Diego Giorio

Lasciapassare A38/ Roma caput FOSS

di D. Giorio - L'amministrazione comunale capitolina con una delibera ha gettato le basi per la migrazione al software libero e open source. Una soluzione praticabile per tutti?

Lasciapassare A38/ Roma caput FOSSRoma - Da Roma caput mundi a Roma caput FOSS. Dopo la breccia di Porta Pia e la liberazione da parte degli americani nel giugno del 1946, Roma fa breccia nel monopolio dei sistemi proprietari e viene di nuovo liberata, questa volta dall'oppressione dei contratti di acquisto e/o manutenzione dei software.

In effetti l'uso di software a pagamento quando c'è a disposizione un software equivalente gratuito mi fa tornare in mente un episodio: mi trovavo a Los Angeles, in 6th Street: da un lato della strada c'erano i parchimetri, dall'altro lato parcheggio libero, con spazi vuoti su entrambi i lati: voi dove avreste parcheggiato? L'idea dell'urbanista era che per andare in direzione dei musei si parcheggiasse, a pagamento, su quel lato, mentre per andare nel quartiere residenziale dall'altra parte della strada si parcheggiasse gratuitamente sul lato opposto. Forse per gli americani può funzionare, per altre parti del mondo non mi pronuncio.

Eppure, lasciando da parte deprecabili episodi di pirateria che fanno diventare gratuito il software proprietario, in molti casi si acquistano licenze di sistemi operativi e di programmi applicativi in modo quasi automatico, dando per scontato che un PC abbia installati almeno Windows ed il pacchetto Office, andando a pagare per questi ed altri software per i quali esistono equivalenti gratuiti. Perfettamente equivalenti? A volte sì, a volte no, ma molto spesso le funzioni aggiuntive che mancano nei software meno blasonati sono perfettamente inutili per l'impiego che se ne deve fare, o comunque non valgono la spesa. Certamente si tratta anche di un circolo difficile da spezzare: il sistema più diffuso è anche il più conosciuto, tanto dagli utenti più o meno esperti quanto dagli installatori, per cui diventa più facile trovare l'amico che risolve un problema, il tecnico che sistema una stampante, il blog dove è postato un consiglio utile. Se tutti scrivono con Word, non averlo installato può creare qualche problema di compatibilità nel leggere un testo complesso: io, ad esempio, saltello da un sistema all'altro a seconda della disponibilità del PC e del lavoro che devo svolgere ed ogni tanto mi trovo a lottare contro le animazioni di una presentazione che non funzionano come previsto, oppure contro la divisione del testo in colonne, che ha qualche incompatibilità tra Word e Writer.
Questioni minori e tutto sommato risolvibili, per quanto sia sempre imbarazzante trovarsi con le slide non bene impostate nel momento in cui le si presenta davanti a centinaia di persone. Diventa però impossibile non considerarle nel momento in cui si affrontano atti ufficiali ed occorre interfacciarsi con svariati altri programmi, specifici per l'attività lavorativa. Pensiamo ad esempio ai programmi dei servizi demografici: sono molto più complessi di quanto si possa immaginare, e si devono interfacciare con tutti gli altri applicativi specifici del Comune, dalla gestione dei tributi agli accessi in biblioteca, dalla mensa scolastica ai permessi per i disabili, oltre che comunicare attraverso applicativi Web con altri Enti, come la Motorizzazione, l'Agenzia delle Entrate, l'Inps, l'ISTAT e così via.
L'autocomposizione di un atto di stato civile comporta la compilazione di una maschera con i dati essenziali, il richiamo di formule specificamente predisposte dal Ministero e l'aggancio ai dati anagrafici. Tutto questo richiede una programmazione che coinvolge database, macro e codici ad hoc. Chiaramente chi sviluppa il sistema imposta il lavoro sui programmi più diffusi, senza contare che il software libero non è detto abbia esattamente tutte le funzioni evolute che servono in questi casi. La mia software house, ad esempio, aveva sviluppato il programma demografico in modo compatibile sia con Word che con Open Office, però con quest'ultimo aveva qualche limitazione perché, a loro dire, mancavano alcune funzioni. Da quando poi OpenOffice gode di cattiva salute, mentre cresce Libre Office, il progetto è stato abbandonato; col passaggio a Windows Seven avevo tentato di usare una suite FOSS, poi, dopo qualche mese, ho dovuto arrendermi all'evidenza e pagare il dazio, dato che il tempo perso a completare a mano le parti non automatizzate ed a reimpaginare i certificati non giustificava il risparmio sull'acquisto, oltre ad esporre al rischio di errori. Peraltro LibreOffice ed altri programmi gratuiti funzionano egregiamente sul computer degli amministratori, usato essenzialmente per leggere ed inviare la posta, scrivere qualche lettera o visualizzare qualche pdf.

