creando l'infrastruttura di base della Internet europea con le prime dorsali che toccavano i paesi più importanti del Vecchio Continente. La velocità delle connessioni viaggiava nel migliore dei casi sui 56kbit, ma era più comune trovare nelle case modem 14.400 o 28.800: per scaricare una singola immagine ci potevano volere minuti, figuarsi una canzone o un'intero filmato. Punto Informatico nasceva nel 1996, 10 anni dopo: quest'anno la nostra testata compie 20 anni, e ha potuto seguire l'evoluzione (o l'involuzione) dello scenario digitale del Belpaese da un punto di vista privilegiato.
Per celebrare questa ricorrenza, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha indetto un vero e proprio Italian Internet Day per domani 30 aprile, ma le prime manifestazioni di celebrazione in Italia si sono già svolte oggi: convegni nelle scuole, nelle sedi istituzionali e persino nella sede del CNR a Pisa dove di fatto la Internet italiana ha fatto udire i suoi primi vagiti. Renzi non è andato alla manifestazione in Toscana per altri impegni sopraggiunti in corso d'opera, ma la risonanza e l'importanza di questo ritrovo è stata tale che persino alcuni contestatori si sono dati appuntamento a Pisa e si sono verificati alcuni scontri tra di loro e le forze dell'ordine. Internet è oggi un simbolo potente, tanto da diventare il crocevia di proteste e sfoggio istituzionale dell'operato del Governo per favorire lo sviluppo dell'intero Paese.

Il quadro italiano, pur con tutte le buone intenzioni messe in campo dagli ultimi Governi, non è tra i più incoraggianti: l'Italia viaggia costantemente in ritardo per quanto attiene la velocità della sua banda larga (siamo al 49simo posto a livello globale), la diffusione di Internet tra i cittadini, e la modernizzazione della sua burocrazia (si salva forse solo la rete accademica GARR). Sono stati fatti passi in avanti significativi, e il piano di Renzi per la copertura in fibra dell'Italia potrebbe garantire sviluppi importanti: ma non si può dimenticare che in questi anni lo Stato è stato anche in grado di produrre situazioni paradossali come la nascita e la promozione di strumenti unici al mondo come la PEC, o di produrre autentici disastri e buchi finanziari con progetti come Italia.it. Mentre all'estero si pensa all'apertura di interi conti bancari senza la necessità di andare fisicamente nella filiale dell'istituto di credito, da noi anche l'idea di un semplice pagamento elettronico solleva interrogativi e interrogazioni sulla sicurezza e la privacy di questi strumenti.

le iniziative dell'italian internet day

Torniamo alla leggenda: il primo respiro della Internet tricolore viene attribuito a un "ping" spedito da Antonio Blasco Bonito ai server all'epoca ospitati in Pennsylvania. C'era solo Bonito nella sala server del CNUCE a Pisa, e aveva appena finito di configurare un enorme router spedito in Italia direttamente dal ministero della Difesa USA: il segnale partito dal capoluogo toscano percorse la strada che lo separava dalle antenne piazzate nella piana del Fucino in Abbruzzo, sparato verso lo spazio e raccolto da un satellite, rispedito giù fino negli USA e poi ricominciò il viaggio di ritorno. Il ghiaccio era rotto, niente avrebbe più fermato la crescita di Internet.

All'epoca l'Italia era una capofila: prima di noi, solo i britannici, i tedeschi e i norvegesi avevano avuto accesso ad Arpanet, soprattutto perché i tre paesi avevano interessi militari nel farlo. Ci vollero sei anni di preparazione, oltre 100 di milioni di lire e un accordo tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto (oltre al CNUCE c'erano Sip, oggi TIM, Italcable e Telespazio) per realizzare quel singolo collegamento. Oggi in Italia esiste ancora il problema del digital-divide, sebbene lo stesso premier Matteo Renzi ieri abbia ribadito la premessa di 30 mega per tutti entro il 2020. Vedremo se questo patto non scritto sarà rispettato, e se per allora l'Italia saprà davvero liberarsi di pesanti fardelli come la carta, il denaro contante e un'economia ancora troppo legata al mondo materiale e poco lungimirante nello sfruttare il promettente universo dell'immateriale.

