Alfonso Maruccia

Adblocker, la rivoluzione mobile

Un nuovo rapporto FairPage sottolinea la crescente popolarità delle soluzioni per schivare la pubblicità sugli smartphone, uno scenario particolarmente affermato soprattutto in Oriente

Roma - PageFair ha ancora una volta analizzato il mercato delle soluzioni blocca-pubblicità per smartphone e gadget mobile, evidenziando un balzo a dir poco notevole nell'utilizzo di questo tipo di tecnologia, in particolare sui mercati orientali. Nel frattempo 3 UK si prepara a bloccare l'advertising a livello di rete per vedere l'effetto che fa alle connessioni.

Realizzato in partnership con la società traccia-app Priori Data, il nuovo rapporto di PageFair fotografa un incremento nell'uso di adblocker del 90 per cento nell'ultimo anno: sono 420 milioni gli utenti che bloccano l'advertising su cellulare, praticamente uno ogni cinque a livello globale.

L'uso degli adblocker ha un impatto variabile sui singoli mercati nazionali, con la Cina spropositatamente al di sopra di tutti (159 milioni di utenti) seguita da India (122 milioni), Indonesia (38 milioni), Pakistan (10 milioni) e altri; ancora poco diffuso, invece, è l'utilizzo nei paesi occidentali, con gli Stati Uniti che si fermano a 2,3 milioni di utenti, UK a 1,3 milioni e Germania a 1,1 milioni.
Gli ad-blocker sono insomma usati soprattutto laddove le infrastrutture di comunicazione sono "povere" e la banda dati è troppo preziosa per poterla sprecare con la pubblicità, scenari in cui le nuove soluzioni tecniche previste e accolte dai produttori di OS (come Apple) e i browser con capacità blocca-ad native (Opera, Mozilla ecc.) risultano particolarmente popolari.

Il punto di vista dei pubblicitari, che PageFair difende per contratto, identifica negli adblocker un'autentica piaga per le aziende online, con decine di miliardi di dollari di perdite stimate all'anno e un'ecatombe di piccole imprese incapaci di sopravvivere alla mattanza anti-ad perpetrata dagli utenti.

Il mercato della pubblicità online sta per subire uno shock senza precedenti, e prima o poi i pubblicitari dovranno farsene una ragione: il carrier 3 UK ha indicato i piani per il blocco dell'advertising a livello di rete già annunciato mesi or sono, un test che verrà condotto in un giorno compreso fra il 13 e il 20 giugno e riguarderà i volontari selezionati tra 500mila diversi clienti. Il "no-ad day" servirà a verificare l'effetto dell'advertising in fatto di degrado delle comunicazioni mobile, dice Tre.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
39 Commenti alla Notizia Adblocker, la rivoluzione mobile
Ordina
  • "Adblocker" anche su PC, questo è quello che accade quando non si ha il senso della misura.
    non+autenticato
  • è colpa degli automobilisti che l'hanno schifata
    non+autenticato
  • Usando Firefox per Android, qui c'è la mia lista di componenti aggiuntivi per navigare sereni e veloci.
    Clean Links
    HTTPS Everywhere
    I don't care about cookies
    QuitNow
    uBlock Origin
    non+autenticato
  • No, Mozilla Firefox, almeno per Android, non ha il blocca-ad nativo.
    Ma l'estensione AdblockPlus funziona bene, se aggiunta al browser.
    non+autenticato
  • Il problema della pubblicità on-line secondo me è che ha raggiunto dei livelli insopportabili per questo milioni di clienti hanno detto basta.
    Se ci pensiamo fino a due o tre anni fa chi bloccava pubblicità on-lineEra una mosca bianca.
    Ormai articoli come questo che parlano di bloccaggio della pubblicità sono all'ordine del giorno in un crescendo logaritmico.
    Se molti siti all'atterraggio mostrano anziché contenuti una pagina di pubblicità che bisogna scherzare e prima della fine della pagina e ne piombano un altro paio forse è perché qualcuno ha esagerato.
    Il problema è che poi la pagano tutti sia chi ha esagerato sia coloro i quali erano stati educati.
    Molto probabilmente i pubblicitari o inventeranno sistema irrintracciabile e quindi non bloccabileOppure città on-line e destinata a soccombere per un certo periodo.

    http://allarovescia.blogspot.it/2015/07/adv-blockk...
    non+autenticato
  • Io lo vo sostenendo da almeno un paio di anni... alla seconda pubblicità che ti parte l'audio a tutto volume in ufficio o la notte alle due, ti attivi per segare fuori TUTTA la pubblicità.

    Ma non credo che un pubblicitario sia in grado di capire un concetto come questo... ne conosco un paio... sono sempre impegnati in cose più elevate.
    non+autenticato
  • I pubblicitari li metto nella massa delle persone inutili della società moderna, insieme ad avvocati, commercianti e pure gli psicologi. E lo dico da studente di scienze psicologiche e neuroscienze cognitive.

    Gli avvocati guadagnano dalla litigiosità umana, fai una società più equa e leggi più chiare e non ne avrai più bisogno.

    Gli psicologi guadagnano dalla società malata, fai una società più equa e dai alle persone la serenità di una vita dignitosa, e non si ammaleranno di nevrosi e psicosi.

    I commercianti guadagnano dal comprare e rivendere, non hanno alcuna creatività, non apportano alcun tipo di progresso e innovazione all'umanità.
    Cambia il modo di distribuire i beni e sparirà questa categoria.

    I pubblicitari sono il braccio armato dei commercianti, devono aiutarli a convincere la gente a comprare i prodotti nei loro negozi.
    Torna a enfatizzare le doti reali di un prodotto, e non mirare a trasformarli in bisogni artificialmente indotti e i pubblicitari non serviranno più.

    Ecco, infiliamoci anche i commercialisti, che in altre nazioni europee non esistono perché dai direttamente alle istituzioni i vari giustificativi di spesa e guadagni e ti calcola direttamente il ministero delle entrate quanto devi pagare di tasse.
    iRoby
    8355
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 12 discussioni)