D'altra parte l'assessora a Roma Semplice Flavia Marzano ha pubblicamente dichiarato che l'obiettivo primario non è il risparmio, bensì "generare valore economico e sociale", e plaudo quindi alla scelta coraggiosa di Roma, che però può certamente contare su uno staff informatico adeguato alla sfida che lo attende, mentre un piccolo Comune non può che affidarsi ai fornitori specializzati, che tipicamente operano sulla combinazione Windows/Word. Trovo altresì assolutamente ragionevole l'approccio prudente riportato dal punto 3 della delibera, ovvero "promuovere l'introduzione, anche in via sperimentale, di software liberi e/o aperti, con caratteristiche compatibili con le esigenze dell'Amministrazione Capitolina, interessando inizialmente le postazioni informatiche e i server capitolini privi di particolari vincoli di interazione con altre procedure e/o applicativi, nel rispetto dei livelli di sicurezza e integrità dei dati".
Non è infatti detto che sia così facile spezzare i vecchi legami, non è detto che un software libero sia sempre la scelta migliore e non è detto che ciò che funziona per una metropoli sia direttamente applicabile ai piccoli centri, ma l'iniziativa sicuramente non può che partire da grandi Enti, sperando che possa diventare una valanga che coinvolgerà tutte le realtà.

Mi lascia invece perplesso il punto 2: "coinvolgere, a titolo gratuito e senza alcun onere a carico dell'Amministrazione Capitolina, le realtà esperte di software libero per agevolare la migrazione verso tale tipologia di software e svolgere iniziative mirate alla formazione del personale dipendente". La storia ci insegna che non si possono progettare rivoluzioni senza armi, ed una rivoluzione come l'abbandono dei programmi e dei sistemi ai quali sono tutti abituati da decenni, pur con le inevitabili evoluzioni, è una rivoluzione prima del pensiero e poi della pratica. Dubito quindi che si possa effettuare a costo zero, senza le armi della conoscenza, confidando esclusivamente nelle doti di auto-apprendimento dei dipendenti pubblici o nel volontariato dei pochi esperti di software libero.

Riassumendo, credo che il cambio di mentalità sia sicuramente auspicabile e debba cominciare, per gli Enti più piccoli, valutando caso per caso l'effettiva necessità di acquistare un software (come peraltro prevede l'art. 68 del CAD), mentre per gli Enti più grandi l'uso ed il riuso di software libero sarà più facilmente supportato dai tecnici informatici dedicati e potrà poi estendersi gradatamente alle realtà minori. Nel frattempo si potranno fare campagne di informazione e formazione, magari coinvolgendo dei veri esperti, anche se di solito hanno la deplorevole abitudine di voler essere pagati; contemporaneamente si potranno incentivare i produttori degli applicativi specialistici a sviluppare il loro prodotti anche in vista delle suite FOSS. Sarebbe un approccio lungimirante: un sistema complesso come l'intero apparato burocratico dello Stato può forse correre qualche rischio nell'affidarsi ad applicativi il cui sviluppo non è garantito, ma le ultime problematiche emerse nel progetto F35, che non decolla non solo per problemi tecnici, ma anche perché il software che lo fa volare è troppo proprietario, insegnano che i pacchetti chiusi sono ancora più pericolosi.

