Interviste/ La biometria Ŕ inevitabile

Se ancora non circondano tutti Ŕ per i loro costi; nei fatti le piattaforme biometriche stanno arrivando e promettono una nuova era della sicurezza. PI ne parla con Gerardo Costabile, esperto di computer forensic

Interviste/ La biometria Ŕ inevitabileRoma - Scansione dell'iride a Francoforte, passaporti biometrici in USA e Europa, registrazione della geometria del volto di chi va negli States, impronte digitali nelle discoteche olandesi: le tecnologie biometriche stanno letteralmente dilagando, espandendosi ben oltre i tradizionali campi applicativi, quelli militari, e diventando pilastri per lo sviluppo di piattaforme di sicurezza per il settore civile. Per ragionare sull'impatto di questi sistemi di identificazione, autenticazione e autorizzazione e su ci˛ che ne pu˛ conseguire Punto Informatico ha intervistato il dott. Gerardo Costabile, Iacis Member ed esperto di privacy e computer forensic.

Punto Informatico: Nel 2002 la lucidissima analisi del Garante per la privacy italiano, Stefano RodotÓ, ha descritto il corpo umano come password, capace per le sue caratteristiche di sostituirsi ai comuni mezzi di identificazione ed essere sfruttato per garantire l'identitÓ. Ma sta davvero accadendo? ╚ possibile valutare quale sia oggi la diffusione dei sistemi biometrici nel nostro paese?
Gerardo Costabile: In Italia i sistemi di identificazione mediante la biometria non mi sembra siano particolarmente diffusi anche se credo che, nostro malgrado, il loro uso sia una strada da percorrere inevitabilmente.

PI: Inevitabilmente?
GC: La semplicitÓ d'uso, talvolta una maggiore velocitÓ di autenticazione-identificazione e un apparente senso di sicurezza sostituiranno nel tempo tutte le password che utilizziamo ora, scritte irrimediabilmente ed erroneamente su mille foglietti di carta. Anche se i segnali sono timidi, l'attenzione sembra alta. Recentemente infatti il Garante della privacy ha fornito un'interessante chiave di lettura del problema a seguito di un controllo presso la Pubblica Amministrazione, evidenziando l'esigenza di ricorrere a strumenti biometrici valutando la proporzionalitÓ tra le esigenze di sicurezza e gli scopi dell'autenticazione.
PI: Negli USA i sistemi di analisi biometrica dilagano negli aeroporti, da noi molti sono i progetti di impiego delle tecnologie biometriche ai fini della sicurezza. ╚ davvero una necessitÓ o Ŕ solo un'occasione per ridurre i costi e i tempi dei controlli tradizionali? Funziona inevitabilmente "meglio" la biometria?
GC: Oggi i sistemi di autenticazione sono basati al 90 % su password alfanumeriche, sia in correlazione con una user ID che con sistemi di tipo fisico (bancomat, badge, donale, etc). ╚ evidente che la sicurezza totale non esiste, ma Ŕ altresý facilmente intuibile che un sistema di accesso utilizzando la biometria consentirÓ maggiore velocitÓ di controllo e aumenterÓ mediamente, ma non assolutamente, il livello di sicurezza. Tutto questo, per˛, avrÓ un costo, non solo economico.

PI: Nel nuovo passaporto che avremo come cittadini dell'Unione Europea saranno inseriti dati biometrici. E se ne parla anche per la Carta di identitÓ digitale italiana. PerchÚ questa prospettiva, invece di farmi sentire pi¨ sicuro, mi crea una certa dose di ansietÓ?
GC: Forse perchÚ ci si sente sempre pi¨ schedati, prerogativa che in passato era delimitata solo a coloro che avevano "incontri ravvicinati" con la giustizia.
Non sono d'accordo con la visione orwelliana del futuro, ma penso sia comunque necessario uno sforzo - sia del mondo tecnico che di quello giuridico - per delimitare l'uso e prevenire - laddove possibile - l'abuso di questi nuovi ed ansiogeni metodi biometrici, dove la perdita di una carta d'identitÓ sarÓ come perdere un pezzo di sŔ stessi e della propria intimitÓ.

PI: Certo che se i miei dati biometrici finissero nelle mani sbagliate...
GC: ╚ un problema da non sottovalutare: il furto di identitÓ, uno dei mali pi¨ sentiti specialmente in USA, che non tarderÓ ad arrivare prepotentemente, dopo qualche timido segnale, in Europa e disturbare il sonno di consumatori e investigatori.
Infatti, solo nel 2003, le statistiche americane contano - con trend in ascesa - oltre 200.000 casi di "identity theft". Per contrastare questo pericolosissimo fenomeno il Secret Service degli Stati Uniti, ad esempio, dispone di una squadra di specialisti, che lavorano sia in America che all'estero.

