Cina: mai più notizie false su Internet

Pechino impone la verifica delle fonti anche per i contenuti arrivati a mezzo social. Conseguenza dei migliaia dei casi già trattati nell'ultimo anno

Roma - D'ora in poi in Cina verranno punite tutte le testate giornalistiche che pubblicheranno articoli riguardanti notizie prese dai social e non opportunamente verificate e approvate. Questa è la norma ufficializzata nelle ultime ore dalla Cyberspace Administration of China (CAC), ente che si occupa di controllare e censurare i contenuti della rete sul suolo cinese, e pubblicata dall'agenzia di stampa ufficiale dello stato Xinhua. La decisione è stata presa solo a pochi giorni dalle dimissioni di Lu Wei, ex direttore del CAC, che ha lasciato il suo posto al vicepresidente Xu Lin.

Secondo le autorità, questo provvedimento, aiuterà a prevenire la diffusione di notizie ritenute false o poco attendibili. Secondo il comunicato, un articolo, per essere ritenuto idoneo, deve necessariamente accreditare una fonte attendibile e non deve contenere notizie inventate o distorte. Inoltre, viene precisato che l'ente ha preso la decisione dopo aver bloccato un ingente quantità di contenuti.

Secondo il Global Times, nell'ultimo anno sono oltre 200 i siti di news, ospitati perlopiù dal colosso cinese Tencent e tra cui figurano sina.com, ifeng.com e 163.com, e oltre 6,000 gli account sui vari social media ad essere stati puniti per aver pubblicato contenuti ritenuti non idonei.
Il tutto avviene, paradossalmente, a breve distanza dall'ultima decisione del United Nations Human Rights Council, che stabilisce che i diritti di una persona sono identici sia online sia offline.

Pasquale De Rose
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