Ai posteri valutare se la breccia nel software proprietario aperta da Roma verrà tappata, oppure se porterà anch'essa alla fine del potere temporale, stavolta non dello Stato Pontificio bensì delle Major del software.

PS: come ho scritto queste righe? Ruotando su tre PC: uno con W10 ed Office, uno con W10 ed Open Office ed uno con Ubuntu e Libre Office!

Diego Giorio
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339 Commenti alla Notizia Lasciapassare A38/ Roma caput FOSS
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  • Questione posta non troppo bene. I programmi si cambiano evolvono e si modificano. Se la questione fose etica LibreOffice senza pensarci. Se fosse solo economica, Bisogna considerare i costi di SpinOff calcolati nel breve termine, almeno cinque anni. Nelle esperienze precedenti Vince sempre LibreOffice. Guardare il caso del Ministero della Difesa. La discussione è sulla interoperabilità. LibreOffice Utilizza lo Standard Open Document, che è uno standard ISO riconosciuto e assicura la massima interoperabilità. Se si vuole utilizzare un formato proprietario di cui non si conosce il codice, lo deve fare a proprie spese. Difesa Docet.
    Un’amministrazione centrale si dovrebbe occupare di queste questioni, non sul programmino di excel che non funziona. Le macro si fanno e si possono rifare se uno ha un po’ di competenza.
    Poi singolarmente si utilizza quello che si vuole, ma a proprie spese. Senza influenzare una scelta oggettiva di una amministrazione pubblica.
  • e cmq non stiamo qui a menarcela e a guardare solo nell'orticello italia. la realtà mondiale è la costante crescita del modello open: http://www.pcworld.com/article/2035651/open-source...

    ms (da sempre profeta del closed) ha aperto molti dei suoi prodotti server esistenti e i nuovi sono open, google rilascia continuamente librerie open, tutte le grosse aziende collaborano in progetti open, esclusa apple ovviamente che vive nel suo mondo di sfigati.

    l'open genera business, il closed è destinato a morire, restando circoscritto in ambienti di nicchia. chi non vuole piegarsi all'open si piegherà a 90 quando resterà senza lavoro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bulbo
    > e cmq non stiamo qui a menarcela e a guardare
    > solo nell'orticello italia. la realtà mondiale è
    > la costante crescita del modello open:
    > http://www.pcworld.com/article/2035651/open-source
    >
    > ms (da sempre profeta del closed) ha aperto molti
    > dei suoi prodotti server esistenti e i nuovi sono
    > open, google rilascia continuamente librerie
    > open, tutte le grosse aziende collaborano in
    > progetti open, esclusa apple ovviamente che vive
    > nel suo mondo di
    > sfigati.
    >
    > l'open genera business, il closed è destinato a
    > morire, restando circoscritto in ambienti di
    > nicchia. chi non vuole piegarsi all'open si
    > piegherà a 90 quando resterà senza
    > lavoro.

    Chi non vuole piegarsi all'open E' GIA' PIEGATO A 90
  • - Scritto da: panda rossa

