Nicola Bruno

Amazon, la lotta alle recensioni pilotate comincia a dare frutti

La piattaforma di e-commerce continua a cancellare le review incentivate, ma un'analisi su 65 milioni di opinioni mostra che il valore medio delle valutazioni non si discosta di molto

Roma - Quanto ci si può fidare delle recensioni pubblicate su Amazon? Abbastanza, ma non tantissimo. La stessa piattaforma ha deciso di fare un po' di pulizia, rimuovendo molte recensioni considerate inattendibili. Un'iniziativa promessa tempo or sono e che in effetti sta portando avanti.

Il problema dei commenti non veritieri c'è, ed è di proporzioni notevoli. Le recensioni finte su Web esistono da sempre, non solo su Amazon. Ma esistono anche le recensioni "pagate", "prezzolate", "non spontanee", "pilotate". Inoltre, il sistema delle "incentivised review", cioè recensioni incentivate in cambio di sconti e omaggi (il più delle volte dello stesso prodotto sottoposto a recensione) è pratica comune. Amazon non ha mai tollerato le recensioni dietro corrispettivo in denaro, ma in passato ha permesso l'uso delle "incentivised review" sotto forma di sconti. Da ottobre, però, qualsiasi forma di recensione incentivata è proibita. Le uniche ammesse sono quelle effettuate tramite il programma ufficiale Amazon Vine.

Ma la questione non è terminologica. Le recensioni non spontanee tendono ad essere ovviamente positive. Pure troppo. Lo ha rivelato una recente ricerca di ReviewMeta, una società che si occupa di analizzare le recensioni sui prodotti, che ha preso in analisi oltre 65 milioni di recensioni effettuate su più di 32.000 prodotti diversi. La media ottenuta dai prodotti con recensioni comprate è risultata di 4,74 stelle, mentre quella delle recensioni spontanee è solitamente intorno alle 4,36 stelle (su 5). L'eliminazione dei pareri sollecitati con dei corrispettivi, dunque, non avrebbe minato il valore medio dei prodotti: il rating lasciato dagli utenti resterebbe pressoché invariato, anche perché Amazon lo calcola basandosi quasi esclusivamente sulle opinioni rilasciate per gli "Acquisti verificati". Il che è ovviamente un fattore positivo per l'immagine dell'azienda.
Amazon ha deciso di rimuovere gran parte di queste opinioni pilotate in quanto minano la base della sua credibilità. Per ponderare un acquisto, gli utenti si basano molto sui consigli scritti da chi il prodotto l'ha già provato. Pertanto se si diffonde l'idea che si tratta principalmente di commenti non sinceri, gli utenti potrebbero iniziare a non tenerli più in considerazione o, peggio ancora, preferire altri marketplace al posto di Amazon.

Amazon recension finte bannale

Amazon si è dunque attivata per far sparire dalle sue pagine le recensioni incentivate non lecitamente: guardando il grafico si intuisce che a partire dallo scorso 3 ottobre la percentuale di consigli "pilotati" sulle pagine è iniziata a calare drasticamente. La società di Jeff Bezos non solo ha imposto un filtro che si occupa di bannare le nuove recensioni non affidabili, man mano che vengono pubblicate sulla piattaforma, ma starebbe analizzando anche i vecchi consigli per rimuovere quelli ritenuti non sinceri. E ciò avviene anche in Italia. Per la precisione sarebbero state rimosse - ad oggi - circa 500.000 recensioni, il 71 per cento delle quali ritenute non spontanee. Alcuni prodotti hanno subito una drastica sforbiciata; dalla pagina di una crema esfoliante biologica per lo scrub, ad esempio, sarebbero stati cancellati in un sol colpo oltre 9.000 commenti incentivati.

Che Amazon si stia dando da fare lo rivelerebbe anche il fatto che sul campione delle recensioni analizzato nelle ultime 2 settimane solo l'1,5 per cento risulta "incentivato". In passato lo stesso valore era decisamente più alto. Questo indica che il ban imposto sulla piattaforma è efficace, ma fino a che punto? Nuove recensioni fittizie continuano ad essere pubblicate sulle pagine dello store e se si considera che il filtro non è altro che un algoritmo, trovare il modo di aggirarlo potrebbe non essere impossibile.

Amazon, per scoraggiare l'impatto dei recensori di professione, ha altresì posto un limite al numero di pareri associati ad acquisti non verificati: un massimo di 5 recensioni a settimana.

Nicola Bruno

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