Alfonso Maruccia

Mark Zuckerberg, violati gli account minori

Anche Mr.Facebook cade vittima delle violazioni alla sicurezza degli account social, un fatto forse collegato alla (s)vendita degli enormi archivi di mail e password storici registrati nei giorni scorsi

Roma - A Mark Zuckerberg hanno violato gli account, e per una volta Facebook non c'entra. Piuttosto, la compromissione riguarda i social network non direttamente correlati alla rete in blu, mentre tutto lascia supporre che anche Zuckerberg sia caduto vittima della breccia nel database storico di LinkedIn denunciata il mese scorso.

La violazione della digital persona di Mr. Facebook ha coinvolto Instagram, LinkedIn, Pinterest e Twitter, account "minori" che Zuckerberg aveva probabilmente registrato, in passato, solo per scongiurare i tentativi di attacco o contraffazione di identità da parte di burloni o malintenzionati.

La breccia è durata poco e la proprietà reale degli account è stata presto ripristinata, anche se restano le domande sull'estensione dei danni - email personali di Zuckerberg compromesse? - e l'oggettivo collegamento tra il nuovo incidente e la succitata megabreccia nel database di LinkedIn risalente al 2012.
Il rischio "globale" per gli utenti dei social network si fa sempre più grave, con le "mega-brecce" nei database dei grandi servizi di rete risalenti a qualche anno fa registrate in seguito all'incidente che ha coinvolto LinkedIn.

Non a caso, la notizia della violazione degli account di Zuckerberg si accompagna all'ennesimo incidente di alto profilo riguardante VK.com: 100 milioni di account del social network di lingua russa sono stati "svenduti" per 1 Bitcoin (circa 570 dollari), le password erano registrate in chiaro e ora i dati sono consultabili dal pubblico grazie a LeakedSource.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
3 Commenti alla Notizia Mark Zuckerberg, violati gli account minori
Ordina