Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Cyberbullismo, Scuolabullismo, Analfabetismo e Opportunismo

di M. Calamari - Un recente caso di cronaca solleva un coro di indignazione e sospinge le crociate legislative. Gli abusi commessi in Rete sono da scongiurare come tutti gli abusi, ma con quali soluzioni?

Cassandra Crossing/ Cyberbullismo, Scuolabullismo, Analfabetismo e OpportunismoRoma - ╚ ormai diventato inopportuno spendere parole sulla triste storia di una persona, massacrata per due volte ed in due modi diversi dalla cronaca, che per questo motivo Cassandra eviterà anche di nominare.
Ma visto il cacofonico coro di voci che in quest'occasione si è fatto sentire senza interruzione, Cassandra è obbligata a fare il controcanto senza mezzi termini, a costo di essere brutale. Magari i suoi 24 lettori non ne saranno annoiati, anche se sono i soliti argomenti. Non bisogna stancarsi di ripeterli.

Primo, il "cyberbullismo" non esiste.
Nei paesi "normali", se una persona commette un reato verso un'altra la si persegue civilmente o penalmente, con le leggi che esistono. Non si invocano morali, non si creano miti, non si avviano crociate, non si chiedono leggi speciali, ma soprattutto non si generalizza stupidamente la questione. Con la generalizzazione si dimostra tutto ed il contrario di tutto.
Non so a voi ma a scuola, tanti anni fa, anche a Cassandra è capitato di subire cose che allora si chiamavano in modo più semplice, ma ora si chiamerebbero atti di bullismo. Né gli insegnanti né i compagni né la legge né i genitori l'hanno difesa o aiutata. Per fortuna ora sono solo uno spiacevole ricordo.
Non ha nessuna importanza che ora ci sia una nuova parola, "bullismo", per definire una cosa che è evidentemente solo un atto di sopraffazione, un reato minorile o un reato normale, amplificato dall'indifferenza di chi vi assiste. Non ha neppure importanza che in quest'orgia di neologismi con il "cyber" davanti, qualcuno abbia inventato la parola "cyberbullismo".
╚ bullismo e basta, dovunque avvenga, chiunque lo faccia, anche tramite la Rete.

Altrimenti diventerà necessario introdurre lo "scuolabullismo", visto che la maggior parte degli atti di bullismo avvengono proprio nella scuola. Conseguentemente dovranno essere introdotte leggi scolastiche speciali, tribunali scolastici speciali, e nei casi più gravi sarà necessario inviare l'esercito, con blindati e fucili d'assalto per pattugliare i corridoi (e soprattutto i bagni) durante la ricreazione.
Suona stupido, vero? Suona stupido perché è stupido.
╚ stupido pensare di mandare l'esercito a scuola per frenare lo "scuolabullismo".
Ci sono gli insegnanti che hanno il dovere di educare ed anche controllare, spiegando che picchiare o perseguitare un compagno è male, e stare a vedere mentre qualcun altro lo fa è peggio.
Per lo stesso motivo è altrettanto stupido pensare di colpire la Rete per contrastare il bullismo che avviene in Rete.
Secondo, per contrastare il bullismo in Rete, ed altri pericoli ben più gravi, assai più efficace sarebbe combattere l'analfabetismo scolastico. Analfabetismo informatico, ovviamente, sia degli insegnanti che degli allievi.
Giornalisti, opinionisti e legislatori dovrebbero essere soggetti ad un TEI obbligatorio, un "Trattamento Educativo sull'Informatica", prima di poter esercitare le proprie funzioni, o anche solo aprire bocca.
Ormai è storia: la famosa, anzi famigerata terza "I" di Internet nelle scuole si è tradotta in qualche pc comprato già vecchio e spesso spento, qualche ora di utilizzo di software commerciali e di esposizione di nozioni di informatica banali. Il tutto fatto da insegnanti spesso poco preparati e motivati, sulla base di programmi scolastici insignificanti, ad allievi ovviamente poco interessati.
Perché? Perché ormai i "computer" che espongono a rischi sono nel telefonini, nell'Internet delle Cose e nella Rete, non sui tavolini.

Per contrastare l'analfabetismo informatico ci vogliono lezioni sulla storia della Rete, sui comportamenti sicuri, sulle dinamiche delle comunità sociali, sulle leggi applicabili ai reati commessi in Rete, sui problemi della transnazionalità della Rete.

