Alfonso Maruccia

Google: l'antipirateria paga

Mountain View pubblica nuovi dati sugli sforzi fatti per soddisfare le esigenze economiche dell'industria musicale, ma i detentori dei diritti ribattono: Google non fa abbastanza

Roma - Non si placa l'acceso confronto tra le major musicali, gli artisti e Google, con quest'ultima corporation colpevole - secondo i primi - di affamare i creatori di contenuti non compensando in maniera adeguata lo streaming gratuito degli utenti su YouTube e altrove. Google risponde: ecco i soldi.

Nel suo nuovo aggiornamento a mezzo infografica sulla questione, infatti, la Grande G snocciola dati che dovrebbero servire a chiudere la discussione: la piattaforma Content ID per la ricerca automatica delle clip video caricate senza autorizzazione su YouTube è efficace nel 98 per cento dei casi, dice Mountain View, e solo un 2 per cento di video necessita della comunicazione di rimozione manuale da parte degli aventi diritto.

L'industria perde soldi con lo streaming? Secondo Google con YouTube l'industria ha guadagnato più di 2 miliardi di dollari con la monetizzazione dei video individuati tramite Content ID, con guadagni totali da 3 miliardi di dollari per non parlare della promozione delle soluzioni legali alternative ai contenuti pirata come Play Store.
Per Google le accuse degli artisti e delle major nei confronti di YouTube non hanno ragion d'essere, insomma, e di suo Mountain View ci mette 60 milioni di dollari per la gestione di una piattaforma dall'efficacia comprovata contro i contenuti pirata come Content ID.

I numeri forniti dalla corporation statunitense non sono stati accolti bene dall'industria della musica. L'italiana FIMI sottolinea che "Google ha la capacità e le risorse per fare molto di più per contrastare l'incredibile quantità di musica non autorizzata che è stata caricata ed è disponibile su YouTube". Il sistema Content ID, rimarca FIMI, "fallisce nell'identificazione delle registrazioni tra il 20 e il 40% delle volte", mentre "il motore di ricerca di Google continua ad indirizzare utenti online verso contenuti musicali senza licenza su ampia scala". La stessa posizione per la britannica BPI: Google continua a essere "uno dei principali promotori della pirateria del pianeta", la recente infografica sarebbe pura propaganda e Content ID è estremamente inefficiente nel contrasto alla proliferazione di brani e video "illegali" immessi online dagli utenti.

Sempre dandole di santa ragione a Google, YouTube e Content ID, una coalizione di oltre mille artisti europei, italiani e internazionali ha nei giorni scorsi scritto al presidente della commissione europea Juncker lamentando la "discriminazione remunerativa" (value gap) derivante dall'abuso dei servizi di fruizione telematica e la minaccia al futuro dell'intero business musicale.

Alfonso Maruccia
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6 Commenti alla Notizia Google: l'antipirateria paga
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  • Premettendo che non me ne può fregare di meno, ma perché questi vincoli vengono imposti solo a Google? E Bing, per esempio? Non indicizza gli stessi contenuti? E Yandex? E Yahoo?

    La questione è ridicola: se a cò che cerchi non ci arrivi tramite Google, ci arrivi per altra via. Ma certa gente vive ancora nel medioevo, pare.

    EDIT: Ho scritto una vaccata OT per la fretta, pensando di daper già cosa diceva l'articolo prima ancora di leggerlo. Scusate per aver abbassato il SN ratio.
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    Modificato dall' autore il 14 luglio 2016 15.20
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  • - Scritto da: Elrond
    > Premettendo che non me ne può fregare di meno, ma
    > perché questi vincoli vengono imposti solo a
    > Google? E Bing, per esempio? Non indicizza gli
    > stessi contenuti? E Yandex? E
    > Yahoo?
    >

    Google ha i miliardi.
    Bing non esiste.
    Yandex non la conoscono.
    Yahoo e' fallita.

    > La questione è ridicola: se a cò che cerchi non
    > ci arrivi tramite Google, ci arrivi per altra
    > via. Ma certa gente vive ancora nel medioevo,
    > pare.

    Certo che vivono nel medioevo: difendono immeritate rendite parassitarie.

    > EDIT: Ho scritto una vaccata OT per la fretta,
    > pensando di daper già cosa diceva l'articolo
    > prima ancora di leggerlo. Scusate per aver
    > abbassato il SN
    > ratio.

    Abbassato il che?
  • Google, riguardo ad Youtube come mero servizio di caricamento e consultazione di dati forniti dagli utenti e non da lei, non è proprio tenuta a garantire alcunchè in merito ai contenuti (rispettto ai quali ha diritto di essere completamente trasparente), ne' tantomeno ad accollarsi i costi di eventuali strumenti antipirateria.
    Altrimenti sarebbero tenuti a fare altrettanto tutti i gestori delle varie nuvole ed affini tanto di moda nel WEB. Vero o no?
    E tecnicamente non è neppure possibile fare più di tanto, in quanto la gran parte dei contenuti definibili illegali è individuabile solo con l'intervento umano, cosa assolutamente improponibile vista la mole di dati.

    Ma Google è altresì tenuta ad eliminare singoli contenuti specificatamente segnalati dagli aventi diritto solo e soltanto se la richiesta proviene dall'Autorità Giudiziaria.

    Se Google ha messo in atto automatismi ed altre tecniche a spese sue per venire incontro agli ingordi dell'industria dell'intrattenimendo che vanno strillando le loro meschine pretese ed intendono marciarci sopra, questa è solo bontà sua, di Google.
    Se i costi della preparazioene e gestione degli automatismi antipirateria, per inefficaci che possano essere, fosse totalmente a carico degli ingordi suddetti, se ne potrebbe discutere, ma adottarli o meno è una decisione che spetta a Google, salvo appunto obblighi sanciti dall'Autorità Giudiziaria.

    Se fossi in Google gliela farei passare la voglia di fare tanti strilli per le loro meschinerie, e caso mai proverei a far capire loro che danno ne avrebbero se solo si incominciassero ad estromettere tutte le forme di pubblicità e promozione diretta ed indiretta di cui tali ingordi strilloni godono (e manco sanno capire quanto vale).
    .
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    Modificato dall' autore il 14 luglio 2016 14.11
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  • Parole sante.
    Cosa vogliono da Google? $$$$$$$$$
    Guadagnano 2 miliardi? Ne vogliono 20.
    "Content ID non è efficace tra il 20% e il 40% delle volte". Bene, volete tornare ai torrent, così questa percentuale sale al 98%?
    Teste di manzo, ancora non hanno capito che il mondo è cambiato dai tempi del grammofono!
    Izio01
    4150
  • - Scritto da: Izio01
    > Parole sante.
    > Cosa vogliono da Google? $$$$$$$$$
    > Guadagnano 2 miliardi? Ne vogliono 20.
    > "Content ID non è efficace tra il 20% e il 40%
    > delle volte". Bene, volete tornare ai torrent,
    > così questa percentuale sale al
    > 98%?
    > Teste di manzo, ancora non hanno capito che il
    > mondo è cambiato dai tempi del
    > grammofono!

    Meriterebbero di tornare ai tempi PRIMA del grammofono, quando gli artisti si esibivano live, la gente pagava il biglietto, e gli intermediari parassiti facevano una seria attivita' imprenditoriale di impresario teatrale, invece di passare il tempo che non strillano contro google a grattarsi la pancia.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Meriterebbero di tornare ai tempi PRIMA del
    > grammofono, quando gli artisti si esibivano live,
    > la gente pagava il biglietto, e gli intermediari

    GRANDE!
    tornate a lavorare lavativi!
    non+autenticato