Il meglio di Maker Faire Roma 2016

In 110mila si sono deliziati con le innovazioni della quarta edizione della Maker Faire europea. Punto Informatico c'era e vi propone una selezione dei progetti pi¨ interessanti

Roma - Da Venerdì 14 a Domenica 16 Ottobre si è svolta la quarta edizione del Maker Faire Roma, l'appuntamento europeo di una delle più grandi fiere di innovazione al mondo. Anche quest'anno il movimento maker ha riempito l'evento di contenuti, invenzioni, startup, ibridi tra tecnologia e arte, e offerto una valvola di sfogo a progetti di ricerca di molte istituzioni universitarie, che per un weekend hanno trovato il modo di esporre i loro risultati e work in progress al di fuori di un ambito puramente accademico. In questo resoconto della 3 giorni vi proponiamo ciò che più ci ha colpito, ma con una doverosa premessa: ci siamo concentrati principalmente sui padiglioni Move, Interaction e Fabrication.

Ono: stampa in 3D con lo schermo del cellulare
Partita da Kickstarter, Ono è la prima stampante 3D di tipo SLA che utilizza lo smartphone come elemento di irraggiamento DLP per effettuare la cristallizzazione della resina. La stampante è composta da un cassettino in cui viene versata la resina e il cui fondo è trasparente poiché viene posto sopra lo schermo dello smartphone. Il tutto è chiuso in un box sigillato "in stile camera oscura" in modo non avere influenze di luce esterna durante la stampa. Oltre alla stampante viene fornita anche un'app per Android/iOS che gestisce l'intero processo di stampa, dal caricamento del pezzo allo slicing, oltre che alla gestione dell'irraggiamento della resina durante la stampa.

Ono: stampa in 3D con lo schermo del cellulare

Nazzabot, un metro cubo in tutta stabilità
Progetto completamente open source e open hardware di Edoardo Mazzaracchio per la più grande Stampante 3D di tipo galileiano, con un'area di stampa di un metro per lato.
Il tipo di struttura e il numero estremamente ridotto e selezionato di componenti permette di variare facilmente le dimensioni adattandole alle necessità e allo spazio a disposizione, consentendo di ingrandirla o ridurla sia in senso complessivo che per singolo asse.
Nazzabot, un metro cubo in tutta stabilità

Efesto, sperimentazioni in corso sulla stampa metallica
Progetto estremamente ambizioso che abbina una stampante 3D di tipo tradizionale (FDM) a materiali resistenti alle alte temperature come il grafene o la grafite per isolare la struttura della stampante dalle alte temperature generate all'interno dell'ugello in ceramica. Il sistema di riscaldamento a induzione è in grado di fondere metalli come acciaio inox e rame.

Efesto, sperimentazioni in corso sulla stampa metallica

MK2, l'ultima meraviglia di Josef Prusa è stata presentata dallo stesso Prusa in persona, uno dei maggiori artefici dello sviluppo delle stampanti di tipo RepRap che da lui prendono il nome. La nuova evoluzione della Prusa i3, denominata MK2, aumenta le dimensioni dell'area di stampa in combinazione con un sistema di feeding di 4 filamenti differenti, che la rende capace di stampare contemporaneamente in colori o materiali diversi. Il sistema a 4 filamenti è disponibile anche come upgrade kit per chi possiede una Prusa i3.

MK2, l'ultima meravigliosa di Josef Prusa

DWS spinge la stampa a resina
Allo stand della DWS erano presenti una serie di stampanti con tecnologia SLA e soluzioni di varia grandezza orientate a produzione di oggetti di elevata precisione grazie alla possibilità di usare resine con caratteristiche differenti, da quelle particolarmente resistenti a quelle ultra flessibili, fino a quelle adatte per usi medicali.
In tandem con il loro stand c'era un negozio di ottica che presentava montature personalizzate stampate con i modelli DWS.