A questo punto sono io che vorrei porre una domanda: come sarÓ possibile difendersi da sÚ stessi, ovvero da un falso clone? Disconoscere una firma o una e-mail sembra possibile, anche se nel mondo giuridico ci si interroga animatamente sul valore probatorio di taluni strumenti informatici. Invece, come sarÓ possibile difenderci e quindi disconoscere un'impronta digitale, eventualmente "lasciata" da un terzo sul luogo di un "cyberdelitto"?

PI: Allora ho ragione a sentirmi in ansia;) Andiamo avanti. C'Ŕ una domanda difficile, a cui ognuno di noi probabilmente risponderebbe in modo diverso, ed Ŕ una domanda che fece nel 2002 proprio RodotÓ: Le finalitÓ di identificazione, sorveglianza, sicurezza delle transazioni possono davvero giustificare qualsiasi utilizzazione del corpo umano resa possibile dall'innovazione tecnologica?
GC: Come accennato il principio cardine Ŕ la proporzionalitÓ.
GiÓ dal 2002, durante la Conferenza di Bonn, i Garanti Privacy europei si interrogavano sulla biometria e sulla possibilitÓ di ricostruire un'identitÓ personale raggruppando impronte digitali, riferimenti facciali, odori, occhi, portamento etc etc. Per me si tratta di un costo troppo elevato da pagare se lo scopo fosse solo quello di velocizzare la coda alle casse, come abbiamo avuto modo di riscontrare a Seattle in Usa.
╚ pur vera una cosa: in un mondo dove Ŕ sempre pi¨ impossibile distinguere il vero dal falso e l'originale dalla copia, l'utilizzo di una password biometrica ci regala l'illusione di una materialitÓ, di un pezzo di noi che nessuno potrÓ usare senza il nostro consenso. Purtroppo, come giÓ detto, Ŕ un'illusione.
TAG: privacy
33 Commenti alla Notizia Interviste/ La biometria Ŕ inevitabile
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  • nostra privacy ??

    condivido il quadro drammatico descritto negli altri interventi e pertanto vorrerei sottolineare l'importanza che assume il controllo sul sistema che si utilizza per gestire queste informazioni !

    il sistema deve essere a base di software libero, e' fondamentale !

    sono appassionato di tecnologie dal 1995 e pertanto capisco che la tecnologia non puo' essere eliminata, perche' si tratterebbe di fare dei passi indietro nel nostro stile di vita e nessuno sara' mai disposto ad avere piu' democrazia se si tratta di rinunciare a comodita' e servizi. Il software, la sicurezza costituiscono oggi il grande fratello di orwell; sono tutti fattori esistenti che non possiamo impedire, se non attraverso l'uso di software libero.

    il controllo di un software libero e' gestito dalla comunita' delle persone e della loro conoscenza e non dai capitali delle multinazionali !!!

    Sicurezza si, ma non solo apparente !! Il mondo di oggi, vuole sicurezza vera, le persone hanno paura e le bugie hanno le gambe corte.

    Cosi' e' se vi va' !

    non+autenticato
  • Inutile negare che il futuro sara' biometrico ma altrettanto chiaro che i sistemi di oggi sono solo un timido inizio, impronte, iride, geometria del volto possono anche andare bene all'inizio, e ci regaleranno anche un po' di tranquillita' negli aeroporti ma non sono la soluzione definitiva.

    Si deve arrivare alla analisi real-time del DNA, forse ci siamo piu' vicini di quanto si sospetti, ci sono alcune ricerche promettenti.

    Attenzione, anche in questo caso ci si deve ben intendere, oggi nei tribunali per analisi del DNA si intende solo il controllo di una manciata di punti specifici, diciamo come prendere 10 parole da un libro usando sempre gli stessi riferimenti (pagina, riga, colonna) e decidere in base a questo se coincide con un secondo libro.

    Ok gia' cosi' le probabilita' di una coincidenza sono enormemente piu' basse di qualunque impronta/iride/volto, eppure si puo' fare di piu', ad esempio analizzare non piu' una decina ma centinaia di migliaia di loci grazie ad un DNA chip (si usano gia' in ricerca) creato ad hoc.

