Luca Annunziata

Qualcomm inaugura l'era gigabit mobile in Australia

Al lavoro con Ericsson, Netgear e Telstar per la prima rete commerciale che porta l'LTE all'estremo. In attesa del 5G nel 2018

Milano - La soglia psicologica della connessione mobile a 1 gigabit è stata varcata: lo hanno fatto assieme Qualcomm, Netgear, Ericsson e Telstar, in Australia. Ed è solo grazie alla collaborazione tra quattro player del settore - chi produce modem, chi hardware, chi infrastruttura di rete e infine un operatore - che è stato possibile arrivare a questo risultato: un esempio di quanto sarà necessario fare anche per arrivare al 5G, per il quale sono iniziate le prime sperimentazioni ufficiali.


Per iniziare, comunque, bisogna portare l'LTE all'estremo: Netgear ha piazzato il modem X16 di Qualcomm nel suo nuovo router mobile MR1100, che sfrutta in modo diverso l'aggregazione di bande e antenne multiple in configurazione MIMO per raggiungere la soglia annunciata di 1Gbit di velocità di connessione. Proprio come il 5G cambierà in modo significativo come viene gestito lo spettro assegnato, per raggiungere queste performance oggi si deve puntare molto su alcuni espedienti tecnici: in questo caso ci sono 3 bande in totale sfruttate, con 4x4 antenne su due di esse e 2x2 sulla terza, con una modulazione del segnale studiata apposta (256-QAM).

Č bene specificare che si tratta di una tecnologia pronta per l'utilizzo da parte degli utenti: il modem Netgear sarà in vendita per i clienti dell'operatore australiano, anche se probabilmente la velocità massima non sarà sempre raggiungibile nelle aree più affollate e congestionate. I test condotti fin qui dicono che in media si raggiungono i 100 mega in upload e i 300 in download, con picchi di oltre 500 megabit. Per ora il modem X16 di Qualcomm è destinato, inoltre, a essere integrato presto anche nei SoC che il chipmaker statunitense produce per gli smartphone: nel 2017 anche i cellulari arriveranno alla velocità massima teorica da 1 gigabit, e agli operatori non resterà che adeguare le proprie reti di conseguenza.
Č anche per questo che Ericsson è della partita: sono necessarie infrastrutture adeguate per supportare tutta questa banda (senza contare gli investimenti in backhauling, ovvero la rete dietro la rete: la parte in fibra o rame che sostiene il traffico delle antenne dei cellulari), e questa transizione verso l'LTE di nuova generazione (LTE-Advanced) costituisce un buon terreno di prova per il futuro aggiornamento alla tecnologia 5G.

In questa prospettiva, comunque, Qualcomm si sta portando avanti: non è ancora chiaro quale sarà la data esatta per il debutto commerciale del 5G, al momento ci sono alcuni paesi soprattutto in Asia che spingono per anticipare tutto al 2018 e altri che invece vorrebbero aspettare fino al 2020, ma tra due anni sarà comunque pronto un modem discreto capace di supportare la nuova generazione di connettività. Si chiamerà X50 e sarà messo alla prova coi primi test già alla fine del prossimo anno: sfrutterà lo stesso tipo di tecnologie di aggregazione e MIMO di cui abbiamo appena parlato per l'X16, anche se opererà su frequenze differenti e naturalmente farà un passo in più verso la massima velocità teorica di 5 gigabit del 5G.


Qualcomm sembra in grado di mantenere la leadership nel settore, con un buon vantaggio su tutta la concorrenza: questo si traduce di fatto nella necessità per tutti di fare affari con l'azienda statunitense, se vogliono offrire il massimo delle performance nei propri dispositivi, e forse sarà proprio la decisione di Qualcomm di fissare la scadenza 5G nel 2018 a decidere alla fine quale sarà il momento giusto nel quale la nuova tecnologia farà il suo debutto presso il grande pubblico.

Luca Annunziata
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