Luca Annunziata
47 Commenti alla Notizia 30 aprile 2016, 30 anni di Internet in Italia
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  • Oggi ho 70 anni ed ho lavorato per oltre 30 in IBM. Ricordo che il 2 settembre 1969 era arrivata la notizia che una decina di computer si era collegata in pianta stabile via modem con uno strano protocollo chiamato TCP/IP, che permetteva fondamentalmente due applicazioni: mail ed ftp.
    La IBM si affrettò a dichiarare che era una cosa che riguardava solo le università e l'esercito americani e mai avrebbe potuto competere con i sistemi di comunicazione suoi (l'apoteosi arrivò con l'SNA).
    Si diceva, in IBM, che il TCP/IP era inaffidabile, poteva perdere dati, anzi era previsto che perdesse dati!
    Ci sono voluti anni perché anche la IBM abbassasse la cresta e si piegasse alla potenza insita nel TCP/IP.
    Però che tristezza e che provincialismo vedere un'Italia che celebra il ritardo di diciassette anni che ci sono voluti perché il CNR, i nostri ricercatori di punta, si accorgessero di Internet; e lo celebrano come se fosse una conquista.
    Come giustamente ha detto Cassandra, c'era qualcuno che ci ha messo meno di 17 anni, ma, come al solito, sono i singoli geni italici che capiscono qualcosa.
    L'organizzazione Italia arriva sempre con il treno merci.
    Pazienza.
  • La piana del fucino è in Abruzzo, non in Abbruzzo.
    IN ogni caso mentre Renzi parla e parla, il sindaco di New York, Di Blasio, sta facendo installare dei "totem" wi-fi al posto delle cabine telefoniche, senza pubblicità dei provider in rete ma solo in locale, senza spese per la città (anzi con un certo guadagno).
    Velocità di connessione? 1 GBps. Non 30 mega, mille mega.
    Certo, da suddividere tra i connessi in quel momento, ma metti che ci siano anche cento persone nel raggio del totem, sono mille/cento, cioè 10 mega ciascuno.
    non+autenticato
  • Lo sappiano tutti perche' non c'è il wifi libero, devono vendere le chiavette e poi basta mettere il wifi in mezzo ad un condomio e il 50% delle utenze da l'immediata disdetta al telefono fisso

    Devi pagare i debiti della telecom, i disastri fatti dai capitalisti con le pezze sul culo, banche sciacalle intrallazzate con i partiti, politici corrotti ridotti a meri burattini senza dignità, sul perchè si è arrivato a tutto questo è tutto un altro discorso io ho una mia idea ma poi si entra in zona OT
    non+autenticato
  • - Scritto da: rico
    > La piana del fucino è in Abruzzo, non in Abbruzzo.
    > IN ogni caso mentre Renzi parla e parla, il
    > sindaco di New York, Di Blasio, sta facendo
    > installare dei "totem" wi-fi al posto delle
    > cabine telefoniche, senza pubblicità dei provider
    > in rete ma solo in locale, senza spese per la
    > città (anzi con un certo
    > guadagno).
    > Velocità di connessione? 1 GBps. Non 30 mega,
    > mille mega.
    >
    > Certo, da suddividere tra i connessi in quel
    > momento, ma metti che ci siano anche cento
    > persone nel raggio del totem, sono mille/cento,
    > cioè 10 mega
    > ciascuno.

    Non so te, ma io spesso il telefono le lascio a casa.
    Togliere tutte le cabine telefoniche per me è una pessima idea. (Un po' meno per la comagnia telefonica che così ti costringe a portarti il segnalatore di posizione sempre appresso).
    non+autenticato
  • - Scritto da: szec

    > Togliere tutte le cabine telefoniche per me è una
    > pessima idea.