    Per arrivare in futuro ad una vera analisi completa, per intendersi, quello che e' costato anni ed anni di lavoro a centianaia di ricercatori, il progetto genoma, in pochi minuti!

    Ma in questo caso ... la biometrica passa in secondo piano perche' si entra nell'eta' dell'oro della medicina Sorride


    non+autenticato
  • > Si deve arrivare alla analisi real-time del
    > DNA, forse ci siamo piu' vicini di quanto si
    > sospetti, ci sono alcune ricerche
    > promettenti.
    ma a cosa serve questa sicurezza ?????
    perche devo produrre prove di questo tipo su chi sono io ?????
    se sono convinti che non sono io che lo dimostrino
    e se sbaglianocalci nel sedere
    quindi
    non+autenticato
  • Minority Report,
    Gattaca - La porta dell'universo,
    ecc.
    non+autenticato
  • GATTACA e' un film carino, certo non rivoluzionario perche' chi sta nel campo sapeva bene fin da allora che la biometria a DNA e' inevitabile che diventi realta', ed e' inevitabile anche che si operi ad un certo punto sulla linea germinale, seppur ad oggi sia piu' o meno guardata con sospetto questa possibilita', ma e' un fatto contingente, piu' si proggredisce nella conoscenza e piu' verranno meno i tabu' di questo tipo.

    A proposito GATTACA se non erro e' una breve sequenza che non viene tagliata, carino il doppio senso Occhiolino
    non+autenticato
  • e su Minority Report cè da dire che (chi ha il DVD lo sa) il regista si è affidato ad esperti di tecnologie avanzate proprio per sapere quali sarebbero stati i REALI sviluppi da qui ad una mezza dozzina di anni, quindi quello che vedete nel film presumibilmente sarà quello che ci aspetta (a parte i ragnetti e le ovovolanti della polizia almeno credo)
    non+autenticato
  • che cavolo di discorso è ? uno standard non è un cataclisma, è il risultato di una decisione da farsi dopo aver valutato i pro e i contro e anche se esistono lobbies in grado di imporlo per i tanti pro che gliene derivano incuranti dei molti contro che graveranno sugli altri esistono (non so ancora per quanto) gruppi di persone di buona volontà che possono contrastarne l'adozione come hanno fatto con i negoziati alca, wto, ecc
    non+autenticato
  • Sottoscrivo in pieno, non possiamo starcene al "calduccio", impassibili mentre calpestano i nostri diritti addolcendo la pillola con vantaggi illusori.

    Qualcuno ha gia' inviato lettere ai giornali che siano state pubblicate?
    E soprattutto, conoscete qualche associazione o sito attivista al quale si potrebbe aderire per fare qualcosa di concreto e andare oltre le s*ghe mentali? Probabilmente le associazioni di consumatori sono un buon inizio, avete qualche altra idea?



    - Scritto da: Anonimo
    > che cavolo di discorso è ? uno
    > standard non è un cataclisma,
    > è il risultato di una decisione da
    > farsi dopo aver valutato i pro e i contro e
    > anche se esistono lobbies in grado di
    > imporlo per i tanti pro che gliene derivano
    > incuranti dei molti contro che graveranno
    > sugli altri esistono (non so ancora per
    > quanto) gruppi di persone di buona
    > volontà che possono contrastarne
    > l'adozione come hanno fatto con i negoziati
    > alca, wto, ecc
    non+autenticato

  • (titolo piccante)

    Tutti schedati. Prendi l'autobus, e sei registrato. Ritiri dei soldi al bancomat, e la tua iride viene identificata. Bighelloni per la strada, e il tuo modo di camminare viene confrontato con dati centralizzati. Ti scappa uno starnuto, e dissemini prove genetiche della tua presenza, mentre la telecamera di una banca scrive data e ora in sovrimpressione alla ripresa filmata. Tutto ciò naturalmente per il nostro bene, da parte di governi democratici.

    Il problema - legato a un difetto centrale, via via più evidente, della democrazia - è che se parli di questi timori con quelli che conosci, amici, parenti, vicini di casa, parecchi tirano fuori il ritornello "ma tanto che cos'hai da temere?", la maggior parte si mostra dubbiosa ma fiduciosa, pensa che comunque è per una "maggior sicurezza per tutti" o amenità simili.
    Secondo definizione la democrazia è il governo della maggioranza, ma questa maggioranza governa proprio male!