Che Cassandra ricordi, solo una voce di ragionevolezza si è staccata, due anni fa, dal cacofonico coro degli indignati nemici della Rete che in questi giorni ci assorda: quella del Garante della Privacy. Due anni fa infatti il Garante, con un'iniziativa che non ha certo cambiato il mondo, ma che ha rappresentato un lodevole tentativo di aiutare i giovanissimi entrando nel merito della questione, ha pubblicato sia su carta che in Rete un vademecum, che conteneva alcune semplici spiegazioni dei problemi di privacy e sicurezza in Rete. Qualche semplice parola di ragionevolezza, una microscopica frazione di denaro pubblico speso nella direzione giusta. Niente morali, niente grida, niente indignazione. Un lodevole caso, ahimè praticamente unico, di intervento educativo.

Terzo, opportunismo. Il problema più grave, quello che a Cassandra fa davvero paura.
Opportunismo di chi? Della maggior parte delle istituzioni, delle lobby e dei poteri economici. Di tutti coloro che vedono nella libertà e nelle infinite possibilità della Rete sia un nemico da combattere che uno strumento da piegare ai propri fini.
Libertà di espressione, libera circolazione della cultura, economia del dono e del software libero sono i nemici da combattere: intaccano l'economia, rovinano le menti, minano i fondamenti della civiltà occidentale, favoriscono i terroristi.
Il tecnocontrollo sociale, il contrasto alla libera circolazione della cultura, la salvaguardia di obsolete ma enormi rendite di posizione legate alla cosiddetta "Proprietà Intellettuale" sono invece i fini da perseguire. Stabilità, sicurezza, benessere ne scaturiranno a fiumi.

Di questo dovrebbero parlare i "coristi indignati" di questi giorni, quelli che sono in buona fede ovviamente.
Di questo dovrebbero occuparsi genitori, educatori e legislatori.
Di questo dovrebbero preoccuparsi i giovani e meno giovani cittadini della Rete.

Marco Calamari
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25 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Cyberbullismo, Scuolabullismo, Analfabetismo e Opportunismo
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  • Voglio condividere due mie esperienze personali, che potrebbero aiutare a capire
    che il "bullismo" è sempre esistito e sempre esisterà, perché, secondo me, è connaturato
    nella natura del mammifero che c'è dentro di noi.

    Primo episodio. Era il lontano 1952. Ero in terza elementare.
    C'era un gruppo di compagni che si divertiva ad "assalire" usando le righe da disegno come spade,
    dei compagni che tornavano a casa da soli al grido di "abbattiamoli".
    Sono stato assalito anch'io. Nella colluttazione ho sparato un calcio che ha colpito uno stinco.
    Il malcapitato si è accasciato al suolo dolorante e piangente.
    Ricordo che alzandosi mi ha ringhiato "domani ti ammazzo". Ricordo ancora il nome del malcapitato, ma non lo scrivo.
    Il giorno dopo si è presentato a scuola con una vistosa fasciatura alla gamba e non è più successo niente

    Secondo episodio. Era il lontano 1956. Ero in seconda media.
    Io ed un altro compagno ci siamo aizzati a vicenda per prendere in giro, o meglio spintonare un altro
    compagno che aveva problemi di deambulazione. Ci divertivamo a vederlo barcollare.
    Tornato a casa mia madre, che evidentemente aveva saputo del fatto, mi affrontò chiedendomi se era vero che avevo
    partecipato all'assalto. Mi ingiunse di giurare che io non c'entravo. Io giurai il falso, ma mi rimorde la
    coscienza ancora oggi. Se potessi re-incontrare Bruno Marini sono pronto a chiedergli scusa anche dopo tanti anni.

    Qual'è la morale che vorrei ricavare da questi due episodi?
    Il bullismo è sempre esistito e sempre esisterà.
    Ma se non si limita a singoli episodi, la colpa è dei genitori.
    Nel primo episodio, la mamma gli ha fatto una lavata di capo e lo ha medicato.
    Nel secondo episodio mia mamma mi ha costretto a vergognarmi.
    In ambedue i casi non è più successo niente.
    non+autenticato
  • Hai sbagliato persona.
    non+autenticato
  • @iRoby

    Andando in giro non vedo affatto questo rissveglio della consapevolezza di cui si parla in maniera esagerata.
    Guardati in giro, il casino in cui si trova il pianeta è un segno di consapevolezza aumentata?

