Gaia Bottà

UE: copyright e link, processo alle intenzioni

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea tenta di delineare i confini della violazione del diritto d'autore a mezzo collegamento ipertestuale. La risposta è nella consapevolezza di chi linka, una valutazione da effettuare caso per caso

UE: copyright e link, processo alle intenzioniRoma - Linkare un'opera protetta caricata in Rete senza l'autorizzazione del detentore dei diritti non è di per sé una violazione né un atto legittimo: la discriminante tra liceità e illiceità si incardina sulle intenzioni di chi linka, sulla sua consapevolezza riguardo alla natura dell'opera pirata, sulle sue opportunità di trarre profitto dalla pubblicazione del link. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha espresso il proprio parere nell'ambito di un caso con una propria specificità, quella del link a opere inedite pubblicate senza autorizzazione. E tra richiami di natura generica ai diritti degli autori e ai diritti alla libera circolazione dell'informazione, raccomanda a chi dovrà giudicare una valutazione approfondita del contesto in cui avviene la pubblicazione del link.

La controversia che ha reso necessario l'intervento dei giudici di Lussemburgo ha origine nei Paesi Bassi: Sanoma, editore di
Playboy, aveva denunciato GS Media, gestore del popolare sito scandalistico GeenStijl.nl, sul quale erano ripetutamente comparsi, prima della pubblicazione ufficiale, link a siti e servizi di file hosting che ospitavano delle immagini che sarebbero poi figurate in un servizio fotografico i cui diritti sono detenuti da Sanoma, un servizio fotografico pubblicato successivamente alle anticipazioni linkate dal sito scandalistico. L'editore aveva ottenuto la rimozione delle immagini dai servizi di hosting, ma non la rimozione dei collegamenti ipertestuali da parte di GeenStijl a nuove fonti. Dopo aver percorso l'iter dei diversi gradi di giudizio nei tribunali olandesi, la Corte Suprema dei Paesi Bassi ha sospeso il procedimento per consultare la giustizia europea.

Il nodo della questione si aggroviglia intorno alla direttiva 2001/29, e in particolare intorno al paragrafo 1 dell'articolo 3, che in materia di comunicazione al pubblico stabilisce che "gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi comunicazione al pubblico, su filo o senza filo, delle loro opere, compresa la messa a disposizione del pubblico delle loro opere in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente". Un link che punti ad un opera caricata illegalmente altrove da terzi è da considerarsi una violazione del diritto esclusivo di comunicazione al pubblico? Costituiscono elementi rilevanti la tempistica della pubblicazione del link (precedente alla pubblicazione autorizzata), la consapevolezza dell'illegalità del caricamento da parte di chi linka, la vastità del pubblico a cui l'opera protetta è esposta grazie al link?
L'avvocato generale della Corte di Giustizia dell'Unione Europea si era espresso nei mesi scorsi e, richiamandosi alle sentenze Svensson, del febbraio 2014, e BestWater, di poco successiva, aveva ritenuto che, poiché la comunicazione al pubblico sussiste nel momento in cui si rivolga ad un pubblico nuovo, non previsto dai titolari dei diritti e incapace di raggiungere altrimenti l'opera in oggetto, nel caso di GeenStijl non ci sarebbe comunicazione al pubblico. Le opere, caricate illegalmente da ignoti, sarebbero raggiungibili da chiunque sui siti di file hosting: considerare illegale l'operato del sito scandalistico, secondo l'avvocato generale, avrebbe minato alla base le dinamiche della Rete, facendo ricadere sui netizen obblighi non sostenibili, quali la richiesta di autorizzazione al link da parte del detentore dei diritti e la verifica della liceità della pubblicazione dell'opera linkata.

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, nella propria decisione, torna ad esaminare la questione e appare ricondurla a principi meno universali, in qualche modo meno "idealistici", per promuovere quella che definisce valutazione individualizzata. Si ammette che è necessario un bilanciamento fra i diritti degli autori e dei cittadini della Rete, come previsto dalla direttiva 2001/29, riconoscendo che la protezione del copyright vada necessariamente confrontata con la libertà d'espressione e d'informazione dei netizen. Questo equilibrio, secondo i giudici di Lussemburgo, va cercato non solo nella definizione di comunicazione al pubblico, ma anche nelle circostanze in cui avvenga l'atto che potrebbe costituire una violazione dei relativi diritti dell'autore.