    > Chi non vuole piegarsi all'open E'
    > GIA' PIEGATO A 90

    >
    Urca! ma il problema non è mica "solo la piega" è anche (hai-loro) la roba che vola a quella altezza esatta (quella della piega)...
    Non so se mi spiego.....
    Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: bulbo
    > > e cmq non stiamo qui a menarcela e a guardare
    > > solo nell'orticello italia. la realtà
    > mondiale
    > è
    > > la costante crescita del modello open:
    > >
    > http://www.pcworld.com/article/2035651/open-source
    > >
    > > ms (da sempre profeta del closed) ha aperto
    > molti
    > > dei suoi prodotti server esistenti e i nuovi
    > sono
    > > open, google rilascia continuamente librerie
    > > open, tutte le grosse aziende collaborano in
    > > progetti open, esclusa apple ovviamente che
    > vive
    > > nel suo mondo di
    > > sfigati.
    > >
    > > l'open genera business, il closed è
    > destinato
    > a
    > > morire, restando circoscritto in ambienti di
    > > nicchia. chi non vuole piegarsi all'open si
    > > piegherà a 90 quando resterà senza
    > > lavoro.
    >
    > Chi non vuole piegarsi all'open E'
    > GIA' PIEGATO A 90

    >

    Tu fai piegare dalle risate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bulbo
    > e cmq non stiamo qui a menarcela e a guardare
    > solo nell'orticello italia.

    Intanto "l'orticello Italia" sta producendo l'UNICA capitale mondiale che sta attivamente passando al codice aperto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: bulbo
    > > e cmq non stiamo qui a menarcela e a guardare
    > > solo nell'orticello italia.
    >
    > Intanto "l'orticello Italia" sta producendo
    > l'UNICA capitale mondiale che sta attivamente
    > passando al codice aperto.

    Monaco di Baviera al codice aperto ci è passata da un bel po'
  • - Scritto da: Fulmy(nato)
    > - Scritto da: ...
    > > - Scritto da: bulbo
    > > > e cmq non stiamo qui a menarcela e a
    > guardare
    > > > solo nell'orticello italia.
    > >
    > > Intanto "l'orticello Italia" sta producendo
    > > l'UNICA capitale mondiale che sta attivamente
    > > passando al codice aperto.
    >
    > Monaco di Baviera al codice aperto ci è passata
    > da un bel
    > po'

    La capitale della germania si chiama berlino, non monaco.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Fulmy(nato)
    > > - Scritto da: ...
    > > > - Scritto da: bulbo
    > > > > e cmq non stiamo qui a menarcela e a
    > > guardare
    > > > > solo nell'orticello italia.
    > > >
    > > > Intanto "l'orticello Italia" sta producendo
    > > > l'UNICA capitale mondiale che sta
    > attivamente
    > > > passando al codice aperto.
    > >
    > > Monaco di Baviera al codice aperto ci è passata
    > > da un bel
    > > po'
    >
    > La capitale della germania si chiama
    > berlino, non monaco.


    Monaco è Landeshauptstadt, ovvero capitale dello stato federato della Baviera (Freistaat Bayern)
  • - Scritto da: Fulmy(nato)
    > - Scritto da: ...
    > > - Scritto da: Fulmy(nato)
    > > > - Scritto da: ...
    > > > > - Scritto da: bulbo
    > > > > > e cmq non stiamo qui a
    > menarcela e
    > a
    > > > guardare
    > > > > > solo nell'orticello italia.
    > > > >
    > > > > Intanto "l'orticello Italia" sta
    > producendo
    > > > > l'UNICA capitale
    >
    mondiale che
    > sta
    > > attivamente
    > > > > passando al codice aperto.
    > > >
    > > > Monaco di Baviera al codice aperto ci è
    > passata
    > > > da un bel
    > > > po'
    > >
    > > La capitale della
    > germania si
    > chiama
    > > berlino, non monaco.
    >
    >
    > Monaco è Landeshauptstadt, ovvero capitale dello
    > stato federato della Baviera (Freistaat
    > Bayern)

    Sì vabbeh, allora Campobasso è la "capitale" del Molise.

    Roma è e rimane l'unica capitale occidentale che sta passando al codice aperto, i tedeschi non ci sono ancora arrivati, obiezione respinta.
    non+autenticato
  • Forza non molliamo e speriamo che anche le scuole italiane mollimo MS e usino i soldi delle licenze per sistemare le strutture.
    Intanto il ministero della difesa ha deciso. Grandi!

    http://www.libreitalia.it/ministero-della-difesa-e.../
    non+autenticato
  • Ottimo!