DWS spinge la stampa a resina

Polyshaper, CNC al polistirolo
Una CNC in grado di modellare il polistirene in forme estremamente complesse. Polyshaper utilizza una punta formata da un filo incandescente con "forma a U" capace di ruotare a 360 gradi. A differenza delle tecnologie attualmente esistenti, la rotazione consente di tagliare il polistirolo ad angoli variabili, aumentano le possibilità consentite dalla macchina ma anche la complessità nella traduzione da forma 3D a movimenti della CNC. Non si tratta della classica operazione di "slicing" delle stampanti 3D ed è stato necessario sviluppare estensioni agli attuali firmware e software di generazione del gcode. ╚ stata sviluppata anche una modalità a doppia passata che consente di "scolpire" e rimuovere il grosso del materiale prima della rifinitura finale. Il progetto è rilasciato sotto la licenza Open Hardware 1.2 prodotta dal CERN.

Polyshaper, CNC al polistirolo


Kentstrapper, stampa 3D all'italiana
Anche una delle prime aziende nate in Italia intorno alla stampante 3D e al mondo makers era presente in fiera, con quasi tutta la gamma dei propri modelli che fanno ampio uso di telai stampati al laser cutter.
La famiglia fiorentina dei Cantini ha trasformato la passione in attività lavorativa, orientata all'assistenza e alla vendita di stampanti 3D da loro stessi progettate sotto il nome di Kentstrapper (un mix tra il cognome Cantini, Kents e "rapper", per marcarne l'appartenenza al mondo RepRap), rilasciate con licenza Creative Commons con clausola non-commerciale.

Kentstrapper,stampa 3d all'italiana

MarlinKimbra & MK4due, flusso canalizzatore open hardware
Progetto che ha portato avanti un firmware per stampanti 3D derivato dall'originale Marlin inserendo elementi interessanti come l'autolivellamento del piatto di stampa.
Di particolare effetto soprattutto l'estrusore multifilamento chiamato "Flux Capacitor" o flusso canalizzatore che prende spunto dal film Ritorno al Futuro.
Questo tipo di estrusore può gestire fino a 6 filamenti diversi, coordinati per essere spinti alternativamente nell'ugello per avere stampe di colori e materiali differenti.

MarlinKimbra & MK4due, flusso canalizzatore open hardware

BiCube, stampante a doppia tecnologia
BiCube è un interessante progetto che propone una soluzione compatta con cui avere a disposizione 2 diverse tipologie di stampanti 3D nello stesso case. Da un lato infatti è presente la classica stampante a tecnologia FDM, con cui è possibile stampare i pezzi plastici necessari per costruire una stampante a tecnologia SLA da assemblare sul lato opposto (uno scenario che viene descritto come stampante autoimplementabile). La stampante viene fornita col solo lato FDM completo, mentre le parti meccaniche e il laser da 405nm per completare il lato SLA vanno reperite autonomamente.

BiCube, stampante a doppia tecnologia


WASP, la stampante edile
Anche quest'anno l'italiana WASP, le cui stampanti sono basate su un sistema di movimenti a coordinate polari, era presente con stampanti di varie misure. Con questo tipo di struttura è possibile stampare, a parità di base, oggetti più alti rispetto alle stampanti basate su movimento a coordinate cartesiane. Sicuramente la realizzazione di maggiore impatto è stata quella posta all'ingresso della Fiera, dell'altezza di 12 metri e capace di stampare in argilla, dai semplici oggetti a un intero muro.

WASP, la stampante edile

Autoproduzione del filamento con Felfil Evo e Filamaker
Felfil Evo è una macchina basata su Arduino, open source e open hardware, in grado di recuperare il PLA derivante da stampe interrotte o pezzi malriusciti, permettendo di evitare inutili sprechi. Il materiale plastico ridotto in pellet viene inserito in un convogliatore e da qui inviato a un ugello riscaldato dal quale esce il PLA rigenerato nel classico formato a "filo" (sbobinato) con sezione da 1,75 mm.

Autoproduzione del filamento con Felfil Evo

Filamaker produceva una soluzione completa per la produzione autonoma del filamento PLA/ABS per la stampa 3D a partire dagli scarti, ma all'inizio di quest'anno è stata presa la decisione di riorganizzarsi e di deviare tutti i pochi fondi sullo sviluppo dei trituratori, lasciando perdere per il momento l'estrusore. I loro trituratori sono presenti in più dimensioni e sono in grado di sminuzzare anche grossi blocchi di qualunque materiale plastico, con un po' di olio di gomito e a costi contenuti. La decisione sta pagando e il loro hardware sta acquisendo popolarità, ad esempio in scuole e università che necessitano di piccoli campioni per le loro analisi.

Autoproduzione del filamento con Filamaker

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