    Un bel giorno ti svegli e trovi che il governo non sia più tanto democratico come pareva fino a ieri - magari il giorno in cui spianano casa tua per far passare un'infrastruttura - ma, grazie alle pecore e conigli che ognuno di noi conosce (personalmente a volte inizio a odiare questi conigli dei miei amici: non so come sono i vostri, ma il nichilismo dei miei è demoralizzante) non puoi più far niente. Non puoi fare il partigiano, non puoi nemmeno mollare tutto e scappare perché ormai è così in tutti i paesi.

    Il problema è che questi provvedimenti sono presi da governi democraticamente eletti con il consenso della maggioranza degli elettori, e allora che c'è che non va?
    Se la maggioranza decide di privarti di un diritto, e può schiacciarti come le pare perché ne ha la possibilità, qualcosa non va?
    Nella democrazia moderna "gli altri" - quelli che eleggono il governo e ne sono rappresentati o credono di esserlo - decidono con sempre maggior efficacia, insistenza, invadenza, prepotenza? cosa devi fare e come devi essere, e la tecnologia fornisce i mezzi per controllare.

    Sembra che il motto della democrazia moderna stia divenendo "chi non è d'accordo ha il diritto di assentire".

    Chi non è d'accordo è ormai irrilevante su qualsiasi argomento, un'ovattata massa di "moderati" vanifica petizioni, manifestazioni, raccolte di firme, attutisce ogni rumore, ignora ogni protesta o contestazione. Mi sto chiedendo, da qualche anno ormai, cos'è che bisogna fare per farsi sentire. Siamo così pochi che potrebbero incarcerarci tutti, con la distratta approvazione dei benpensanti.

    Ma allora la democrazia non è libertà né diritto, è un regime.

    Dovremmo iniziare a pensare a come fare per evitare l'occhio onnipresente del Governo. Ma come? Scivolare nelle fogne come in un romanzone dell'Ottocento? Metteranno le telecamere anche lì.

    Simbolicamente, da un po' non ho più rinnovato la carta d'identità: ma ho la patente, che serve agli stessi scopi, tranne forse ad espatriare - ma io non viaggio e ho un tenore di vita con poche pretese. ╚ solo una presa di posizione simbolica.

    Un giorno ci chiameranno a fornire i dati biometrici: quanti di noi rifiuteranno, mettendosi a vivere di fatto come fuorilegge, rinunciando a viaggi, servizi sociali, denaro?

    Non voglio vivere schedato, ma finché sono solo non so cosa fare. Paradossalmente, per il diritto di restare anonimi forse si dovrebbe uscire allo scoperto.

    Dovremmo inviare sistematicamente lettere ai giornali, in modo che ogni giorno ci sia qualcuno che scrive, altri che leggono, magari non condividono ma intanto si rendono contro che per qualcun altro c'è un problema. Magari legge la nostra lettera solo il redattore che la cestinerà, ma intanto qualcuno la legge.
    non+autenticato
  • Bellissimo discorso. Visto che hai già espresso benissimo il concetto, mi daresti il permesso di riportare il tuo intervento in caso volessi scrivere al giornale? Ciao
    non+autenticato
  • La democrazia è potersene andare. Sei libero di rifugiarti
    su un'isola deserta e vivere alla Robinson Crusoe se quello
    che i tuoi concittadini hanno democraticamente deciso
    sia il modo di vivere nel tuo paese. Tutto questo a prescindere, da quanto male (molto male) stia andando
    questo Governo. L'alternativa sarebbe, lasciami dire, poco democratica: organizza un colpo di stato e abolisci ogni tecnologia.