    Guarda come sono manovrati, e contenti di esserlo, tutti i consumatori; la parola stessa è una manipolazione.

    Perché esista una società consumista è indispensabile che le persone siano mantenute a livello di bambini, e cosa c'è di meglio per bambinizzare le persone che non stabilire regole per ogni cosa (deresponsabilizzazione), puntare ossessivamente sulla sicurezza, insistere sulla delinquenza, il terrorismo, la pedofilia e quant'altro allo scopo di mantenere le persone in uno stato di paura?
    I bambini sono consapevoli?
    E' consapevolezza questa?
    non+autenticato
  • Quando lavoravo in TV private a 18 anni, facevo grafica che appariva nelle trasmissioni. Parliamo del 1990-92 circa.
    Piccole pubblicità rotanti o con vari effetti. Usavo l'Amiga con tutti suoi bei prodotti sia hardware che software.

    Periodicamente organizzavano dei convegni formativi dove venivano a parlare pagati, esperti di pubblicità provenienti da Milano, sai era il periodo del successo Fininvest e le reti di Berlusconi.

    Queste persone avevano studiato in USA dove erano decenni avanti sui metodi di marketing in TV.

    Quello che dicevano era all'incirca quello che hai scritto tu, che la categoria più malleabile sono i bambini e i teenager. Quelli che maggiormente seguono mode ed hanno bisogno di accettazione sociale.

    Quindi le trasmissioni devono essere semplici, e rivolte a mantenere il pubblico in quella condizione adolescenziale.
    Cioè detto tra noi, tenerli ritardati mentali.

    È da allora che ho sempre un certo fastidio davanti alla TV e per anni ho deciso di non guardarla e non averla.

    Vengo sul risveglio di coscienza. Te ne segnalo uno importante riguardo al cibo.
    Fino a qualche anno fa di veganismo non se ne parlava quasi, ora è scoppiata la guerra di religione.
    È semplicemente successo che negli ultimi 10 anni il consumo di pane si è ridotto del 40% e quello di carne del 50% con perdite enormi di alcuni settori dell'industria alimentare.

    Questa è una consapevolezza del fatto che il cibo moderno non fa molto bene, e la gente sta abbandonando la dieta carnea.

    La gente non vota più, se ci fai caso alle elezioni raramente si supera il 40% degli aventi diritto. La gente ha capito che non ha alcun senso votare.

    In USA fanno fatica ad arruolare, la gente non vuole più guerre, per cui selezionano psicopatici che diventano mercenari. E la guerra diviene tecnologica per evitare il più possibile il contatto con il nemico. La percentuale di suicidi e di conseguenze psicologiche nei veterani è altissima.
    In passato non era così.

    Ho visto seminari con ricerche e interviste fatte bene con migliaia di soggetti perché sia una ricerca ben fatta. Dove la gente mostra maggiore consapevolezza.
    È che come dici in un'altrettanto vasta massa di idioti e indottrinati, queste persone preferiscono mantenere un "basso profilo".
    iRoby
    8840
  • - Scritto da: iRoby
    > Quando lavoravo in TV private a 18 anni, facevo
    > grafica che appariva nelle trasmissioni. Parliamo
    > del 1990-92
    > circa.
    > Piccole pubblicità rotanti o con vari effetti.
    > Usavo l'Amiga con tutti suoi bei prodotti sia
    > hardware che
    > software.
    >
    > Periodicamente organizzavano dei convegni
    > formativi dove venivano a parlare pagati, esperti
    > di pubblicità provenienti da Milano, sai era il
    > periodo del successo Fininvest e le reti di
    > Berlusconi.
    >
    > Queste persone avevano studiato in USA dove erano
    > decenni avanti sui metodi di marketing in
    > TV.
    >
    > Quello che dicevano era all'incirca quello che
    > hai scritto tu, che la categoria più malleabile
    > sono i bambini e i teenager. Quelli che
    > maggiormente seguono mode ed hanno bisogno di
    > accettazione
    > sociale.
    >
    > Quindi le trasmissioni devono essere semplici, e
    > rivolte a mantenere il pubblico in quella
    > condizione
    > adolescenziale.
    > Cioè detto tra noi, tenerli ritardati mentali.
    >
    > È da allora che ho sempre un certo fastidio
    > davanti alla TV e per anni ho deciso di non
    > guardarla e non
    > averla.
    >
    > Vengo sul risveglio di coscienza. Te ne segnalo
    > uno importante riguardo al
    > cibo.
    > Fino a qualche anno fa di veganismo non se ne
    > parlava quasi, ora è scoppiata la guerra di
    > religione.
    > È semplicemente successo che negli ultimi 10
    > anni il consumo di pane si è ridotto del 40% e
    > quello di carne del 50% con perdite enormi di
    > alcuni settori dell'industria
    > alimentare.
    >
    > Questa è una consapevolezza del fatto che il cibo
    > moderno non fa molto bene, e la gente sta
    > abbandonando la dieta
    > carnea.
    >
    > La gente non vota più, se ci fai caso alle
    > elezioni raramente si supera il 40% degli aventi
    > diritto. La gente ha capito che non ha alcun
    > senso
    > votare.
    >
    > In USA fanno fatica ad arruolare, la gente non
    > vuole più guerre, per cui selezionano psicopatici
    > che diventano mercenari. E la guerra diviene
    > tecnologica per evitare il più possibile il
    > contatto con il nemico. La percentuale di suicidi
    > e di conseguenze psicologiche nei veterani è
    > altissima.
    > In passato non era così.
    >
    > Ho visto seminari con ricerche e interviste fatte
    > bene con migliaia di soggetti perché sia una
    > ricerca ben fatta. Dove la gente mostra maggiore
    > consapevolezza.
    > È che come dici in un'altrettanto vasta
    > massa di idioti e indottrinati, queste persone
    > preferiscono mantenere un "basso
    > profilo".

