Claudio Tamburrino

Partnership on AI, alleanza di colossi

Facebook, Amazon, Google, IBM e Microsoft hanno annunciato un accordo per portare avanti la ricerca in materia di intelligenza artificiale. Si apre una nuova epoca?

Partnership on AI, alleanza di colossiRoma - Facebook, Amazon, Google, IBM e Microsoft hanno deciso di collaborare nei loro ambiziosi progetti di intelligenza artificiale.

Tutte e cinque, d'altra parte, hanno cercato in questi anni di progredire e sviluppare, in competizione l'una con l'altra, la propria AI: Google ne ha sviluppata una in grado di battere il campione mondiale dell'antico gioco cinese GO e recentemente sta rimpolpando il suo team di ricerca nel settore; Microsoft ha cercato già di sperimentare sul campo un'AI attraverso una chat bot su Twitter (con risultati invero disastrosi) e sta anch'essa passando al reclutamento di nuovi cervelli, così come sta facendo Facebook che nel frattempo attraverso Facebook AI Research (FAIR) si sta concentrando sul riconoscimento di immagini e sulla comprensione del linguaggio naturale utilizzato dalle persone; Amazon sembra essersi concentrata sulla capacità di comprendere il linguaggio e i comandi vocali; IBM sembra da parte sua arrivata a sviluppare un'AI (Watson) in grado tra l'altro di produrre un trailer cinematografico e di offrire assistenza agli insegnanti nel rispondere alle domande degli alunni.

Il progetto che le vede ora unite si chiama pragmaticamente Partnership on AI e nell'omonimo sito dedicato si spiega che è stato creato per "studiare e redigere le best practice per quanto riguarda le tecnologie AI, per migliorare la comprensione di esse da parte del pubblico e per costituire una piattaforma aperta di discussione e impegno sull'AI e sulle sue possibili conseguenze sulle persone e la società".
Da un lato, dunque, l'aspetto pubblico - e l'obiettivo dichiarato - della partnership è quello di fornire un forum per confrontarsi, dirimere dubbi e soprattutto valutare le questioni etiche da affrontare in questo settore: qui saranno anche pubblicati con licenza open ricerche nell'ambito dell'etica, della privacy, della trasparenza e dell'interoperabilità.

D'altronde appare fondamentale il coinvolgimento di utenti, sviluppatori ed esperti di vari settori, che trovano spazio anche nel board della partnership: tutti possono apportare il proprio contributo su come le tecnologie AI possono influenzare la vita di tutti i giorni. Una riflessione necessaria non solo a comprendere i possibili applicativi della ricerca, ma anche per valutarne le questioni etiche sollevate: una sfida - quando si parla di intelligenza artificiale - che trova precedenti solo nella fantasia della fantascienza.

Per questo, come afferma il diretto della ricerca in AI di Facebook Yann LeCun, "come ricercatori del settore abbiamo terribilmente a cuore la fiducia delle persone negli sviluppi che stiamo facendo e il rispetto totale dei valori umani".

L'altro punto della partnership è quello più squisitamente strategico: le cinque aziende insieme hanno risorse, tecnologie e banche dati incredibili; una base di partenza mai vista prima soprattutto per le informazioni in loro possesso: risorsa principale per lo sviluppo di una AI. E per gestire al meglio il tutto il gruppo ha costituito una struttura formale di comunicazione, una sorta di telefono rosso per confrontarsi giornalmente.

Come spiega Ralf Herbrich, direttore Amazon al Machine Learning, "siamo nell'epoca d'oro del machine learning e delle AI. Questa partnership permetterà di includere il meglio di quanto si sta facendo nel settore a beneficio della società".

Claudio Tamburrino
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17 Commenti alla Notizia Partnership on AI, alleanza di colossi
Ordina
  • Perdita calcolata al netto dei posti eventualmente creati, per via della sostituzione di lavoratori specializzati (anche laureati) con l'IA e la robotica. E questo solo entro il 2020, figuriamoci dopo. Fonte: Forum di Davos, notoriamente un ente sindacal-comunista, interessatissimo ad allarmare inutilmente i lavoratori:
    http://www.reuters.com/article/us-davos-meeting-em...

    Ma non preoccupatevi, quantomeno avremo il frigorifero che ordina la spesa da solo, no?
    non+autenticato
  • Grandi prospettive e probabilmente anche cose inattese verranno fuori dalle AI.
    Ma seconosco gli umani, per prime verranno le cose negative, e ormai le cose che facciamo sono così potenti che un errore potrebbe essere l'ultimo.
    non+autenticato
  • Buonasera io sono un assorbente interno come quelli che usano le donne quando hanno le loro cose, la mia è una vita difficile e breve ma la sapete una cosa divertente? io a differenza dei nerd almeno una volta nella vita entrerò in contatto con la patata loro nemmeno quella, per loro è un incontro ravvicinato del terzo tipo Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Assorbente interno