    - Scritto da: Anonimo
    >
    > (titolo piccante)
    >
    > Tutti schedati. Prendi l'autobus, e sei
    > registrato. Ritiri dei soldi al bancomat, e
    > la tua iride viene identificata. Bighelloni
    > per la strada, e il tuo modo di camminare
    > viene confrontato con dati centralizzati. Ti
    > scappa uno starnuto, e dissemini prove
    > genetiche della tua presenza, mentre la
    > telecamera di una banca scrive data e ora in
    > sovrimpressione alla ripresa filmata. Tutto
    > ciò naturalmente per il nostro bene,
    > da parte di governi democratici.
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    > Il problema - legato a un difetto centrale,
    > via via più evidente, della
    > democrazia - è che se parli di questi
    > timori con quelli che conosci, amici,
    > parenti, vicini di casa, parecchi tirano
    > fuori il ritornello "ma tanto che cos'hai da
    > temere?", la maggior parte si mostra
    > dubbiosa ma fiduciosa, pensa che comunque
    > è per una "maggior sicurezza per
    > tutti" o amenità simili.
    > Secondo definizione la democrazia è
    > il governo della maggioranza, ma questa
    > maggioranza governa proprio male!
    >
    > Un bel giorno ti svegli e trovi che il
    > governo non sia più tanto democratico
    > come pareva fino a ieri - magari il giorno
    > in cui spianano casa tua per far passare
    > un'infrastruttura - ma, grazie alle pecore e
    > conigli che ognuno di noi conosce
    > (personalmente a volte inizio a odiare
    > questi conigli dei miei amici: non so come
    > sono i vostri, ma il nichilismo dei miei
    > è demoralizzante) non puoi più
    > far niente. Non puoi fare il partigiano, non
    > puoi nemmeno mollare tutto e scappare
    > perché ormai è così in
    > tutti i paesi.
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    > Il problema è che questi
    > provvedimenti sono presi da governi
    > democraticamente eletti con il consenso
    > della maggioranza degli elettori, e allora
    > che c'è che non va?
    > Se la maggioranza decide di privarti di un
    > diritto, e può schiacciarti come le
    > pare perché ne ha la
    > possibilità, qualcosa non va?
    > Nella democrazia moderna "gli altri" -
    > quelli che eleggono il governo e ne sono
    > rappresentati o credono di esserlo -
    > decidono con sempre maggior efficacia,
    > insistenza, invadenza, prepotenza? cosa devi
    > fare e come devi essere, e la tecnologia
    > fornisce i mezzi per controllare.
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    > Sembra che il motto della democrazia moderna
    > stia divenendo "chi non è d'accordo
    > ha il diritto di assentire".
    >
    > Chi non è d'accordo è ormai
    > irrilevante su qualsiasi argomento,
    > un'ovattata massa di "moderati" vanifica
    > petizioni, manifestazioni, raccolte di
    > firme, attutisce ogni rumore, ignora ogni
    > protesta o contestazione. Mi sto chiedendo,
    > da qualche anno ormai, cos'è che
    > bisogna fare per farsi sentire. Siamo
    > così pochi che potrebbero
    > incarcerarci tutti, con la distratta
    > approvazione dei benpensanti.
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    > Ma allora la democrazia non è
    > libertà né diritto, è
    > un regime.
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    > Dovremmo iniziare a pensare a come fare per
    > evitare l'occhio onnipresente del Governo.
    > Ma come? Scivolare nelle fogne come in un
    > romanzone dell'Ottocento? Metteranno le
    > telecamere anche lì.
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    > Simbolicamente, da un po' non ho più
    > rinnovato la carta d'identità: ma ho
    > la patente, che serve agli stessi scopi,
    > tranne forse ad espatriare - ma io non
    > viaggio e ho un tenore di vita con poche
    > pretese. è solo una presa di
    > posizione simbolica.
    >
    > Un giorno ci chiameranno a fornire i dati
    > biometrici: quanti di noi rifiuteranno,
    > mettendosi a vivere di fatto come
    > fuorilegge, rinunciando a viaggi, servizi
    > sociali, denaro?
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    > Non voglio vivere schedato, ma finché
    > sono solo non so cosa fare. Paradossalmente,
    > per il diritto di restare anonimi forse si
    > dovrebbe uscire allo scoperto.
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    > Dovremmo inviare sistematicamente lettere ai
    > giornali, in modo che ogni giorno ci sia
    > qualcuno che scrive, altri che leggono,
    > magari non condividono ma intanto si rendono
    > contro che per qualcun altro c'è un
    > problema. Magari legge la nostra lettera
    > solo il redattore che la cestinerà,
    > ma intanto qualcuno la legge.
    non+autenticato
  • Nonostante il titolo provocatorio credo che tu sia d'accordo che la democrazia sia la peggiore forma di governo, se escludiamo *tutte* le altre. Quindi teniamocela e cerchiamo di migliorarla.
    E diamoci da fare. Scrivere ai giornali serve, ma serve anche (e di piu') partecipare attivamente, fare pressione sulle istituzioni, cercare altra gente. Il potere tende "geneticamente" ad escludere la gente, e allora organizzarsi e' l'unica strada percorribile.