    Le fonti?
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Le fonti?

    Le fonti di che?
    iRoby
    8840
  • Non importa quanta gente legge o meno un articolo, bisogna sempre dire le cose come stanno, non avere paura di farlo e informare in più possibile, se anche una sola persona avrà aperto gli occhi sarà già un ottimo risultato perchè questa persona potrà informare altre persone e via di seguito.
    Non bisogna demoralizzarsi perchè il popolo italiano è una manica di coglioni analfabeti e pecore, gente senza arte ne parte che scende in piazza solo per festeggiare la propria squadra di calcio o sta incollata alla tv guardando reality, la fuori ci sono anche persone doverse, intelligenti che capiscono benissimo e vogliono essere informate.

    Quindi Calamari e altri redattori di PI (come Mantellni), continuate a scrivere e informarci sempre.
    non+autenticato
  • Il risveglio di consapevolezza sta avvenendo lentamente, ma ci sono molte più persone di quanto si immagini, ed in modo trasversale, in tutti i ceti.

    Ci sono stati studi di recente che l'hanno mostrato.
    Li posso citare se trovo il convegno dove ne hanno parlato.

    Credo che siano questi di Scardovelli con Marco Guzzi.

    iRoby
    8840
  • Sono regole che i SysOp insegnavano ai tempi di Fidonet, ma sono ancora più attuali oggi di allora:

    Primo: la rete è esattamente come la piazza del paese. Non scrivere in rete quello che non scriveresti sul muro della piazza del paese.
    Se ti da fastidio che ti facciano i baffi, non appiccicare la tua foto in piazza.

    Secondo: non si va in rete con nome e cognome. Si usa uno pseudonimo.
    Ti "attaccano" spammando il tuo account? Amen.
    Cambi pseudonimo e "uccidi" quello vecchio.
    Li lasci offendere e strapazzare un account morto.
    Ti azzeri e riparti.
    Se usi il tuo nome e cognome, non solo non puoi "azzerare e ripartire", ma rischi che i problemi escano dalla rete e si presentino alla tua porta.

    Ma soprattutto il Decimo Comandamento:
    10. IMPARA ANCHE A SPEGNERE IL COMPUTER

    ...esattamente quello che fa la maggioranza degli utenti di Internet oggi.
    non+autenticato
  • Condivido molto di quello che Calamari, in particolare quando si parla di formazione. Ma proprio perché ci vuole formazione specifica si intuisce che la dinamica è diversa da un atto di bullismo fisico, quindi a mio avviso vanno benissimo parole come cyberbullismo per far intendere una azione che sicuramente ha le stesse radici (uno o più bastardi di vario genere) ma che ha dinamiche differenti, oserei anche dire logiche differenti, tanto per dirne una, abbiamo casi dove uno che dal vivo è un qualunque "sfigato" che per magia dietro una tastiera diventa un feroce predatore.
    non+autenticato
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