Fondamentale, per la Corte di Giustizia, è la definizione di pubblico a cui è destinato il link, definito come un "numero indeterminato di destinatari potenziali", un numero "piuttosto considerevole" che si configuri come "nuovo", vale a dire "un pubblico che non sia già stato preso in considerazione dai titolari del diritto d'autore nel momento in cui hanno autorizzato la comunicazione iniziale della loro opera al pubblico". Nel caso in oggetto, le immagini a cui i link puntavano non erano state pubblicate dal legittimo detentore dei diritti, che ancora non le aveva messe a disposizione: si configura così una violazione del diritto di comunicazione al pubblico?

La Corte di Giustizia procede cautamente: "qualificare automaticamente come comunicazione al pubblico ogni collocamento di detti collegamenti verso opere pubblicate su altri siti, qualora i titolari del diritto d'autore delle stesse opere non abbiano autorizzato tale pubblicazione su Internet, avrebbe conseguenze fortemente restrittive per la libertà d'espressione e d'informazione". I giudici di Lussemburgo, come in precedenza l'avvocato generale, ammettono che "Internet riveste effettivamente un'importanza particolare per la libertà d'espressione e d'informazione (...) e che i collegamenti ipertestuali contribuiscono al suo buon funzionamento nonché allo scambio di opinioni e di informazioni in tale rete caratterizzata dalla disponibilità di enormi quantità di informazioni". Riconoscono poi che, attribuendo al cittadino della Rete la responsabilità di verificare se il proprio link costituisca comunicazione al pubblico e violi i relativi diritti, lo si graverebbe di un onere eccessivo: "può risultare difficile, in particolare per i privati che intendano collocare siffatti collegamenti, verificare se il sito Internet verso il quale si presume che tali collegamenti rimandino fornisca l'accesso ad opere protette e, se del caso, se i titolari dei diritti d'autore di tali opere abbiano autorizzato la loro pubblicazione su Internet", senza contare che chi linka ha scarso controllo sulla pagina linkata, poiché "il contenuto di un sito Internet cui un collegamento ipertestuale consente di accedere può essere modificato dopo la creazione di tale collegamento, includendo le opere protette, senza che la persona che abbia creato lo stesso collegamento ne sia necessariamente a conoscenza".
Quello che dovrebbe orientare i tribunali, secondo il parere dlla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sono le circostanze in cui agisce chi pubblichi il link: chi pubblica potrebbe non sapere se l'opera linkata sia stata pubblicata illegalmente o se sia disponibile per mano dei detentori dei diritti, e quindi sia già raggiungibile dal pubblico.

Ma, ricordano i giudici di Lussemburgo, esistono dei casi in cui chi pubblica il link dimostra di essere pienamente consapevole di imbarcarsi in una violazione del diritto di comunicazione al pubblico, offrendo ai suoi utenti il collegamento ad un'opera non altrimenti diffusa dal detentore dei diritti: ad esempio, quando è stato avvertito dai titolari del diritto d'autore, oppure quando pubblichi il link in modo da eludere delle misure restrittive adottate dal sito che ospiti l'opera messa a disposizione da chi ne detiene i diritti.
Elemento dirimente per stabilire la natura consapevole della violazione, poi, è il fine di lucro che sottende la pubblicazione del link: la Corte di Giustizia non definisce esplicitamente il fine di lucro in termini di pubblicità o di abbonamenti previsti dal sito che ospita il collegamento ipertestuale, né si addentra nella complessità delle dinamiche di revenue sharing adottate dalle piattaforme di hosting e dai servizi che offrono advertising formato interstital. Si limita a osservare che "qualora il collocamento di collegamenti ipertestuali sia effettuato a fini lucrativi, è legittimo aspettarsi che l'autore di tale collocamento realizzi le verifiche necessarie per garantire che l'opera di cui trattasi non sia pubblicata illegittimamente sul sito cui rimandano detti collegamenti ipertestuali" e che "è pacifico che è a fini lucrativi che la GS Media gestisce il sito GeenStijl e ha fornito i collegamenti ipertestuali verso i file contenenti le foto in questione che si trovano sul sito Filefactory".