    - Scritto da: Anonimo
    > La democrazia è potersene andare. Sei
    > libero di rifugiarti
    > su un'isola deserta e vivere alla Robinson
    > Crusoe se quello
    > che i tuoi concittadini hanno
    > democraticamente deciso
    > sia il modo di vivere nel tuo paese. Tutto
    > questo a prescindere, da quanto male (molto
    > male) stia andando
    > questo Governo. L'alternativa sarebbe,
    > lasciami dire, poco democratica: organizza
    > un colpo di stato e abolisci ogni
    > tecnologia.
    >
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > (titolo piccante)
    > >
    > > Tutti schedati. Prendi l'autobus, e sei
    > > registrato. Ritiri dei soldi al
    > bancomat, e
    > > la tua iride viene identificata.
    > Bighelloni
    > > per la strada, e il tuo modo di
    > camminare
    > > viene confrontato con dati
    > centralizzati. Ti
    > > scappa uno starnuto, e dissemini prove
    > > genetiche della tua presenza, mentre la
    > > telecamera di una banca scrive data e
    > ora in
    > > sovrimpressione alla ripresa filmata.
    > Tutto
    > > ciò naturalmente per il nostro
    > bene,
    > > da parte di governi democratici.
    > >
    > > Il problema - legato a un difetto
    > centrale,
    > > via via più evidente, della
    > > democrazia - è che se parli di
    > questi
    > > timori con quelli che conosci, amici,
    > > parenti, vicini di casa, parecchi tirano
    > > fuori il ritornello "ma tanto che
    > cos'hai da
    > > temere?", la maggior parte si mostra
    > > dubbiosa ma fiduciosa, pensa che
    > comunque
    > > è per una "maggior sicurezza per
    > > tutti" o amenità simili.
    > > Secondo definizione la democrazia
    > è
    > > il governo della maggioranza, ma questa
    > > maggioranza governa proprio male!
    > >
    > > Un bel giorno ti svegli e trovi che il
    > > governo non sia più tanto
    > democratico
    > > come pareva fino a ieri - magari il
    > giorno
    > > in cui spianano casa tua per far passare
    > > un'infrastruttura - ma, grazie alle
    > pecore e
    > > conigli che ognuno di noi conosce
    > > (personalmente a volte inizio a odiare
    > > questi conigli dei miei amici: non so
    > come
    > > sono i vostri, ma il nichilismo dei miei
    > > è demoralizzante) non puoi
    > più
    > > far niente. Non puoi fare il
    > partigiano, non
    > > puoi nemmeno mollare tutto e scappare
    > > perché ormai è
    > così in
    > > tutti i paesi.
    > >
    > > Il problema è che questi
    > > provvedimenti sono presi da governi
    > > democraticamente eletti con il consenso
    > > della maggioranza degli elettori, e
    > allora
    > > che c'è che non va?
    > > Se la maggioranza decide di privarti di
    > un
    > > diritto, e può schiacciarti come
    > le
    > > pare perché ne ha la
    > > possibilità, qualcosa non va?
    > > Nella democrazia moderna "gli altri" -
    > > quelli che eleggono il governo e ne sono
    > > rappresentati o credono di esserlo -
    > > decidono con sempre maggior efficacia,
    > > insistenza, invadenza, prepotenza? cosa
    > devi
    > > fare e come devi essere, e la tecnologia
    > > fornisce i mezzi per controllare.
    > >
    > > Sembra che il motto della democrazia
    > moderna
    > > stia divenendo "chi non è
    > d'accordo
    > > ha il diritto di assentire".
    > >
    > > Chi non è d'accordo è
    > ormai
    > > irrilevante su qualsiasi argomento,
    > > un'ovattata massa di "moderati" vanifica
    > > petizioni, manifestazioni, raccolte di
    > > firme, attutisce ogni rumore, ignora
    > ogni
    > > protesta o contestazione. Mi sto
    > chiedendo,
    > > da qualche anno ormai, cos'è che
    > > bisogna fare per farsi sentire. Siamo
    > > così pochi che potrebbero
    > > incarcerarci tutti, con la distratta
    > > approvazione dei benpensanti.
    > >
    > > Ma allora la democrazia non è
    > > libertà né diritto,
    > è
    > > un regime.
    > >
    > > Dovremmo iniziare a pensare a come fare
    > per
    > > evitare l'occhio onnipresente del
    > Governo.
    > > Ma come? Scivolare nelle fogne come in
    > un
    > > romanzone dell'Ottocento? Metteranno le
    > > telecamere anche lì.
    > >
    > > Simbolicamente, da un po' non ho
    > più
    > > rinnovato la carta d'identità:
    > ma ho
    > > la patente, che serve agli stessi scopi,
    > > tranne forse ad espatriare - ma io non
    > > viaggio e ho un tenore di vita con poche
    > > pretese. è solo una presa di
    > > posizione simbolica.
    > >
    > > Un giorno ci chiameranno a fornire i
    > dati
    > > biometrici: quanti di noi rifiuteranno,
    > > mettendosi a vivere di fatto come
    > > fuorilegge, rinunciando a viaggi,
    > servizi
    > > sociali, denaro?
    > >
    > > Non voglio vivere schedato, ma
    > finché
    > > sono solo non so cosa fare.
    > Paradossalmente,
    > > per il diritto di restare anonimi forse
    > si
    > > dovrebbe uscire allo scoperto.
    > >
    > > Dovremmo inviare sistematicamente
    > lettere ai
    > > giornali, in modo che ogni giorno ci sia
    > > qualcuno che scrive, altri che leggono,
    > > magari non condividono ma intanto si
    > rendono
    > > contro che per qualcun altro c'è
    > un
    > > problema. Magari legge la nostra lettera
    > > solo il redattore che la
    > cestinerà,
    > > ma intanto qualcuno la legge.
  • io credo che tu non hai capito che quello che intende dire lui è che non è certamente la che la democrazia sia un male ma così come stanno le cose lo è diventata (io direi lo è sempre stato) - un po come un coltello: è una cosa buona quando la usi per tagliare il pane ma se dai la possibilità che la prenda in mano un bambino o un delinquente allora sò ca22i