    E' vero, non se ne puó proprio piú!
    non+autenticato
  • - Scritto da: szec

    > Non so te, ma io spesso il telefono le lascio a
    > casa.
    > Togliere tutte le cabine telefoniche per me è una
    > pessima idea. (Un po' meno per la comagnia
    > telefonica che così ti costringe a portarti il
    > segnalatore di posizione sempre
    > appresso).


    Chi tocca le cabine telefoniche nella mia cittá ha finito di vivere.
    Le cabine telefoniche sono sacre!
    non+autenticato
  • Fino ai primi anni 2000 sicuramente internet ha avuto risvolti molto positivi, forse rivoluzionari per la società: abbattimento dei costi di comunicazione, diffusione di informazioni e notizie in tempo reale sui più disparati argomenti, dare visibilità a gruppi e opinioni censurate dai mezzi d'informazione tradizionali, e anche scaricare gratuitamente musica e film.

    Ora invece 1 miliardo di cerebrolesi sta su facebook piazzandoci sopra nome, cognome e foto, windows 10 invia a Microfott tutti i fattacci tuoi, e la rete è diventata sostanzialmente un mezzo di sorveglianza di massa (vedere rivelazioni di Snowden).

    E logica vuole che se un delinquente come renzi festeggia, significa che le persone comuni non hanno proprio nulla di cui rallegrarsi. Come mai il governo regala soldi pubblici ad aziende private per espandere le reti in fibra, invece di usare i medesimi denari per costruirne una di proprietà statale? Stesso motivo per cui privatizzano i servizi idrici (in barba al referendum), tagliano la sanità per costringere la gente a rivolgersi ai privati, e usano soldi pubblici per salvare banche private. La spiegazione razionale di tutte queste scelte è solo una: TANGENTI.
    non+autenticato
  • Devi considerare che l'italia è un paese in FORTE RITARDO sulle infrastrutture di rete, perchè per oltre un decennio non fece nulla per risolvere la spacconeria di telecom.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Devi considerare che l'italia è un paese in FORTE
    > RITARDO sulle infrastrutture di rete, perchè per
    > oltre un decennio non fece nulla per risolvere la
    > spacconeria di
    > telecom.
    Se cambi telecom con AT&T l'affermazione è valida per ogni carrier di telefonia esistente sul pianeta.

    In realtà il carrier non è altro che un mezzo (va bene anche la radio, va bene il satellite, e i segnali di fumo! va bene persino il piccione viaggiatore con la trama IP legata alla zampetta o due o tre persone che si tirano messaggi con la fionda!).

    Gli unici che "hanno fatto Internet" sono gli utenti di Internet il "mercato" così come i governi si sono limitati a seguire "la pressione" dell'utenza.

    I soldi sono (e sempre sono stati) quelli messi dagli utenti ne un centesimo in più ne un centesimo in meno!

    La rete è fatta di persone che usano dei MEZZI per interconnettersi.
    Non esiste nessuno, che non siano i suoi utilizzatori, che abbia fatto qualcosa di determinante per la rete!

    Traduzione come disse Vint Cerf all'Inet di Ginevra la rete è ciò che riesce a mettere per la prima volta nella storia dell'uomo superando tutti gli ostacoli in comune la materia più importante del pianeta :
    La materia grigia!
    E questo ovviamente nel bene e nel male.
    In parole povere la rete SIAMO NOI
    non+autenticato
  • in italia, non si è fatto nulla per evitare che una sola azienda decidesse il bello e cattivo tempo per il digital divide, tanto che ancora adesso ci sono coperture OSCENE in italia riguardo la connettività.

    Puoi essere creativo quanto vuoi, ma senza una infrastruttura stabile, non puoi fare una RETE.
  • Con il protocollo del WWW, prima chiamatela Arpanet o come cavolo vi pare ma non certo internet!
    E lo dico da uno dei primi fruitori, visto che ho iniziato a bazzicare sulla rete fin dal 1994 e dal 1995 ho avuto un indirizzo di posta elettronica con la mitica altavista.net... peccato per la brutta fine che ha fatto.
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Con il protocollo del WWW, prima chiamatela
    > Arpanet o come cavolo vi pare ma non certo
    > internet!
    1991 si, www no... e il gopher, wais e archie dove li mettiamo?Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > Con il protocollo del WWW, prima chiamatela
    > > Arpanet o come cavolo vi pare ma non certo
    > > internet!
    > 1991 si, www no... e il gopher, wais e archie
    > dove li mettiamo?
    >Con la lingua fuori

