Claudio Tamburrino

Copyright UE, tra geoblocking e tassa sui link

Un nuovo documento emerge nel processo di riforma del diritto d'autore in Europa: sembra fare marcia indietro su questioni che sembravano ormai superate. Ma si tratta per il momento di indiscrezioni

Copyright UE, tra geoblocking e tassa sui linkRoma - A Bruxelles si continua a parlare di Mercato Unico Digitale e inquietudine è generata ora dall'ultima riforma per la modernizzazione del copyright trapelata online, che sembra voler riaprire alla cosiddetta "snippet tax" invisa a Google (e agli altri aggregatori di notizie), ma anche attribuire maggiori poteri agli aventi diritto.

Si tratta in realtà ancora di indiscrezioni, frutto di oltre 180 pagine di un documento di lavoro della Commissione Europea pubblicato da Statewatch, tuttavia sono bastate per mettere in allarme alcuni soggetti protagonisti del mercato della Rete e gli osservatori perché vanno ad affrontare alcune interpretazioni del copyright che influiscono direttamente su diverse attività di aziende IT, dallo streaming agli aggregatori di notizie passando per l'e-commerce e le piattaforme di user-generated content.

Accordi tra i detentori dei diritti e i social network
La novità più rilevante della proposta di riforma ora trapelata riguarda la complicata questione dell'estrazione di valore dai contenuti protetti da diritti da parte dei loro detentori: in particolare il problema viene individuato dalle istituzioni nella possibilità da parte degli utenti di caricare contenuti in violazione su piattaforme di user-generated content (da YouTube ai social network) che non hanno alcun obbligo di monitoraggio se non ex-post, ovvero solo dopo che un contenuto ritenuto in violazione sia stato segnalato loro dagli aventi diritto. Secondo le istituzioni europee questa continua condivisione illecita abbassa il valore dei contenuti per gli aventi diritto che si ritrovano senza potere contrattuale nei confronti delle grandi piattaforme online.
La soluzione offerta dalla proposta rischia tuttavia di fare più danni di quelli che intende risolvere: prevede l'obbligo da parte delle piattaforme di raggiungere, in buona fede, accordi privati con i detentori dei diritti in modo tale da mettere "in pratica sistemi appropriati e proporzionati di identificazione dei contenuti" (ovvero qualcosa sulla scia del sistema Content ID di YouTube o dell'analogo di Facebook).

Sul punto la Commissione sembra ignorare, come sottolinea la rappresentante Pirata Julia Reda, non solo "i difetti del sistema di identificazione di YouTube" che regolarmente, per esempio, colpisce video di fan, recensioni e home video che includono parti di contenuti protetti da copyright anche quando tale utilizzo è minimo o comunque rientrante nelle limitazioni ai diritti di proprietà intellettuale previsti dalla legge, ma anche i devastanti effetti che tale obbligo potrebbe avere su realtà meno colossali, come SoundCloud, che con tali oneri non potranno mai arrivare a competere con YouTube e compagnia.

Snippet tax di ritorno
L'altra grande novità della proposta ora divulgata è in realtà un ritorno: la proposta di aiutare a fermare il declino del fatturato degli editori di giornali prevedendo l'estensione dei loro diritti sui contenuti.

In questo senso, da un lato la proposta prevede l'estensione ai giornali dei cosiddetti "diritti connessi", ovvero diritti d'autore già riconosciuti in ambito musicale per esempio agli esecutori e alle emittenti e che riguardano non lo spunto creativo dell'opera stessa quanto l'attività che ne permette la fruizione, dall'altra del potere di impedire il riuso online di determinati contenuti "anche nel caso si possa applicare una specifica eccezione al copyright", ovvero se tale riuso rientri in quelli legittimi previsti dalla legge.

Gli osservatori, naturalmente, hanno immediatamente guardato a tale modifica come alla cosiddetta "Tassa sui link", nonostante le istituzioni si siano affannate a chiedere di non usare tale termine: d'altra parte - come sottolinea EFF - se i giornali avessero la possibilità di impedire la pubblicazione dei loro contenuti da parte degli aggregatori di notizie o dei motori di ricerca, questi sarebbero costretti a sottoscrivere accordi specifici per la loro pubblicazione.

Si tratta di un'ipotesi già imposta con la forza in Germania e Spagna e superata di fatto dalla pratica che ha visto gli editori tentare di tornare sui propri passi nei confronti degli aggregatori di notizie: ma le istituzioni sembrano aver ignorato anche l'esperienza fatta dai propri Paesi membri, nonché tutti i pericoli che incarna la riforma. Come sottolinea per esempio Julia Reda, tale riforma minaccerebbe non solo le aziende ICT che fanno dell'accesso a tali contenuti una risorsa, ma in primis il giornalismo stesso (gli aggregatori di fatto aiutano gli editori più piccoli ad ottenere visibilità) e di conseguenza l'accesso alle notizie da parte degli utenti.

Inoltre, come sottolinea Communia, maggiore potere agli editori significa conseguenze negative per educatori, istituzioni culturali, utenti e creatori di contenuti.

Ancora geoblocking
Il documento sembra inoltre riaprire alla vituperata pratica del geoblocking, fino a qualche mese fa messa al bando seppur con qualche esenzione non trascurabile relativa ai prodotti protetti dal copyright: proprio su questo aspetto si concentravano le critiche alla riforma, giudicata per esempio dall'europarlamentare Pirata Julia Reda "anacronistica, anti-europea e anti-digitale". Nonostante ciò il documento sembra contenere ancora tale limitazione territoriale per i beni digitali protetti da diritto d'autore.

