Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ 7-1-1986, la Nonna di Internet

di M. Calamari - La storia non è solo quella celebrata, la storia è anche quella di coloro che silenziosamente l'hanno scritta. E non è fatta solo di progresso

Lampi di Cassandra/ 7-1-1986, la Nonna di InternetRoma - Persino una profetessa può essere colta di sorpresa. Mica si può stare all'erta 24 ore al giorno. Ed è successo proprio leggendo questo articolo di Punto Informatico, che Cassandra ha saputo, proprio come in una soap opera, di essere la Nonna di Internet.

Se infatti fare un ping verso NFSNet il 30 Aprile 1986 assegna il titolo di Padre di Internet in Italia, mantenere collegato un piccolo centro di calcolo della Ricerca e Sviluppo Olivetti, situato proprio a Pisa, con Internet fin dal 7 Gennaio 1986 dovrebbe dare un titolo ancora più antico e nobile. Se infatti, dopo aver fatto il fatidico ping, il Padre di Internet avesse scritto una mail a marcoc@olivea.olivetti.com, Cassandra avrebbe prontamente risposto esprimendo i suoi più sentiti complimenti. Ed ovviamente le persone ormai dimenticate che avevano da tempo realizzato la connessione del Centro e dell'intera Olivetti ad Internet, anzi che l'avevano resa parte del backbone di Internet stessa, dovrebbero essere infinitamente più nobili, onorate e celebrate.

Tutto grazie ad un router non colossale ma piccolo come un pc, che bootstrappava da un floppy da 5.25", offrendo un collegamento dedicato al backbone negli Stati Uniti a ben 9600 baud.
Poca cosa, certo, ma arrivando in quel gioiello che era Olivetti, Cassandra da questi pochi Baud si trovò proiettata su Internet, e la sua vita non fu mai più la stessa.
30 anni e 4 mesi sono passati, tutto è cambiato come è naturale che sia. In questi anni qualcuno si è divertito persino, dopo aver azzerato l'azienda, a cancellare il nome di Olivetti dall'elenco delle società quotate, per poi spenderlo in operazioni commerciali in estremo oriente.

Si continua a vivere in un paese dove il celebrare e l'apparire sono tutto, ed essere il fanalino di coda invece viene sussurrato solo di rado, e non interessa a nessuno.
Questo è il problema di chi vive oggi nel Belpaese, e che sarà ancora più grave per chi domani dovrà iniziare a lavorarvi.