È dunque la consapevolezza, secondo la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, l'aspetto centrale per determinare le responsabilità della violazione del diritto di comunicazione al pubblico da parte di colui che linki opere protette su siti terzi, pubblicate senza l'autorizzazione del detentore dei diritti: dato questo principio, la valutazione, individualizzata, andrà effettuata dai giudici che esaminano i singoli casi, tenendo conto degli "svariati criteri complementari" in gioco.

Gaia Bottà
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63 Commenti alla Notizia UE: copyright e link, processo alle intenzioni
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  • Qui si fanno questioni di lana caprina! Fermare la pirateria è un DOVERE, quindi linkare materiale protetto dai diritti è SBAGLIATO! Il resto è fuffa!Indiavolato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pianeta Video
    > Qui si fanno questioni di lana caprina! Fermare
    > la pirateria è un DOVERE, quindi linkare
    > materiale protetto dai diritti è SBAGLIATO! Il
    > resto è fuffa!
    >Indiavolato

    Ma tu se ormai sei fallito e vivi sotto un ponte, che cosa te ne frega?
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ma tu se ormai sei fallito

    Questo lo dici tu!Indiavolato
    non+autenticato
  • Processo alle intenzioni ?
    non+autenticato
  • Il diritto d'autore è una palla al piede per il mondo digitale nonchè una nuova forma di censura.

    Sono per punire solo le violazioni a fine di lucro.

    La questione dei link è solo pretestuosa.
    Se non vuoi che dalla strada ti vedano tira le tende: non mettere materiale
    sensibile in una posizione accessibile dall' esterno oppure metti una verifica dell' account
  • - Scritto da: socialobserv
    > Il diritto d'autore è una palla al piede per il
    > mondo digitale nonchè una nuova forma di
    > censura.
    >
    > Sono per punire solo le violazioni a fine di
    > lucro.
    >
    > La questione dei link è solo pretestuosa.
    > Se non vuoi che dalla strada ti vedano tira le
    > tende:

    O metti la casa da un'altra parte. Dove non ci sono strade.
    non+autenticato
  • - Scritto da: socialobserv
    > Il diritto d'autore è una palla al piede per il
    > mondo digitale nonchè una nuova forma di
    > censura.
    >
    > Sono per punire solo le violazioni a fine di
    > lucro.
    >
    > La questione dei link è solo pretestuosa.
    > Se non vuoi che dalla strada ti vedano tira le
    > tende: non mettere
    > materiale
    > sensibile in una posizione accessibile dall'
    > esterno oppure metti una verifica dell'
    > account

    Il diritto d'autore non è una palla al piede, esisteva già prima di internet ed è una questione che deve essere normata perchè chi campa di diritti d'autore non ha benefici se la sua opera viene diffusa, senza il suo permesso, tramite internet da sconosciuti; ancor di più l'autore viene danneggiato se questi ne hanno un guadagno e lui no.

    Per esempio esistono delle norme che puniscono chi ruba la panda o l'harley davidson di chicchessia senza curarsi del fatto che i soggetti danneggiati credano o meno nell' "esproprio proletario" anzi, la legge li protegge anche se questi ci credono solo e solamente quando fa comodo loro, per esempio se c'è da "mangiare a sbavo" senza che i proprietari del ristorante lo sappiano e, anche se sanno che non è corretto, lo fanno lo stesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: giec

    >
    > Il diritto d'autore non è una palla al piede,
    > esisteva già prima di internet ed è una questione
    > che deve essere normata perchè chi campa di
    > diritti d'autore non ha benefici se la sua opera
    > viene diffusa, senza il suo permesso, tramite
    > internet da sconosciuti;

    Cerchiamo di capirci.
    Oggi, tranne rarissime e trascurabili eccezioni, chi campa di diritti d'autore sono solo grassi intermediari parassiti che nulla fanno per arricchire l'umanita' di nuove opere.

    Perche' mai dovremmo mantenere costoro per 70 anni dalla morte dell'autore?

    > ancor di più l'autore
    > viene danneggiato se questi ne hanno un guadagno
    > e lui no.

    Ti ho appena spiegato che l'autore non c'entra, e spesso e' pure morto.