    > io a differenza dei nerd
    > almeno una volta nella vita
    > entrerò in contatto con la patata
    > loro nemmeno quella, per loro è
    > un incontro ravvicinato del terzo tipo
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Entro in contatto con tutte le patate che voglio, quando voglio e dove voglio. Basta la pecunia, e si aprono tutte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nerdone
    > - Scritto da: Assorbente interno
    >
    > > io a differenza dei nerd
    > > almeno una volta nella vita
    > > entrerò in contatto con la patata
    > > loro nemmeno quella, per loro è
    > > un incontro ravvicinato del terzo tipo
    > > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    >
    > Entro in contatto con tutte le patate che voglio,
    > quando voglio e dove voglio. Basta la pecunia, e
    > si aprono
    > tutte.

    giusto. Perche piacere quando posso pagare? Cacci il grano e le gambe si spalancano, senza sbattimenti, appuntamenti, fiori, cenette, weekend al lago, ecc. Ce ne sono tante che offrono l'opzione GFE, quini la forma e' salva.
    non+autenticato
  • Visto che usano tecnologie completamente differenti (e Google piu' o meno le usa tutte, anche se ultimamente sta spingendo per TF), mi domando cosa voglia dire, in soldoni, questo annuncio per i non-markettari.
  • - Scritto da: benkj
    > Visto che usano tecnologie completamente
    > differenti (e Google piu' o meno le usa tutte,
    > anche se ultimamente sta spingendo per TF), mi
    > domando cosa voglia dire, in soldoni, questo
    > annuncio per i
    > non-markettari.

    vuole dire che tutta questa AI non porta soldi in cassa e' tutta una fuffa megalattica
    non+autenticato
  • Da quello che dicono sul sito sembra più una partnership dedicata alla comunicazione che una partnership tecnica.

    Comunque Torch è una libreria open source indipendente.
    non+autenticato
  • Beh, mica tanto indipendenteA bocca storta
    http://torch.ch/whoweare.html

    comunque sono tutte su opensource su github
  • - Scritto da: benkj
    > Beh, mica tanto indipendenteA bocca storta
    > http://torch.ch/whoweare.html
    >
    > comunque sono tutte su opensource su github

    purtroppo non ho idea di come utilizzarle ste cose, e dire che mi basterebbe avere un OCR decente opensource visto che tesseract mi da pessimi risultati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: benkj
    > Visto che usano tecnologie completamente
    > differenti (e Google piu' o meno le usa tutte,
    > anche se ultimamente sta spingendo per TF), mi
    > domando cosa voglia dire, in soldoni, questo
    > annuncio per i
    > non-markettari.

    Ti giuro mi sono fatto la stessa tua domanda, precisa precisa.

    Se il dato di fatto è la volontà ad unire le forze per evolvere le proprie rispettive posizioni, sfruttando appunto le AI, chi è tecnicamente carente metterà a disposizione i propri dati e viceversa.

    Gli scenari che mi si aprono nell'immaginazione sono a dir poco agghiaccianti...
  • Ah vero, non mi ero posto il problema della condivisione dei dati. Se di questo si tratta e' ancora peggio di quello che credevo..
  • - Scritto da: benkj
    > Ah vero, non mi ero posto il problema della
    > condivisione dei dati. Se di questo si tratta e'
    > ancora peggio di quello che
    > credevo..

    Guarda che gli esperimenti li fanno su database aperti:

    http://yann.lecun.com/exdb/mnist/
    http://www.fki.inf.unibe.ch/databases/iam-handwrit...
    http://places.csail.mit.edu/
    https://www.cs.toronto.edu/~kriz/cifar.html

    Sono disponibili a tutti e sono più affidabili dei dati raccolti a strascico perchè gran parte dei dati è stata verificata da persone.
    non+autenticato
  • - Scritto da: fvyrtxv
    > - Scritto da: benkj
    > > Ah vero, non mi ero posto il problema della
    > > condivisione dei dati. Se di questo si tratta e'
    > > ancora peggio di quello che
    > > credevo..
    >
    > Guarda che gli esperimenti li fanno su database
    > aperti:
    >
    Quello che raccontano a te si...A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: fvyrtxv
    > Guarda che gli esperimenti li fanno su database
    > aperti:
    >
    > http://yann.lecun.com/exdb/mnist/
    > http://www.fki.inf.unibe.ch/databases/iam-handwrit
    > http://places.csail.mit.edu/
    > https://www.cs.toronto.edu/~kriz/cifar.html
    >
    > Sono disponibili a tutti e sono più affidabili
    > dei dati raccolti a strascico perchè gran parte
    > dei dati è stata verificata da
    > persone.

    Sono più affidabili dei dati presi dalla vita reale?
    Magari sono più semplici...
  • Gli esperimenti li fanno nelle universita'. Alle aziende interessa processare tirar fuori informazioni dalla mole di dati che raccolgono per venderle a qualcuno