    Io nutro un odio profondo per la suite MS Office e per Outlook, non per pura questione ideologica, ma perché sono estremamente difficili da usare se paragonati a Libre/Thunderbird che per di più sono gratuiti.

    Questa è la strada giusta: si deve partire "dall'alto" a fare la migrazione (quindi dai SW e non dall'OS) e finire con l'adozione di Linux.
    non+autenticato
  • ma ci si rende conto? questi fanno un corso di formazione GRATUITO!! se fossi padrone di un'azienda mi ci butterei a pesce lasciando a bocca asciutta i commerciali incravattati di office. office è ormai un morto che cammina, ben vengano iniziative come questa, c'è solo da guadagnarci, la gente deve capire che usando libre si può essere liberi dalle licenze, liberi dai vincoli di piattaforma, liberi dalle backdoor.
    non+autenticato
  • Sono quasi 20 anni che leggo su questo forum che MS Office è destinato a sparire Sorride Mi sa che sparirete voi primaSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea Ludigiani
    > Sono quasi 20 anni che leggo su questo forum che
    > MS Office è destinato a sparire Sorride Mi sa che
    > sparirete voi prima
    >Sorride

    Non ti si e' mai visto prima e te ne esci che sono 20 anni che consulti questo forum?

    Ma nasconditi, winaro che non sei altro!
  • la tua limitata apertura mentale ti fa escludere l'ipotesi che possa aver letto senza scrivere? e spero per lui che usi il mac e non winzozzolo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: 666
    > la tua limitata apertura mentale ti fa escludere
    > l'ipotesi che possa aver letto senza scrivere?

    La tua estrema chiusura mentale invece ti rende cosi' facile l'accettare il contrario?

    > e
    > spero per lui che usi il mac e non
    > winzozzolo...

    Cioe' come dire, spero per lui che voti PDL e non PD.
  • - Scritto da: panda rossa
    > La tua estrema chiusura mentale invece ti rende
    > cosi' facile l'accettare il contrario?
    chiusura mentale è la tua che non vede i pregi della piattaforma apple

    > Cioe' come dire, spero per lui che voti PDL e non
    > PD.
    sei ot...
    non+autenticato
  • - Scritto da: 666
    > - Scritto da: panda rossa
    > > La tua estrema chiusura mentale invece ti
    > rende
    > > cosi' facile l'accettare il contrario?
    > chiusura mentale è la tua che non vede i pregi
    > della piattaforma
    > apple

    Non si vedono perche' non ci sono.

    > > Cioe' come dire, spero per lui che voti PDL
    > e
    > non
    > > PD.
    > sei ot...

    Fa niente. Mi piace far rosikare voi piddini renziani.
  • beh se leggi questo forum non dovresti usare nessun servizio cloud ma farti il server in cantina, usare rigorosamente solo sw open (meglio non scaricarlo dai repo, ma scaricare i sorgenti, verificare nel codice che non ci siano backdoor e compilarlo), ecc... per fortuna il mondo gira diversamente...
    non+autenticato
  • Ma uno che usa iCloud non si vergogna a parlare di sicurezza? A parlare male di Linux che fa andare avanti il mondo? A parlare male di MS, quando è risaputo che Apple salvi i suoi dati su Azure non avendo le capacità di creare un'infrastruttura server? Ma per favore...
    non+autenticato
  • a parlare di sicurezza devono vergognarsi quelli che con apt installano pacchetti a caso, trovati in qualche forum, da qualche repository sconosciuto. oppure quelli che si affidano ad un antivirus perchè il loro sistema e bucato come uno scolapasta.
    non+autenticato
  • Non sai di cosa parli, cerca su Google "Apple false sense of security" per farti un'idea.
    non+autenticato
  • Nel 90% dei casi il software floss è comparabile se non superiore al software commerciale. Si investe in persone e non in marketing ed antipirateria. Si investe in cultura e libertà. Se una amministrazione pubblica ha poi bisogno di particolari esigenze, mette in bilancio fondi necessari a sviluppare un software ad hoc, MA FREE E OPEN SOURCE che risolva il problema (suo e di tutte le altre realtà pubbliche della nazione).
    non+autenticato
  • adesso fai un respiro profondo, apri gli occhi e torna nel mondo reale.
    non+autenticato
  • Io ci sono da mo', e sinceramente tutti i posti dove ho lavorato Linux e FOSS erano sempre presenti e con ruoli di prim'ordine, dato che sopra ci girava praticamente il core business delle aziende dove ero.