    > Per esempio esistono delle norme che puniscono
    > chi ruba la panda o l'harley davidson di
    > chicchessia senza curarsi del fatto che i
    > soggetti danneggiati credano o meno nell'
    > "esproprio proletario" anzi, la legge li protegge
    > anche se questi ci credono solo e solamente
    > quando fa comodo loro, per esempio se c'è da
    > "mangiare a sbavo" senza che i proprietari del
    > ristorante lo sappiano e, anche se sanno che non
    > è corretto, lo fanno lo
    > stesso.

    Soliti esempi fuori luogo.
    Una copia non sottrae proprio niente, a differenza di un'auto rubata o un pranzo mangiato.
  • La materia del diritto d'autore è complessa, trattarla partendo da un punto di vista ideologico pretendendo di avere la soluzione in mano, semplificando e banalizzando, non risolve la questione.
    Tra l'altro in questo tipo di interventi non solo si deduce una profonda ignoranza della materia ma anche una mancanza di buon senso: infatti non si capisce come qualcuno possa dire che il diritto d'autore non riguarda gli autori e che l'autore è spesso morto (???).

    > Oggi, tranne rarissime e trascurabili eccezioni,
    > chi campa di diritti d'autore sono solo grassi
    > intermediari parassiti che nulla fanno per
    > arricchire l'umanita' di nuove
    > opere.
    Non so da dove arrivano queste informazioni; se con quello che hai scritto ti riferisci al compenso di un autore questo dipende dal tipo di contratto che effettua con l'editore.
    Per tua informazione l'editore è uno che fa un mestiere come l'autore fa il suo; grasso o magro che sia con quel mestiere ci campa quindi ha diritto ad un compenso.
    A volte il compenso può essere basso, altre volte alto il che non lo rende una persona migliore o peggiore.
    Così come autori di successo non sono migliori di autori sconosciuti.
    Il tuo è un pregiudizo ideologico.

    > Perche' mai dovremmo mantenere costoro per 70
    > anni dalla morte
    > dell'autore?
    E' la legge che ha stabilito questo. Se non ne vedi il senso non significa che non sia giusta, vuol dire che sei tu che non ne capisci il senso.
    In questo caso ti consiglio di informarti.

    > Soliti esempi fuori luogo.
    > Una copia non sottrae proprio niente, a
    > differenza di un'auto rubata o un pranzo
    > mangiato.

    Ecco un'altra semplificazione.... questo significa che è lecito entrare nelle librerie, negozi di video e dischi a sottrarre copie perchè tanto non si danneggia nessuno giusto ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: giec
    > La materia del diritto d'autore è complessa,
    > trattarla partendo da un punto di vista
    > ideologico pretendendo di avere la soluzione in
    > mano, semplificando e banalizzando, non risolve
    > la
    > questione.

    Mica dobbiamo risolvere la questione, in questa sede poi!
    Stiamo solo confrondando la realta' dei fatti con le farneticazioni che il legislatore ha riportato quando ha scritto la legge sotto dettatura dei detentori dei diritti.

    > Tra l'altro in questo tipo di interventi non solo
    > si deduce una profonda ignoranza della materia ma
    > anche una mancanza di buon senso: infatti non si
    > capisce come qualcuno possa dire che il diritto
    > d'autore non riguarda gli autori e che l'autore è
    > spesso morto
    > (???).

    Se prendi una qualunque opera, e' piu' probabile che l'autore sia morto che vivo.
    Si stampano libri dal 1500, e le registrazioni musicali cominciano dal 1900 ma molta della musica registrata risale ai secoli precedenti.
    Inoltre qualunque autore oggi vivo, prima o poi muore, quindi e' molto piu' importante definire l'aspetto delle opere il cui autore e' morto, rispetto a quelle in cui l'autore e' ancora vivente.

    >
    > > Oggi, tranne rarissime e trascurabili eccezioni,
    > > chi campa di diritti d'autore sono solo grassi
    > > intermediari parassiti che nulla fanno per
    > > arricchire l'umanita' di nuove
    > > opere.
    > Non so da dove arrivano queste informazioni; se
    > con quello che hai scritto ti riferisci al
    > compenso di un autore questo dipende dal tipo di
    > contratto che effettua con
    > l'editore.

