Alfonso Maruccia

Il 5G europeo condizionato dalla net neutrality?

Telco e produttori di apparati pubblicano un manifesto comune per lanciare un appello a Bruxelles. Le regole devono essere addolcite per garantire gli investimenti

Roma - Il BEREC (Body of European Regulators for Electronic Communications) aveva chiesto feedback e pareri qualificati sull'implementazione delle regole per la net neutrality europea, e l'industria delle telecomunicazioni ha risposto con una sorta di lettera aperta che parla di gravi conseguenze se l'Europa non addolcirà le nuove norme a difesa della gestione indiscriminata del traffico telematico.

Un gruppo di 20 nomi importanti dell'industria che include BT Group, Deutsche Telekom, Ericsson, Orange, TIM - Telecom Italia, Nokia, Thales Alenia Spazio e molti altri, ha infatti pubblicato un "manifesto" per la diffusione delle reti mobile di quinta generazione (5G) nell'Unione Europea, un deployment che viene però condizionato alla collaborazione fattiva delle autorità UE e all'accettazione delle condizioni richieste dalle aziende di settore.

La "coalizione per il 5G" dice di volersi impegnare a dimostrare i benefici connessi alle reti 5G in scenari quali automotive, salute, sicurezza pubblica, smart city e intrattenimento entro il 2018, per poi investire nelle infrastrutture necessarie a diffondere la connettività mobile next-gen in tutti i 28 membri della UE (meno il Regno Unito post-Brexit, a questo punto) entro i due anni successivi.
Ma Bruxelles deve fare la sua parte, sostiene il manifesto, implementando un ambiente di regolamentazioni "adeguato" che eviti di incappare nei "rischi" derivanti dall'imposizione di paletti troppo stringenti sulla neutralità della rete.

Le attuali proposte formulate dal BEREC, dicono le aziende, creano "incertezza" sugli investimenti per il 5G e potrebbero avere l'effetto di rallentare lo sviluppo della nuova connettività sul campo. Bruxelles dovrebbe, anzi deve, "riconciliare il bisogno di una Internet aperta con le regole pragmatiche capaci di promuovere l'innovazione": in sostanza, altrimenti, la UE può scordarsi i soldi delle corporation per l'adozione ad ampio spettro delle tecnologie per il 5G.

Il manifesto delle corporation mobile per la net neutrality ha il sapore di un vero e proprio ultimatum, più che di un contributo alla discussione pubblica sulla questione. Per il momento dal Commissario per la Società ed Economia Digitale Gunther Oettinger è in ogni caso arrivato il plauso per un "apporto prezioso" al piano di azione per il 5G in via di presentazione durante il prossimo settembre.

Alfonso Maruccia
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5 Commenti alla Notizia Il 5G europeo condizionato dalla net neutrality?
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  • Basta restringere le licenze, l'etere rimane di proprieta degli stati dunque... ╚ che gli stati, compresa EU, sono più attenti ai "produttori" che alla popolazione.
    non+autenticato
  • Che pensassero a completare le reti 3G e 4G e a liberare l'etere per cose più serie.
    Una rete a smozzichi e bocconi, ma superveloce dove c'è grande concentrazione di clienti paganti va bene solo per loro, non per la popolazione a cui dovrebbero garantire il servizio.
    non+autenticato
  • più che un appello mi sembra un ricatto
    non+autenticato
  • sembra ?
    non+autenticato
  • Le regole sono quelle: net neutrality.
    Ed il 5G non ha nessun problema tecnico con la net neutrality.

    Come in ogni buon mercato, se un investimento non remunera abbastanza, non lo si fa. Punto.

    Se remunera, qualcuno disposto ad investirci si fa avanti certamente.

    L'esempio lo abbiamo sotto il naso: la fibra. In posti come Edolo (4.500 abitanti), ce lo porterà Enel sovvenzionata dallo Stato, quando a Milano sono già disponibili connessioni a 1000Mb/s.

    Se quando hanno privatizzato/concesso le licenze avessero imposto la "Net Neutrality" rispetto al territorio, a Milano comunque ci sarebbe la fibra a 1000Mb/s (perché e economico farlo), mentre ad Edolo ci sarebbe perché per avere la "ciccia" di Milano ti devi beccare anche "l'osso" di Edolo.

    E non preoccupatevi: se fossero stati "costretti" per licenza, vedevate in quanti picosecondi si mettevano d'accordo tra carriers per mettere UNA sola fibra lungo la Valcamonica shared tra tutti i carrier!
    Invece non sono obbligati, e hanno lasciato "l'osso" allo stato che finanzierà Enel per mettere quella unica fibra.

    Tranquilli: il 5G arriva comunque. Invece che targato Vodafone o Telefonica sarà targato Google, Netflix, Vivendi...

    L'importante è mantenere la regola: Net Neutrality.
    Chiunque metta giù il 5G.
    non+autenticato