Nelle rare occasioni che ho di parlare e far studiare un po' mia nipote Sofia, ormai liceale, è questa la cosa che sto tentando di regalarle.
Non solo inglese od informatica, ma la necessità di imparare da sola ad apprendere cose, non so nemmeno io quali, che le possano permettere tra una decina di anni di avere un lavoro, e farlo in un Paese così visibilmente in crisi, anche tecnologica, da celebrare la normalità come avvenimento storico, mentre scuola ed industria progrediscono all'indietro.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari
L'archivio di Cassandra/ Scuola formazione e pensiero
Notizie collegate
13 Commenti alla Notizia Lampi di Cassandra/ 7-1-1986, la Nonna di Internet
Ordina
  • Caro (o cara?) Cassandra, permettimi di aggiungere un'ulteriore noterella alla storia di Internet.
    Erano i primi anni '90. Un professore della Bocconi era andato a San Francisco alla Fiera del Libro.
    Fra le tante cose che c'erano da vedere, si fermò ad un banchetto dove un "omino" (sue parole) sedeva davanti a tre o quattro computer collegati fra di loro, e faceva vedere come, con un sistema inventato da lui, sedendo ad un computer si potevano trovare dei documenti disponibili in rete senza sapere dove fisicamente stavano.
    Faccio presente che fino ad allora esisteva l'FTP, ma permetteva di scambiare dati fornendo obbligatoriamente le coordinate dei due computer.
    Il professore della Bocconi (parole sue) guardò e poi si allontanò scuotendo la testa e mormorando "non sanno più cosa inventare".
    Non si era reso conto di aver appena incontrato un certo Tim Berners Lee che avrebbe causato una delle più grandi rivoluzioni nell'informatica.
    La storia me l'ha raccontata lo stesso professore, riconoscendo (onore alla sua onestà intellettuale) quanto sia difficile riconoscere le opere geniali quando sono nascoste dalle centomila novità che ci vengono presentate e ci circondano.
  • Caro (o cara?) Cassandra. Leggo sempre con piacere i tuoi pezzi, e mi permetto di aggiungere una noterella.
    Oggi ho 70 anni ed ho lavorato per oltre 30 in IBM. Ricordo che il 2 settembre 1969 era arrivata la notizia che una decina di computer si era collegata in pianta stabile via modem con uno strano protocollo chiamato TCP/IP, che permetteva fondamentalmente due applicazioni: mail ed ftp.
    La IBM si affrettò a dichiarare che era una cosa che riguardava solo le università e l'esercito americani e mai avrebbe potuto competere con i sistemi di comunicazione suoi (l'apoteosi arrivò con l'SNA).
    Si diceva, in IBM, che il TCP/IP era inaffidabile, poteva perdere dati, anzi era previsto che perdesse dati!
    Ci sono voluti anni perché anche la IBM abbassasse la cresta e si piegasse alla potenza insita nel TCP/IP.
    Però che tristezza e che provincialismo vedere un'Italia che celebra il ritardo di diciassette anni che ci sono voluti perché il CNR, i nostri ricercatori di punta, si accorgessero di Internet; e lo celebrano come se fosse una conquista.
    Come giustamente dice Cassandra, c'era qualcuno che ci ha messo meno di 17 anni, ma, come al solito, sono i singoli geni italici che capiscono qualcosa.
    L'organizzazione Italia arriva sempre con il treno merci.
    Pazienza.
  • >>..In questi anni qualcuno si è divertito persino, dopo aver azzerato l'azienda, a cancellare il nome di Olivetti dall'elenco delle società quotate, per poi spenderlo in operazioni commerciali in estremo oriente...


    Il sito citato è troppo di parte, peccato che Vi dimentichiate SEMPRE di come quei felici lavoratori dei campus-kolkuz olivettiani morissero di amianto...
    Guardare avanti mai?
    non+autenticato
  • - Scritto da: aieie brazov
    > >>..In questi anni qualcuno si è divertito
    > persino, dopo aver azzerato l'azienda, a
    > cancellare il nome di Olivetti dall'elenco delle
    > società quotate, per poi spenderlo in operazioni
    > commerciali in estremo
    > oriente...
    >
    >
    > Il sito citato è troppo di parte, peccato che Vi
    > dimentichiate SEMPRE di come quei felici
    > lavoratori dei campus-kolkuz olivettiani
    > morissero di amianto...
    > Guardare avanti mai?

    Purtroppo in tutta l'industria italiana si moriva di amianto in quegli anni, quindi che c'entra con i meriti dell'Olivetti?

    Sfugge completamente la tua definizione di "sito troppo di parte" che dai.
    Per raccontare la storia di Olivetti si dovrebbe citare fonti di Termini Imerese? Od il profilo LinkedIn di Tronchetti-Provera?
    Comunque fornisci tu un link imparziale, cosi' capiamo meglio e ci aiuti a raccontare la storia "guardando avanti"......
    non+autenticato
  • "ma la necessità di imparare da sola ad apprendere cose, non so nemmeno io quali, che le possano permettere tra una decina di anni di avere un lavoro"

    Cosa insegnare ai nostri figli? Il chiagni e fotti

    https://it.wikipedia.org/wiki/Chiagni_e_fotti

    come abbiamo sempre fatto. La pagnotta prima di tutto.
    non+autenticato
  • Internet in Italia l'ho inventato io, l'ho inventato!
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)