    Ah, perche' adesso l'autore e' pure nelle condizioni di poter trattare un contratto con l'editore?
    Guarda che non stiamo parlando di autori di best seller che si contano sulla punta delle dita a livello mondiale.
    Stiamo parlando di chiunque vada a bussare ad un editore per far pubblicare un libro.

    Le condizioni sono queste:
    L'autore deve pubblicare a proprie spese la prima edizione e si deve legare mani e piedi all'editore al quale spetta ogni decisione, compresa quella di riscrivere il finale del libro.

    > Per tua informazione l'editore è uno che fa un
    > mestiere come l'autore fa il suo; grasso o magro
    > che sia con quel mestiere ci campa quindi ha
    > diritto ad un
    > compenso.

    L'editore deve essere al servizio dell'autore, non viceversa.
    Quindi ogni rapporto commerciale tra autore ed editore non deve riguardare nessun altro.

    > A volte il compenso può essere basso, altre volte
    > alto il che non lo rende una persona migliore o
    > peggiore.
    > Così come autori di successo non sono migliori di
    > autori sconosciuti.
    > Il tuo è un pregiudizo ideologico.

    Io non ho alcun pregiudizio nei confronti degli autori.

    > > Perche' mai dovremmo mantenere costoro per 70
    > > anni dalla morte
    > > dell'autore?
    > E' la legge che ha stabilito questo.

    Legge dettata dalla lobby degli editori che sta spingendo per dilatare quel tempo all'infinito.

    > Se non ne
    > vedi il senso non significa che non sia giusta,

    Non e' giusta.
    E' una cosa finalizzata a garantire una immeritata rendita ad una casta parassita.
    Il compenso di un'opera deve servire a compensare l'autore e stimolarlo a produrre altre opere, non a far ingrassare un intermediario.

    > vuol dire che sei tu che non ne capisci il
    > senso.
    > In questo caso ti consiglio di informarti.

    Sono assai informato in questo argomento.

    >
    > > Soliti esempi fuori luogo.
    > > Una copia non sottrae proprio niente, a
    > > differenza di un'auto rubata o un pranzo
    > > mangiato.
    >
    > Ecco un'altra semplificazione.... questo
    > significa che è lecito entrare nelle librerie,
    > negozi di video e dischi a sottrarre copie perchè
    > tanto non si danneggia nessuno giusto ?

    Se quando esci dalla libreria, non c'e' nessun ammanco sugli scaffali, non si e' danneggiato proprio nessuno.
  • > Mica dobbiamo risolvere la questione, in questa
    > sede
    > poi!
    > Stiamo solo confrondando la realta' dei fatti con
    > le farneticazioni che il legislatore ha riportato
    > quando ha scritto la legge sotto dettatura dei
    > detentori dei
    > diritti.
    >

    Di quali fatti parli ? Per te sono fatti anche le cose che uno si immagina come reali ?


    > Se prendi una qualunque opera, e' piu' probabile
    > che l'autore sia morto che
    > vivo.
    > Si stampano libri dal 1500, e le registrazioni
    > musicali cominciano dal 1900 ma molta della
    > musica registrata risale ai secoli
    > precedenti.
    > Inoltre qualunque autore oggi vivo, prima o poi
    > muore, quindi e' molto piu' importante definire
    > l'aspetto delle opere il cui autore e' morto,
    > rispetto a quelle in cui l'autore e' ancora
    > vivente.
    >

    Si ecco, ha molto più senso in effetti fare delle leggi per tutelare i morti.

    > Ah, perche' adesso l'autore e' pure nelle
    > condizioni di poter trattare un contratto con
    > l'editore?
    > Guarda che non stiamo parlando di autori di best
    > seller che si contano sulla punta delle dita a
    > livello
    > mondiale.
    > Stiamo parlando di chiunque vada a bussare ad un
    > editore per far pubblicare un
    > libro.
    >
    > Le condizioni sono queste:
    > L'autore deve pubblicare a proprie spese la prima
    > edizione e si deve legare mani e piedi
    > all'editore al quale spetta ogni decisione,
    > compresa quella di riscrivere il finale del
    > libro.

    Non so quale sia la tua esperienza in merito e neanche se sia reale, la mia è diversa.

