Stampa 3D, attenti agli hacker

Studiosi di una università USA evidenziano i rischi di sicurezza legati alla manifattura di nuova generazione. La soluzione è tenere gli schemi lontani da Internet

Roma - In un recente articolo alcuni ricercatori della Scuola di Ingegneria Tandon della New York University hanno posto l'accento sulle insidie per la sicurezza legate alla stampa 3D.

stampa 3d

Il mondo produttivo sarà stravolto dalla stampa 3D nell'immediato futuro, già ora sono molte le realtà economiche che contribuiscono ad animare un mercato destinato a crescere, secondo le previsioni, del 400 per cento in soli 4 anni e che già oggi vale quattro miliardi di dollari. Un mercato in cui cominciano a muoversi anche attori, come i produttori di aviogetti ed automezzi, che sfruttano queste tecniche per produrre pezzi destinati a comporre oggetti la cui affidabilità è da ritenersi una caratteristica di primaria importanza.

L'interrogativo che affronta il documento è: "cosa potrebbe accadere se un hacker dovesse modificare deliberatamente un file di modello per la stampa introducendo errori difficilmente rilevabili che ne minano la solidità strutturale?". Ad esempio si potrebbe introdurre micro-difetti oppure anomalie nella direzione di stampa, fattore che da solo può diminuire la resistenza di un elemento stampato di ben il 25 per cento.
Nikhil Gupta, membro del team di ricerca, li definisce come "possibili focolai di attacco che potrebbero avere effetti devastanti sull'utente e sul prodotto finale nonché generare un impatto economico sotto forma di richiami e cause". Said Karri, un esperto di sicurezza, ha affermato che "con la crescita degli ambienti di produzione basati su cloud e decentralizzati è importane che tutte le entità coinvolte siano consapevoli delle sfide e dei rischi connessi all'affidabilità del prodotto". La soluzione, banale, è tenere le stampanti 3D staccate da Internet.

Fonte Immagine Allegata: simplify3d.com

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