Alfonso Maruccia

Facebook, la battaglia sugli adblocker entra nel vivo

L'iniziativa anti-adblocker di Facebook ha scatenato una contesa tra chi vuole visualizzare gli ad a tutti i costi e la community che di pubblicità sul Web non vuole proprio saperne. Tutto come previsto, finale a parte

Roma - Nel criticare Facebook per la visualizzazione forzata dell'advertising, Adblock Plus aveva promesso una risposta pronta della community a una mossa indicata come contraria alla libertà di scelta degli utenti. Quella risposta è infine arrivata, mentre il social network ha sollevato il tema della censura involontaria (a opera degli adblocker) e ha a sua volta approntato le modifiche necessarie a mostrare di nuovo i post "sponsorizzati". Il gioco della rincorsa tra gatto e topo continua.

A dimostrazione del fatto che gli adblocker sono uno strumento molto ben voluto e popolare tra i navigatori, la prima reazione alla mossa di Facebook è stata di tipo "comunitario": i partecipanti a Easylist, sistema di filtri a cui è possibile abbonarsi una volta installata l'estensione Adblock Plus sul browser, hanno aggiunto un nuovo filtro che ha messo fuori gioco gli ad "obbligatori" del social network.

Il filtro anti-Facebook è stato implementato un paio di giorno dopo la decisione di Facebook, e la capacità di risposta della community è andata oltre le aspettative del team di Adblock Plus. I filtri di Easylist vengono generalmente "sincronizzati" tra browser e server con cadenza periodica, mentre i più impazienti possono sempre seguire le istruzioni per aggiungere manualmente il nuovo filtro.
Se la community ha impiegato due giorni per bloccare il codice anti-adblocker di Facebook, il social network ha impiegato una frazione del tempo per rispondere a sua volta con una modifica in grado di ripristinare la visualizzazione dei post sponsorizzati.

Secondo un portavoce ufficiale della corporation statunitense, il filtro di Easylist era responsabile di una penalizzazione involontaria non solo degli annunci ma anche dei post degli amici e delle pagine. "Gli Ad Blockers sono uno strumento molto invasivo - ha spiegato il portavoce - proprio per questo ci siamo concentrati sulla costruzione di strumenti come preferenze relative agli annunci per permettere alle persone di averne il controllo."

È prevedibile che la community o gli sviluppatori dei tanti vituperati adblocker risponderanno eventualmente anche a questa nuova mossa di Facebook, azienda impegnata in un tentativo di contrasto ai tool ammazza-pubblicità che da più parti viene considerato futile e tecnicamente impossibile da realizzare.

Alfonso Maruccia
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