Alfonso Maruccia

Intelligenza artificiale, continua il dibattito

I pezzi da novanta dell'hi-tech esprimono opinioni in libertÓ sulla IA, una tecnologia che viene fideisticamente considerata come il futuro di tutto e che aiuterÓ l'uomo piuttosto che distruggerlo. Preoccuparsi Ŕ bene, ma senza eccessi

Roma - Il dibattito sui rischi e i vantaggi connessi allo sviluppo dell'intelligenza artificiale è oramai costantemente acceso, e a rimarcare la fiducia sconfinata che le grandi corporation hanno sulle qualità "trasformative" di questo genere di orizzonte tecnologico nella discussione si infilano i pezzi grossi di Microsoft e Google. Che sembrano avere una visione equamente ottimistica con sfumature di apocalisse robotica qua e là.

Per Satya Nadella, CEO di Microsoft, l'intelligenza artificiale è una tecnologia che col tempo offrirà solo vantaggi al genere umano.
Nadella identifica la AI con gli algoritmi di machine learning basati su reti neurali, e si distanzia nettamente da quella che a suo dire è una visione sostanzialmente negativa dell'intelligenza sintetica veicolata dalle opere di intrattenimento e dai classici cinematografici come 2001: Odissea nello spazio.
Ma l'eventualità della creazione di un HAL9000 non dovrebbe essere il focus del dibattito sulla AI, sostiene il manager, e bisognerebbe piuttosto concentrarsi oggi sui principi di design che devono essere alla base della tecnologia del futuro.

Nadella identifica sei diversi punti su cui a suo dire vale la pena discutere di intelligenza artificiale, principi "fondatori" di una tecnologia che deve nascere per assistere l'umanità, essere trasparente nei suoi meccanismi base di funzionamento, deve "massimizzare l'efficienza senza distruggere la dignità delle persone", deve essere progettata per proteggere la privacy in maniera intelligente, per avere algoritmi verificabili da umani ed escludere principi di "discriminazione euristica".
Satya Nadella vuole avviare un dibattito organico sulla AI senza preoccuparsi troppo dei presunti rischi dei robot senzienti, dimostrando in tal modo di volersi discostare non poco dal punto di vista dai toni cupi offerto tempo addietro dal fondatore di Microsoft Bill Gates.

Chi invece continua a parlare di possibili scenari apocalittici connessi alla IA è Eric Schmidt, presidente esecutivo di Alphabet: l'evoluzione di una IA distruttrice e ostile agli esseri umani è una eventualità che va considerata con attenzione, dice, anche se Mountain View è già impegnata in rigorose ricerche in tal senso. Il fatto che una IA sia in grado di vincere in uno scontro simulato tra jet contro un ex-colonnello della Air Force americana dovrebbe probabilmente suggerire prudenza.

Alfonso Maruccia
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