    > L'editore deve essere al servizio dell'autore,
    > non
    > viceversa.
    > Quindi ogni rapporto commerciale tra autore ed
    > editore non deve riguardare nessun
    > altro.
    Su questo siamo d'accordo ma questo dipende dall'editore e dall'autore, esistono brave e cattive persone dappertutto.

    >
    > Io non ho alcun pregiudizio nei confronti degli
    > autori.
    >
    Infatti parlavo degli editori.

    > Legge dettata dalla lobby degli editori che sta
    > spingendo per dilatare quel tempo
    > all'infinito.
    Leggendo l'articolo non mi sembra che nè autori nè editori abbiano un vantaggio visto che la questione viene complicata.

    > Non e' giusta.
    > E' una cosa finalizzata a garantire una
    > immeritata rendita ad una casta
    > parassita.
    Quindi la tua proposta quale sarebbe ?

    > Il compenso di un'opera deve servire a compensare
    > l'autore e stimolarlo a produrre altre opere, non
    > a far ingrassare un
    > intermediario.
    L'intermediario offre un servizio all'autore, non sta a te giudicare l'operato dell'intemediario visto che non conosci come funziona quel mestiere. Inoltre la tua è una generalizzazione che lascia il tempo che trova.


    > Sono assai informato in questo argomento.
    Sembrerebbe il contrario


    > Se quando esci dalla libreria, non c'e' nessun
    > ammanco sugli scaffali, non si e' danneggiato
    > proprio
    > nessuno.
    Quindi se la libreria è virtuale la copia rimane lì e tu non hai danneggiato nessuno.
    Ecco la soluzione al problema dell' autore che si propone di campare coi diritti d'autore e che tu vorresti tanto proteggere.
    non+autenticato
  • > Se non vuoi che dalla strada ti vedano tira le
    > tende: non mettere materiale sensibile in una posizione accessibile dall'
    > esterno oppure metti una verifica dell'account

    "sul quale erano ripetutamente comparsi, prima della pubblicazione ufficiale, link a siti e servizi di file hosting che ospitavano delle immagini che sarebbero poi figurate in un servizio fotografico"

    Si prega di leggere l'articolo prima di postare, in particolare le parti evidenziate in grassetto.
    pippuz
    1260
  • Ma cosa scrivete? Ma dove vivete? Ah adesso scaricare è giusto?

    Se passate davanti a casa mia vi aizzo contro il mio pitbull.

    Sfigati.Arrabbiato
    non+autenticato
  • - Scritto da: VideoVivo
    > Ma cosa scrivete? Ma dove vivete? Ah adesso
    > scaricare è
    > giusto?
    >
    > Se passate davanti a casa mia vi aizzo contro il
    > mio pitbull.
    >
    >
    > Sfigati.Arrabbiato

    Cosa caspita c'entra "scaricare"?

    Fare Download di quel che offre la rete non è azione colposa, mentre lo è fare Upload (cioè esattamente l'opposto) di opere protette non autorizzato dagli aventi diritto.

    Adesso quanto la pubblicazione di un Link ad opere protette che gli aventi diritto non vorrebbero fossero liberamente accedute assomigli ad un Upload giudicatelo voi.

    I Soloni del diritto hanno stabilito che il Link in questione è illegale se ci sono i presupposti di consapevolezza di violare la volontà dei detentori, aggravata dalla presenza di scopo di lucro (ripeto, cosa c'entra lo "scaricare"?), e che ovviamente tale colpevolezza ricade su chi pubblica il Link, non su chi "scarica".
    Ma tali SOloni hanno anche detto che la situazione va giustamente valutata attentamente caso per caso...
    Tutto perfetto, sono (in buona compagnia) pienamente daccordo; ma voi ce li vedete gli ISP a valutare caso per caso necessariamente con sterminati stuoli di persone dedicate... come piacerebbe tanto alle Major che pretendono la responsabilità degli stessi non avenda altra capacità per tarpare le ali di Internet?
  • - Scritto da: VideoVivo
    > Ma cosa scrivete? Ma dove vivete? Ah adesso
    > scaricare è
    > giusto?
    >
    > Se passate davanti a casa mia vi aizzo contro il
    > mio pitbull.

    Hai ancora una casa?
    Non ti eri trasferito sotto il cavalcavia come il tuo compare fallito Pianeta Video?