    - Scritto da: Baruch
    > Nonostante il titolo provocatorio credo che
    > tu sia d'accordo che la democrazia sia la
    > peggiore forma di governo, se escludiamo
    > *tutte* le altre. Quindi teniamocela e
    > cerchiamo di migliorarla....
    non+autenticato
  • Non sei solo siamo in dueOcchiolino.
    Cmq a me dispiace che la biometria non serva a prevenire un delitto: ad esempio le videocamere non segnalano la presenza di un'arma (quindi che si sta commettendo qualcosa di illegale ad es.) ma solo la presenza di una persona. Se questa persona si trucca e cambia modo di camminare voglio vedere che sistema riesce a rilevarlo...
    Prendere immagini non aumenta la sicurezza...

    Ciao
    non+autenticato
  • Un' alternativa sarebbe quella ( e lo dico in modo provocatorio) lasciare mano a gruppi fondamentalisti di qualsiasi tipo siano ( musulmani,cristiani etc..)
    e dimenticarsi di avere liberta' di stampa di parola..
    Tutti felici e tutti controllati al 100 per cento da un regime assoluto.
    Magari con le donne avvolte come rotoli di carta,
    ...in fondo a noi uomini converrebbe un regime del genere no??
    ( che sia chiaro...questa e' una provocazione...non un'idea)
    Fan LinuxFan WindowsTroll
    non+autenticato
  • No , l'alternativa sarebbe lo spezzettamento
    dei grandi governi democratici in migliaia
    di comunita' democratiche anch'esse ma
    piu controllabili e a facile accesso di tutti...

    Sembra un utopia ma lo e' solo perche' la
    vogliamo far essere.

    La democrazia , o comunque prendere
    decisioni tutti assieme per votazioni o alzata
    di mano funziona bene solo nelle comunita'
    ristrette e meglio ancora nelle comunita' che
    hanno delle basi di pensiero e valori COMUNI.

    Adesso che ci sara' il governo 'democratico'
    europeo tutto peggiorera' ancora di piu.

    Ci vorrebbe la liberta' di appartenere a comunita' ristrette
    che non devono rispondere alle leggi di un governo
    globale, ma che invece siano libere di scegliere i
    propri cammini sociali e le proprie leggi.

    A quel punto si potrebbe dire davvero (come qualcuno
    ingenuamente ha detto) : hai la liberta' di andartene
    dove potrai sentirti meglio...
    Dirlo in questo mondo e' solo una presa per i fondelli,
    dove puo andare una persona in disaccordo sulle
    cose decise dagli attuali governi dominanti (usa, israele, eu) ?
    Nelle isole sperdute a morire ? E perche' mai una persona
    per essere libera di pensare e agire diversamente dovrebbe
    essere costretta all'esilio?