    E la gestione operativa con Nagios, e il sistema di trading su RedHat EL in cluster, e Linux con JBoss e sviluppo su Eclipse, e il web server che ti fa scaricare ed eseguire la app in AngularJS sul client, e i web server con le piattaforme di blog, ecommerce e cms, e una marea di altri servizi.

    Negarlo è proprio da non vive in questa realtà.
    iRoby
    7580
  • ringrazia che apple non produce prodotti server, altrimenti pezzentux e winzozz sparirebbero come carta igienica usata quando tiri lo catenella...
    non+autenticato
  • - Scritto da: 666
    > ringrazia che apple non produce prodotti server,

    C'e' un perche'.

    E lo sanno tutti in questo forum, tranne te e gli altri due.
  • Si ma occhio ma occhio a mettere la mano sulla tastiera nel modo giusto sennò la pagina non si carica.

    Se Apple facesse server e servizi non li comprerebbe nessuno, perché è un'azienda di moda e design, non di hardware e prodotti versatili.

    Basti guardare al MacBook Pro, ti serve un portatile comodo con le porte più comuni, o un'accetta per tagliare frutta e verdura?

    2mm in più non se ne accorgeva nessuno. Ma ci stava la USB Type-A e una batteria più capiente per più autonomia.
    iRoby
    7580
  • Te l'ho già detto, ma tu non lo capisci. Apple NON è in grado di creare un'infrastruttura server, infatti i dati degli utenti vengono salvati su Azure e AWS. Apple ha fatto solo il sito di iCloud, peraltro male in quanto è stato più volte bucato. Apple non farà MAI prodotti server per gli altri, non sapendo farli neppure per se stessa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 666
    > adesso fai un respiro profondo, apri gli occhi e
    > torna nel mondo
    > reale.

    Il tuo mondo reale e' quello dove si paga per fare quello che dice il padrone.

    Restaci!
  • il mio mondo è dove le cose funzionano e ho tempo per fare altro, il vostro mondo è dove si fanno acrocchi e il tempo lo si passa sul registry o sul terminale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 666
    > il mio mondo è dove le cose funzionano e ho tempo
    > per fare altro, il vostro mondo è dove si fanno
    > acrocchi e il tempo lo si passa sul registry o
    > sul
    > terminale.

    Manco sai in che mondo vivi.
  • Nel mio mondo, Linux c'è ovunque, scommetto che anche a casa tua, tolti i tuoi due iNutili iGiocattoli, c'è Linux: router, smart-tv, nas, ecc...

    Nel mondo lavorativo la percentuale di PC Windows, quasi tutti client, è ridicola rispetto al numero di server *nix. E la percentuale di Mac è ridicola rispetto al numero di PC Windows, e lo sarà sempre meno: http://www.macrumors.com/2016/11/02/professional-m.../

    Io resto sempre di quest'opinione: togli *nix e si fermerebbe il mondo, togli Windows e si fermerebbero molti uffici, togli OSX (pardon macOS) e si fermerebbe qualche studio fighetto di grafica.
    non+autenticato
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