    Questo tuo commento puzza di trollata: non ci sono piu' videotecari che hanno ancora una casa.
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > Hai ancora una casa?
    > Non ti eri trasferito sotto il cavalcavia come il
    > tuo compare fallito Pianeta
    > Video?

    Quello era Pianeta Video 2000, un vero videotecaro non il solito trolletto Pianeta Video, SIAE, NSA... ecc...
    non+autenticato
  • - Scritto da: .....

    > Quello era Pianeta Video 2000, un vero
    > videotecaro non il solito trolletto Pianeta
    > Video, SIAE, NSA...
    > ecc...

    chi, il cocco della redazione che non viene permanentemente bannato nonostante sia un palese troll che infesta da un decennio questo forum di merda (diventato di merda grazie a lui e alle scelte di moderazione delle redazione)?

    Lui dici?
    non+autenticato
  • ma i commenti e gli insulti su questo articolo godono del diritto d'autore (sic!) o li posso linkare?
  • - Scritto da: puntina
    > ma i commenti e gli insulti su questo articolo
    > godono del diritto d'autore (sic!) o li posso
    > linkare?

    Tecnicamente anche i commenti godono del diritto d'autore, quindi no, non puoi linkarli. E se non ne gradisci qualcuno, clicchi su "segnala abusi" per segnalarli ai moderatori. Tralasciando il fatto che una persona intelligente, se non gradisce un sito o un forum, molto semplicemente si astiene dal visitarlo, invece di intervenire per fare la maestrina non richiesta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: treppalle
    > - Scritto da: puntina
    > > ma i commenti e gli insulti su questo articolo
    > > godono del diritto d'autore (sic!) o li posso
    > > linkare?
    >
    > Tecnicamente anche i commenti godono del diritto
    > d'autore, quindi no, non puoi linkarli. E se non
    > ne gradisci qualcuno, clicchi su "segnala abusi"
    > per segnalarli ai moderatori. Tralasciando il
    > fatto che una persona intelligente, se non
    > gradisce un sito o un forum, molto semplicemente
    > si astiene dal visitarlo, invece di intervenire
    > per fare la maestrina non
    > richiesta.

    Non puoi linkarli se questi non sono ancora di dominio pubblico, o non autorizzati dall'autore, ma non è questo il caso.
  • - Scritto da: rockroll

    > Non puoi linkarli se questi non sono ancora di
    > dominio pubblico, o non autorizzati dall'autore,
    > ma non è questo il
    > caso.


    E invece sì, è proprio questo il caso: gli autori dei commenti autorizzano (implicitamente) la pubblicazione solo al sito a cui li inviano, non a tutti, mica li rilasciano con la licenza "gnu-GPL". Chiunque altro volesse linkarli o pubblicarli, ha bisogno dell'autorizzazione esplicita dei singoli autori. Questa è la legislazione (ovviamente folle) sul diritto d'autore. Questo è anche il motivo per cui spesso questa legislazione viene violata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: treppalle
    > - Scritto da: rockroll
    >
    > > Non puoi linkarli se questi non sono ancora
    > di
    > > dominio pubblico, o non
    > autorizzati dall'autore,

    >
    > > ma non è questo il
    > > caso.
    >
    >
    > E invece sì, è proprio questo il caso: gli autori
    > dei commenti autorizzano (implicitamente) la
    > pubblicazione solo al sito a cui li inviano, non
    > a tutti, mica li rilasciano con la licenza
    > "gnu-GPL". Chiunque altro volesse linkarli o
    > pubblicarli, ha bisogno dell'autorizzazione
    > esplicita dei singoli autori. Questa è la
    > legislazione (ovviamente folle) sul diritto
    > d'autore. Questo è anche il motivo per cui spesso
    > questa legislazione viene
    > violata.

    Assolutamente no, mica si prendono le immagini protette e le si portano da un'altra parte. Restano dove sono. Il link porta solo alla pagina interessata.
    Se vogliono che si paghi solo per l'accesso perchè ci sono immagini protette, attivino l'accesso per iscrizione a pagamento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rockroll

    > Non puoi linkarli se questi non sono ancora di
    > dominio pubblico, o non autorizzati dall'autore,
    Già e cosa linki se non sono già pubblicati?
    tua nonna in carriola?
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    Stare alzati alla notte per trollare su PI fa male.
    non+autenticato
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