Alfonso Maruccia

Wikileaks sta sempre addosso ai Democratici

Il sito pubblica nuovi contenuti provenienti dalla convention che ha incoronato Hillary Clinton candidato. E Donald Trump invoca la Russia per svelare altro

Roma - Da Wikileaks arriva nuovo materiale trafugato al Comitato Nazionale del Partito Democratico (DNC) statunitense, una seconda puntata di "leak" a tema squisitamente politico che segue idealmente il mega-leak delle quasi 20.000 email già pubblicate nei giorni scorsi. Un leak sottotono, in ogni caso, privo di sorprese nella campagna per le primarie americane più sorprendenti della storia recente.

Gli ultimi contenuti rilasciati da Wikileaks sono in sostanza riferiti a 25 messaggi vocali - 29 file più 4 duplicati - lasciate alla casella del DNC, e apparentemente rappresentano gli allegati audio del precedente leak testuale per la cui distribuzione la piattaforma di Julian Assange ha deciso di aspettare qualche giorno in più.

Poco interessanti gli argomenti trattati nelle chiamate, tra l'ex-ambasciatore australiano (William Eacho) che prova a farsi invitare a una cena con Barack Obama alla Casa Bianca, discussioni di appuntamenti e qualche supporter sfegatato di Hillary Clinton che si lamenta del presunto supporto offerto dal partito all'"outsider" Bernie Sanders.
Ora come lunedì scorso, la fonte dei dati pubblicati da Wikileaks non è nota anche se in molti scommettono sul coinvolgimento diretto degli hacker russi al soldo di Vladimir Putin. Ci scommette anche Donald Trump, sfidante repubblicano di Hillary Clinton per la corsa alla Casa Bianca del prossimo ottobre.

In una delle primarie più scoppiettanti e "tecnologicamente dipendenti" che si siano mai viste negli ultimi anni, tocca infatti assistere anche a un candidato alla presidenza USA che chiede espressamente l'intervento della Russia e dei suoi hacker per recuperare le 30.000 email presumibilmente mancanti dal primo leak a danno del DNC. Un gesto molto poco patriottico, ma di sicuro calcolo politico.

Alfonso Maruccia
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7 Commenti alla Notizia Wikileaks sta sempre addosso ai Democratici
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  • la fonte dei dati pubblicati da Wikileaks non è nota anche se in molti scommettono sul coinvolgimento diretto degli hacker russi al soldo di Vladimir Putin

    Processo di creazione delle prove nella stampa occidentale: Qualcuno lancia accuse senza prove, qualcun'altro sostiene che è tutto vero, ma sempre senza prove, qualcun'altro fa commenti sarcastici sui fatti dando l'impressione che siano veri, ma essendo commenti sarcastici nessuno può andargli a chiedere le prove.
    Nel frattempo i giornalisti ripetono ad ogni sospetti occasione sospetti ed accuse e dopo un po' di tempo a forza di ripetere la gente inizia a crederci e i giornalisti iniziano a parlare dei fatti come se fossero provati. Niente di nuovo, soprattutto per noi italioti.
    non+autenticato
  • e ti sei dimenticato la parte in cui il giornale intervista il "gigante" di turno, il quale dice di aver consultato anonimi espertoni che gli hanno confermato tutto

    rigiro quanto detto da Snowden: "chiedete alla NSA, loro sanno chi e' stato veramente"

    sul fatto di spalare fango sulla Russia, beh, nulla di nuovo per un impero che sta per portarci in guerra proprio contro Russia ( e Cina visto che sono alleate e parte dello SCO )

    ultima desolante charade, la storia del doping degli atleti russi e conseguente ban dalle olimpiadi

    la stessa cosa la fece l'URSS nel 1980, oggi siamo noi ad essere diventati l'URSS e ad essere avvelenati dalle balle delle varie Pravda
    non+autenticato
  • ...e 'pravda' vuol dire 'verità'...
    non+autenticato
  • - Scritto da: privet
    > ...e 'pravda' vuol dire 'verità'...

    il problema e' che la "verita'" si e' spostata ad occidente
    non+autenticato
  • "Un gesto molto poco patriottico".
    Eh si, gli americani mettono la bandiera ovunque, per ricordarsi di esserlo.

    Ciononostante, le spinte secessioniste, che sui giornali italiani non compaiono mai, sono forti (esiste un terrorismo interno) e si alimentano del malcontento dovuto al declino inevitabile degli USA.

    Trump è un voto di protesta verso l'establishment, come a suo tempo lo fu in italia quello per il movimento 5 stelle.

    Purtroppo, per rovesciare un establishment occorre una rivoluzione, e comunque dopo un po' si forma un nuovo establishment, come la storia di ogni paese insegna...
    non+autenticato
  • - Scritto da: omino stabilino
    > "Un gesto molto poco patriottico".
    > Eh si, gli americani mettono la bandiera ovunque,
    > per ricordarsi di
    > esserlo.
    >
    > Ciononostante, le spinte secessioniste, che sui
    > giornali italiani non compaiono mai, sono forti
    > (esiste un terrorismo interno) e si alimentano
    > del malcontento dovuto al declino inevitabile
    > degli
    > USA.
    >
    > Trump è un voto di protesta verso
    > l'establishment, come a suo tempo lo fu in italia
    > quello per il movimento 5
    > stelle.
    >
    > Purtroppo, per rovesciare un establishment
    > occorre una rivoluzione, e comunque dopo un po'
    > si forma un nuovo establishment, come la storia
    > di ogni paese
    > insegna...

    Si come no. Votano uno che ha fatto parte dell'establishment sin da bambino come protesta contro l'establishment. Credici.

    Fino ad ora hanno solo votato il personaggio di culto creato dai mezzi di comunicazione come è stato con berlusconi.
    non+autenticato
  • L'hai detto.
    E' relativamente facile vedere i condizionamenti a cui sono sottoposti gli altri, perché non ti colpiscono e non hai giustificazioni che ti auto-proteggono.
    Vedere i condizionamenti nostrani è molto più difficile, proprio perché sono seppelliti sotto un cumulo di spiegazioni e giustificazioni.
    non+autenticato