Pierluigi Sandonnini

Google sfida Uber partendo da San Francisco

Mountain View ha lanciato ufficialmente il servizio Waze Rider per i pendolari della Baia. Massimo due corse al giorno a soli 33 centesimi di dollaro al chilometro

Roma - Waze Rider, l'applicazione sviluppata dall'omonima azienda acquisita tre anni orsono da Google, è ora disponibile al pubblico per la zona della baia di San Francisco. Lo rende noto in un articolo il Wall Street Journal, dopo diversi mesi di sperimentazione nel quartier generale californiano della stessa Google. Il più popolare motore di ricerca, a sua volta di proprietà di Alphabet, è quindi pronto a sfidare Uber e Lyft nel promettente settore del car pooling.

Esistono comunque sensibili differenze fra Waze Rider e i suoi rivali. Tanto per cominciare, Google permette a conducenti e trasportati di usufruire di soli due viaggi al giorno (ad esempio, uno di andata e uno di ritorno). Un servizio che, per ora, sembra essere fatto apposta per i pendolari della Baia.

Waze Rider

I conducenti percepiscono 54 centesimi di dollaro per miglio (circa 33 centesimi di dollaro al chilometro), ovvero un semplice rimborso per i chilometri percorsi che non può essere considerato un vero profitto. Secondo quanto riportato dal WSJ, per iscriversi i conducenti devono semplicemente riempire un modulo con il proprio indirizzo di casa e di lavoro. Google afferma che non c'è l'intenzione di richiedere prove di competenza, certificati di assicurazione o immagini dell'auto perché la piattaforma ha il solo scopo di riempire i sedili con passeggeri che condividono lo stesso percorso.
Il WSJ ha potuto partecipare a un test svoltosi da San Francisco a Oakland, notando che l'app contiene ancora dei bug: segnatamente, il conducente non può utilizzare l'attuale servizio di navigazione Waze durante il viaggio. Il viaggio test è costato al conducente 6 dollari e 30 centesimi e al passeggero solo 3 dollari, il che è un vero affare se confrontato con i 23-30 dollari del costo di Lyft o Uber nelle ore di punta.

Rispetto ai concorrenti l'approccio di Google si avvicina molto di più a quello di "corsa condivisa", dal momento che il guadagno per il conducente è minimo e così pure i costi per i trasportati. Il servizio si focalizza realmente su una fruizione collaborativa, e per questo ai conducenti non viene chiesto di fornire il tipo di veicolo e altre informazioni per essere accettati: un modo per ridurre il numero di auto circolanti sulla strada nelle zone ad alta densità di traffico, niente altro.

Waze offre il servizio di car pooling in Israele già dal 2015, mentre il progetto di Google è il primo negli Stati Uniti, e seppure limitato per ora alla sola zona di San Francisco appare evidente l'inizio di una nuova tendenza che potrebbe presto diffondersi in altre aree degli USA e, perché no, anche in Europa.

Pierluigi Sandonnini

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