Luca Annunziata

Facebook trucca le notizie?

L'accusa viene da Gizmodo, che dice di aver parlato con ex-addetti alla sezione news. Ma il social smentisce e parla di semplici accorgimenti tecnici

Roma - Facebook manipola la sezione delle news che fanno tendenza per ignorare alcuni temi specifici: l'accusa è stata formulata sulle pagine di Gizmodo, noto blog d'Oltreoceano, e si basa sulle rivelazioni fatte da ex-componenti del team che gestisce la sezione in questione. Accuse precise che tra l'altro coinvolgono l'attuale corsa alla Presidenza USA, visto che tra i temi manipolati ci sarebbero molti di quelli riguardanti i candidati repubblicani. Ipotesi che il managment del social smentisce categoricamente.

Gizmodo ha condotto una lunga indagine giornalistica su questo fenomeno, e riporta di molteplici fonti (tutte anonime) che hanno raccontato come vanno le cose (o andavano) in un piccolo reparto di giovani giornalisti che Facebook ha assoldato per la sezione delle news che fanno tendenza. Tutti laureati in prestigiose università USA, molti condividono un'opinione politica schierata a sinistra: e questo, secondo la fonte primaria citata dal blog, creerebbe un preoccupante sbilanciamento tra le news indicate come le più discusse sul social in barba a quanto dicono i veri numeri.

A venire escluse, in maniera proditoria, sarebbero state in particolare tutte le notizie sui candidati repubblicani alla corsa alla Casa Bianca: la fonte di Gizmodo racconta di come venissero escluse in modo manuale moltissime faccende relative ai candidati conservatori (non era ancora Trump all'epoca il favorito), mentre altre notizie più "affini" alle idee di sinistra dei redattori venivano promosse come importanti pur non essendolo secondo i numeri. In pratica, secondo Gizmodo, Facebook manipolerebbe i dati con l'intenzione di orientare l'opinione pubblica: anche a fini politici, ma soprattutto per dare un'immagine progressista e positiva delle discussioni in voga sul sito.
Le altre fonti allargano la questione anche ad altri temi, campagne sociali che hanno animato il dibattito anche andando oltre i confini del World Wide Web e allargandosi agli altri media, o notizie relative a Facebook stessa: in alcuni casi certe notizie sarebbero state promosse per alimentare la discussione, in altri sarebbero stati sentiti i piani alti del social network per decidere se consentire che gli utenti continuassero a vedere segnalate notizie su Facebook. In altre parole, l'algoritmo automatico che si supponeva fosse alla base della selezione delle notizie in realtà sarebbe pesantemente influenzato dall'intervento umano.

Facebook è intervenuta ufficialmente per smentire la ricostruzione di Gizmodo: in un post firmato dal responsabile della sezione Trending Topics, Tom Stocky, viene escluso categoricamente che le notizie vengano manipolate a scopo politico. Esiste un intervento umano, chiarisce, ma solo per garantire che le bufale non facciano capolino in quella sezione o che le breaking news possano trovare spazio rapidamente (particolare che anche Gizmodo cita come uno delle ragioni per l'esistenza del meccanismo di aggiramento dell'algoritmo automatico), ma le linee guida assegnate agli operatori escludono categoricamente qualsiasi tentativo di orientare l'opinione pubblica.

A questo punto appare difficile stabilire quale sia l'effettiva realtà dei fatti: la ricostruzione di Gizmodo è basata su informatori anonimi, e in quanto tale va presa con tutte le cautele del caso, mentre Facebook ha voluto dire la sua solo dopo che il caso ha acquisito una certa rilevanza sui media e ha ammesso che c'è comunque un intervento umano dietro la sezione (sebbene chiaramente regolato da una policy interna). Curiosamente, però, nella sezione trending topics su Facebook non è comparso il pezzo di Gizmodo da cui tutto è partito: i redattori pare abbiano preferito un'altra fonte. O forse è stato l'algoritmo?.

Luca Annunziata
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