    Qual'è il protocollo universalmente riconosciuto? il WWW! Ergo direi che non ci dovrebbero essere dubbi!
    Internet come la conosciamo oggi è sostanzialmente nata nel 1991, prima erano cose diverse da Arpanet alle varie BBS ai vari protocolli FTP, ma non erano l'internet che oggi conosciamo, quindi secondo me lo spartiacque deve essere quello, altrimenti le cose sfumano... perchè dare importanza ad un collegamento fatto nel 1986 ad Arpanet? Solo perchè era il primo fatto in Italia... mi sembra molto nazionalistico e poco importante!
  • - Scritto da: Enjoy with Us

    > Qual'è il protocollo universalmente riconosciuto?
    si chiama IP senza il quale il www (che poi sarebbe http) te lo scordi.
    fine del discorso...
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > Con il protocollo del WWW, prima chiamatela
    > > Arpanet o come cavolo vi pare ma non certo
    > > internet!
    > 1991 si, www no... e il gopher, wais e archie
    > dove li mettiamo?
    >Con la lingua fuori
    Calma .. calma il gopher era un client e veronica il server... wais (wide area information server) era ancora senza gateways che supportassero le regular expressions archie fu (e tutto sommato è ancora) la base dell' "Internet Archive Database" sostanzialmente basato su FTP.
    Ma tutto questo non è (e non era) Internet.
    Internet è essenzialmente il protocollo IP con aggiunti i due modelli UDP (connection less) e TCP/IP (connection oriented) il resto (telnet ftp smtp ecc. ecc. sono "application protocols o come si diceva una volta "well known protocols").

    Il traffico largamente prevalente in origine era SMTP (RFC 821) completato da RFC 822 ma già il fatto che esistessero gli RFC e fossero già al numero 821 dice che esisteva Internet da un pezzo (IP ecc.) gli RFC erano (sono ancora) gli standard che governano i protocolli Internet e sono redatti da IETF (internet engineering task force) che non casualmente si chiama così.
    Sorride
    N.B.
    rfc 821 e 822 (ambedue) sono dell'Agosto 1982...

    RFC 1 (di Steve Crocker) è addirittura del 7 Aprile 1969!!

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Steve è questo personaggio e assieme a Vint Cerf
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Robert E. Kahn (Bob Kahn)
    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f..." target='_blank' rel='nofollow'>https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f..." alt='Clicca per vedere le dimensioni originali'>
    e
    Jonathan Bruce Postel (Jon Postel) forse il più grande di tutti...
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Sono i "padri fondatori" di Internet...
    Il mondo gli deve molto!
    non+autenticato
  • Clicca per vedere le dimensioni originali
    Pardon Bob kahn... (maledizione a PI che non capisce i link https),,,
    non+autenticato
  • - Scritto da: Remember J.B. Postel
    > - Scritto da: bubba
    > > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > > Con il protocollo del WWW, prima
    > chiamatela
    > > > Arpanet o come cavolo vi pare ma non
    > certo
    > > > internet!
    > > 1991 si, www no... e il gopher, wais e archie
    > > dove li mettiamo?
    > >Con la lingua fuori
    > Calma .. calma il gopher era un client e veronica
    > il server... wais (wide area information server)
    > era ancora senza gateways che supportassero le
    calma tu... ora vado a vedere se e' vero.....