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia Copyright UE, tra geoblocking e tassa sui link
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  • Vediamo chi è d'accordo sul recupero da 13 miliardi da fare sull'Irlanda (tasse non pagate da Apple in questo caso).

    http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/201...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Orpello
    > Vediamo chi è d'accordo sul recupero da 13
    > miliardi da fare sull'Irlanda (tasse non pagate
    > da Apple in questo
    > caso).



    Io no. Apple è accusata di beneficiare della tassazione irlandese, ritenuta "troppo" favorevole. Non ho simpatia per i paradisi fiscali, ma una nazione sovrana ha il diritto di imporre quelle cazzo di tasse che vuole. A sua volta l'Italia, se uscisse dalla UE, si potrebbe tutelare imponendo dazi sulle imprese aventi sede in Irlanda, e sarebbe anche reato penale esportare capitali all'estero, com'era infatti illegale prima che firmassimo il trattato di Maastricht, in più quel delinquente di john elkann che ha spostato la sede in Olanda sarebbe già finito a san vittore. Comunque la giri, il problema continua ad essere la UE.

    Facciamo che ogni paese si fa le proprie leggi, commercia con chi gli pare, e si comporta da stato sovrano. Facciamo che la UE la smantelliamo, ma in fretta però. I Britannici l'hanno capito prima degli altri, come spesso negli ultimi secoli di Storia.
    non+autenticato
  • La corporate tax irlandese, se non ricordo male, è del 12% o 15% sui profitti.

    Apple (ma non è la sola...) ha evidentemente concordato un'aliquota fiscale inferiore, dello 0,005%, come risulta dai documenti.

    Questo meccanismo costituisce un vantaggio nei confronti della concorrenza che è vietato dalla normativa comunitaria. E si configura come "aiuto di stato", anch'esso vietato.

    E' il medesimo problema che coinvolge FCA, Starbucks, Amazon e McDonalds in Olanda e Lussemburgo, e costituisce una vera vergogna.

    L'Irlanda farebbe meglio a starsene zittina, ottemperare e mettersi in tasca 'sto regalo inatteso, visto che l'aiuto di stato prevederebbe sanzioni ai danni dello stato colpevole...

    Ricordo che a partire dal 2008, l'Irlanda ha iniziato un tracollo che l'ha portata di fatto al fallimento, da cui si è salvata sono grazie agli aiuti UE. Uno si chiede perché mai i soldi dei cittadini europei debbano finire nelle tasche di una qualsiasi multinazionale americana, sotto forma di tasse eluse con la complicità dello stato stesso che ha percepito gli aiuti.
  • Il problema nasce dall'esistenza stessa della UE, non dall'Irlanda. Una nazione sovrana ha il fisco che le pare e piace, perchè mai dovrebbe chiedere il "permesso" a chicchessia? Ovviamente le altre nazioni hanno il diritto di usare dazi e manette contro chi sposta soldi nei paradisi fiscali, come facevano prima di Maastricht. A causa di quest'ultimo, tutto ciò però non è possibile, perchè obbliga gli stati a lasciar libere le imprese di farsi i cazzi propri, spostare soldi e sedi dove più gli conviene, senza che le Nazioni possano impedirglielo.

    Idem per la questione degli aiuti del fondo salva-stati all'Irlanda: se la UE non esisteva, i cittadini "europei" (che non esistono: semmai esistono Italiani, Greci, Francesi, Spagnoli, ecc...) non avrebbero tirato fuori un soldo. E senza il mercato unico le stesse banche irlandesi non avrebbero avuto alcun incentivo ad ingigantirsi a dismisura, perchè avrebbero avuto solo clienti irlandesi, quindi probabilmente nemmeno sarebbero mai andate in crisi.

    A voi "europeisti" - i pochi rimasti, stando ai sondaggi - deve entravi nella testa che non è un "merito" se la UE cerca di risolvere i problemi che essa stessa ha creato. Era meglio che non li creasse in principio. In generale non ho mai sentito parlare di un problema (in questo caso la UE) che che fosse la soluzione di se medesimo..
    non+autenticato
  • La banda di pagliacci serale non si fa vedere?
    non+autenticato
  • Quando si cerca di sistemare le situazioni cretine che si generano con i detentori dei diritti, fermi ancora agli anni delle prima rivoluzione industriale, includono normi e normette varie che peggiorano la situazione, imponendo oneri maggiori alle parti deboli sulla questione, mentre quelli già forti hanno sempre maggiori poteri.
    20 anni di web non hanno insegnato nulla, vedo.
  • Se ancora non vi é chiaro noi il web ce lo siamo comprato.
    non+autenticato
  • OGNI GIORNO VE LO METTIAMO AGGRATIS!
    non+autenticato
  • La connessione la pagate e la pubblicità ve la pippate tutti
    non+autenticato
  • - Scritto da: agratis cosa
    > la pubblicità ve la pippate tutti

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    Shiba
    4018
  • - Scritto da: NOI FORTI
    > Se ancora non vi é chiaro noi il web ce lo siamo
    > comprato.


    Diciamo che avete comprato quell'associazione mafiosa chiamata UE, che fortunatamente adesso sta andando in malora come l'URSS. A voi faceva comodo, bastava comprarsi la commissione, era una sorta di "paghi uno, prendi 28". Tra un po' però vi toccherà comprarvi i politici di ogni singolo paese, uno per uno. Sarà ventotto volte più costoso.
    non+autenticato