    L'attuale democrazia e' una vergogna, e tragicamente
    anche molto convincente (almeno a sentire quello che si sente uscire dalle bocche delle persone)


    bye
    Francesco




    - Scritto da: Anonimo
    > Un' alternativa sarebbe quella ( e lo dico
    > in modo provocatorio) lasciare mano a gruppi
    > fondamentalisti di qualsiasi tipo siano (
    > musulmani,cristiani etc..)
    > e dimenticarsi di avere liberta' di stampa
    > di parola..
    > Tutti felici e tutti controllati al 100 per
    > cento da un regime assoluto.
    > Magari con le donne avvolte come rotoli di
    > carta,
    > ...in fondo a noi uomini converrebbe un
    > regime del genere no??
    > ( che sia chiaro...questa e' una
    > provocazione...non un'idea)
    > Fan LinuxFan WindowsTroll
    non+autenticato
  • esiste sempre il genetico
    e chi ha i soldi se lo puo permettere e le tecniche verrrano presto rese piu efficaci

    sara come per curare una malattia ereditaria solo che al posto della malattia curera il DNA

    nel dna si puo risalire a chi ha fatto un omicidio ma pensate se l'omicida si fa una cura genetica contro una malattia ereditaria e il suo dna cambia per un buon 2 %

    dite che lo possono ancora incriminare senza prove ?

    altra cosa il pentito X nel programma di testimoni
    pensate che la mafia non si organizza per cercare i picciotti
    che cantano ?

    pensate un attimo che cosa succede se il tipo viene riconosciuto da un corrotto dall'iride
    gli preparano una bella esecuzione e ringrazieranno il biometrico

    comunque il biomerico nei sistemi militari e' gia usato







    non+autenticato
  • > sara come per curare una malattia ereditaria
    > solo che al posto della malattia curera il
    > DNA
    >
    > nel dna si puo risalire a chi ha fatto un
    > omicidio ma pensate se l'omicida si fa una
    > cura genetica contro una malattia ereditaria
    > e il suo dna cambia per un buon 2 %

    Le terapie genetiche e geniche già esistono...
    Ma si applicano solo ad embrioni e feti in formazione o al massimo a bambini nei primissimi mesi di vita (con risultati quasi nulli se non in rare malattie).
    Basta aver fatto Biologia alle superiori od essere un pelino informato per sapere che non sarà mai possibile (almeno nel futuro prossimo) intervenire nel DNA di un individuo adulto in maniera così radicale. Bisognerebbe smantellare ogni sua cellula per essere sicuri di aver cambiato proprio tutto...
    Anche quando i luminari della scienza vanno alle trasmissioni e parlano di conoscere il DNA per curare cancro ed altre malattie intendono che scoprendo i geni responsabili se ne può prevenire la formazione (percé avere il gene non significa che esso sia necessariamente attivo), ma non la si può curare in nessun modo, purtroppo. Al massimo metti in cultura delle cellule staminali modificate geneticamente con il tuo DNA quel tanto che basta per non essere rigettate per far ricrescere un organo asportato per un male del genere. Ma poi come nei trapianti, pian piano i tessuti estranei diventano tessuti tuoi (anche geneticamente) e amici come prima...

    Insomma a meno che non hai a che fare con un Rosemary's Baby penso che il tuo assassino dal DNA modificato sia rintracciabilissimo, senza contare che quando fanno il sampling per gli omicidi le traccie non combaciano mai al 100% (spesso risulta impossibile capire chi è stato a commettere un delitto se gli indiziati sono famigliari dello stesso sesso, con stesso gruppo sanguigno etc etc tipo padre e figlio).
    Per ora il DNA è efficace solo in reati in cui non ci siano possibilità di equivoci genetici e nelle cause di riconoscimento di un figlio.
  • prima di criticare in toto una qualsiasi tecnologia penso che debba essere conosciuta.

    come in altri casi, anche per la biometria, si fa molto in fretta a scagliarsi come furie contro "il controllo". Occorre pero' avere chiaro che questa e' una tecnologia che ha, come molte altre e forse tutte, due aspetti: protezione (se mi permettete, io sono piu' content* se i malfattori vengono assicurati alla giustizia), violazione privacy (se mi permettete, io non sono content* di essere schedat*)
    In ogni caso, prima di tutto, occorrerebbe sapere che i garanti europei della privacy (inculso il nostro) si sono espressi l'estate scorsa in modo chiaro: l'uso dei dispositivi biometrici DEVE essere giustificato e proporzionato ai dati/fini che ci si prefigge utilizzandoli.
    I dati biometrici conservati sono DATI SENSIBILI e per essi vale cio' che e' previsto dalle vigenti norme sulla privacy.
    Che poi non esista un reale controllo e sanzione su come queste vengono applicate...questo e' il vero problema. Non la biometria tout court
    non+autenticato
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