    ATDT167-67xxxx

    CONNECT

    DECserver 700 - LAT V5.1

    please type HELP if you need assistance

    Enter username> ANTANI

    Local>
    Local> C MODEM
    AT
    OK
    ATDT001503xxxxxxx

    CONNECT
    Welcome to sdf.lonestar.org!
    freeshell antani

    login: xxxxx

    sdf> slirp
    IP address of slirp host 129.1.2.4
    IP address of dns host 129.1.2.42
    Your address is 10.0.2.15

    SLiRP Ready...
    ~~%~(~"(~

    E finalmente si puo' iniziare a lavura'. Clickiamo sul gopher vah..
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: Remember J.B. Postel
    > > - Scritto da: bubba
    > > > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > > > Con il protocollo del WWW, prima
    > > chiamatela
    > > > > Arpanet o come cavolo vi pare ma
    > non
    > > certo
    > > > > internet!
    > > > 1991 si, www no... e il gopher, wais e
    > archie
    > > > dove li mettiamo?
    > > >Con la lingua fuori
    > > Calma .. calma il gopher era un client e
    > veronica
    > > il server... wais (wide area information
    > server)
    > > era ancora senza gateways che supportassero
    > le
    > calma tu... ora vado a vedere se e' vero.....
    >
    > ATDT167-67xxxx
    >
    > CONNECT
    >
    > DECserver 700 - LAT V5.1
    >
    > please type HELP if you need assistance
    >
    > Enter username> ANTANI
    >
    > Local>
    > Local> C MODEM
    > AT
    > OK
    > ATDT001503xxxxxxx
    >
    > CONNECT
    > Welcome to sdf.lonestar.org!
    > freeshell antani
    >
    > login: xxxxx
    >
    > sdf> slirp
    > IP address of slirp host 129.1.2.4
    > IP address of dns host 129.1.2.42
    > Your address is 10.0.2.15
    >
    > SLiRP Ready...
    > ~~%~(~"(~
    >
    > E finalmente si puo' iniziare a lavura'.
    > Clickiamo sul gopher
    > vah..
    che cazzo hai capito si parlava di WAIS (AKA wide area information server ose preferisci Z39.50:1988 protocol) e di regular expressions (presente)? :
    https://en.wikipedia.org/wiki/Wide_area_informatio...
    https://en.wikipedia.org/wiki/Regular_expression
    Che razzo c'entrano i comandi AT del modem?
    Il resto (AT commands modem ... slip o cslip, che poi è la versione compressa, riguardano il trasporto IP e non c'entra nulla con i protocolli applicativi!)

    Il gopher lo ripeto è un client (ne più ne meno) di qualcosa che si chiama veronica
    https://en.wikipedia.org/wiki/Veronica_(search_eng...):
    o in alternativa
    https://en.wikipedia.org/wiki/Archie_search_engine
    che sono ambedue essenzialmente FTP based.
    Dopo di che:
    torno a ripetere che Internet esiste da quando esiste la "Internet Engineering Task Force" (che non si chiama affatto così per caso) e che il primo RFC è di Crocker nel 1969 (quando del Vax e di Decnet non esisteva neanche l'odore).
    Ti è chiaro?
    Internet nella sua architettura "core" in realtà è più vecchia di decnet più vecchia di SNA e di quasi tutte le altre reti.
    Che poi la grande maggioranza delle persone non se ne renda contro è altro fatto.
    P.S.
    Se guardi con attenzione la faccia di J.B. Postel che è assai "tipica" di un certo periodo e un certo modo di pensare ti renderai forse conto che "l'Internet pensiero" (al di là e ben oltre le intenzioni del DoD) nasce non per caso subito dopo il '68... e è pensata in "filosofia sessantottina" dai propri padri fin dalla nascita.

    Questa è storia bimbo mio... non materia di opinione
    Occhiolino
    non+autenticato
  • La parte positiva di internet e' gia' morta rimangono solo i lati negativi
    non+autenticato
  • - Scritto da: alternato
    > La parte positiva di internet e' gia' morta
    > rimangono solo i lati
    > negativi
    Il classico post "autoavverante" che fa appunto parte dei "lati negativi"
    non+autenticato
  • è un sistema in evoluzione, e evoluzione è adattamento all'ambiente, se quello che c'è ora è il risultato, evidentemente sono stare le spinte ambientali a farlo diventare così, le spinte che potevano farlo diventare qualcos'altro non ci sono mai state
    non+autenticato
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