Pierluigi Sandonnini

Google: solo energia da fonti rinnovabili

Dal 2017 tutte le attività dell'azienda, data center e uffici dislocati nel mondo saranno alimentati da energia pulita. Stipulati contratti per una fornitura totale di 2,6 GW tra eolico e solare

Roma - Dal prossimo anno, Google utilizzerà solo energia prodotta da fonti rinnovabili per tutte le sue attività a livello mondiale. L'economia digitale, fatta di server dalle dimensioni gigantesche con milioni di processori, potrebbe sembrare a prima vista meno dispendiosa in termini energetici di una classica fabbrica della "vecchia" economia. Nonostante si cerchi di rendere i data center sempre più efficienti, l'energia necessaria al loro funzionamento è ancora tantissima. Per le aziende che si richiamano ai principi del rispetto per l'ambiente e del contrasto ai cambiamenti climatici, questo pone un grosso conflitto da risolvere.

Google è uno dei principali protagonisti della new economy: il suo motore di ricerca conta migliaia di miliardi di ricerche effettuate ogni anno, mentre YouTube viaggia al ritmo di 400 ore di video caricati ogni minuto. Per riuscire nell'impresa, Google ha sottoscritto contratti con fornitori di energia rinnovabile per 2,6 gigawatt (2.600 megawatt) tra energia eolica e solare. Un cammino che l'azienda ha iniziato nel 2010, quando ha firmato il primo accordo per l'acquisto di tutta l'energia elettrica prodotta da un parco eolico in Iowa, 114 megawatt, come ricorda in un post pubblicato sul blog dell'azienda, Urs Hölzle, Senior Vice President Technical Infrastracture.

Oltre al fattore ambientale, per Google il ricorso alle energie rinnovabili sembra essere anche un ottimo business. Negli ultimi sei anni, infatti, il costo dell'energia eolica è sceso del 60 per cento, quello dell'energia solare dell'80 per cento. E i costi dell'energia elettrica sono tra le maggiori componenti delle spese operative nei data center. Avere un costo per l'energia rinnovabile stabile nel lungo termine fornisce una protezione contro le oscillazioni dei prezzi nel settore dell'energia.
Per questo, Google ha finanziato venti progetti di energia rinnovabile che aiutano a supportare le comunità locali, in Oklahoma, North Carolina, Cile e Svezia. Gli impegni di acquisto di Google si tradurranno in investimenti infrastrutturali superiori a 3,5 miliardi di dollari a livello globale, circa i due terzi dei quali negli Stati Uniti. L'obiettivo finale è quello di creare un mondo in cui tutti - non solo Google - abbiano accesso all'energia pulita, come si può leggere nel white paper redatto dall'azienda.

Inoltre, Google ha riunito tutte le informazioni sulla sostenibilità ambientale in un rapporto sull'ambiente.

Una buona notizia, insomma, che a tutti noi, utenti del più famoso e utilizzato motore di ricerca, dovrebbe far piacere. Sapere che le informazioni e i contenuti a cui accediamo ogni giorno ci arrivano senza incidere negativamente sul clima del nostro unico e amato pianeta ci rende più sollevati.

Pierluigi Sandonnini
15 Commenti alla Notizia Google: solo energia da fonti rinnovabili
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  • ... tanto, ogni anno la popolazione mondiale aumenta di 80 milioni di abitanti... continueremo a sfruttare il pianeta fino alla totale devastazione, indipendentemente da queste belle parole sulle energie pulite e simili. Se Google risparmia qualche barile di petrolio, ci sarà qualcun altro pronto a consumarlo. Anzi, la maggiore efficienza ha sempre come conseguenza un aumento dei consumi (cfr. paradosso di Jevon, per i più curiosi).
    E ora vado a comprarmi un nuovo smartphone 16-core 4K trisim.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fetente
    > Anzi, la maggiore efficienza ha sempre
    > come conseguenza un aumento dei consumi
    > (cfr. paradosso di Jevon, per i più curiosi).

    Errato, non sempre.
    Il paradosso di Jevons (e non Jevon) dice che la maggior efficienza può portare, in alcuni casi, ad un aumento dei consumi.
    Questo perché migliorando l'efficienza nell'utilizzo di una data risorsa, si abbattono i costi di quella stessa risorsa, causando quindi uno stimolo a consumarne di più.
    Per il carbone ai tempi di Jevons è stato così, ma non è detto che anche con la scelta di Google avvenga la stessa. Alti fattori entrano in gioco: per esempio, nel caso di una domanda poco elastica o rigida, il paradosso di Jevons non si verifica, e i consumi diminuiscono.
    non+autenticato
  • si vabbe' è arrivato il precisino, adesso vallo a spiegare ai prossimi 80 milioni di persone che chiederanno cibo, energia, case, auto... Ok, niente in economia è una certezza, stanno ancora discutendo su COSA sia esattamente la moneta...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fetente
    > si vabbe' è arrivato il precisino, adesso vallo a
    > spiegare ai prossimi 80 milioni di persone che
    > chiederanno cibo, energia, case, auto...

    Se l'efficienza aumenta adeguatamente, si riuscirà a soddisfare la crescente domanda mantenendo gli stessi consumi attuali, senza che si verifichi nessun paradosso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non ci siamo
    > Se l'efficienza aumenta adeguatamente, si
    > riuscirà a soddisfare la crescente domanda
    > mantenendo gli stessi consumi attuali, senza che
    > si verifichi nessun paradosso.
    guarda ti risparmio la fatica, invece di produrre automobili più efficentie e parche nei consumi, visto i problemi con il petroli, vendiamo sempre più SUV ... e questo è solo un esempio. Tu consumi di meno per risparmiare e io consumo la mia e anche la tua quota
    non+autenticato
  • - Scritto da: non ci siamo
    > - Scritto da: Fetente
    > > si vabbe' è arrivato il precisino, adesso vallo
    > a
    > > spiegare ai prossimi 80 milioni di persone che
    > > chiederanno cibo, energia, case, auto...
    >
    > Se l'efficienza aumenta adeguatamente, si
    > riuscirà a soddisfare la crescente domanda
    > mantenendo gli stessi consumi attuali, senza che
    > si verifichi nessun
    > paradosso.

    Adesso mi convinci molto di meno.Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: non ci siamo
    > - Scritto da: Fetente
    > > Anzi, la maggiore efficienza ha
    > sempre

    > > come conseguenza un aumento dei consumi
    > > (cfr. paradosso di Jevon, per i più curiosi).
    >
    > Errato, non sempre.
    > Il paradosso di Jevons (e non Jevon) dice che la
    > maggior efficienza può portare, in
    > alcuni casi, ad un aumento dei
    > consumi.
    > Questo perché migliorando l'efficienza
    > nell'utilizzo di una data risorsa, si abbattono i
    > costi di quella stessa risorsa, causando quindi
    > uno stimolo a consumarne di
    > più.
    > Per il carbone ai tempi di Jevons è stato così,
    > ma non è detto che anche con la scelta di Google
    > avvenga la stessa. Alti fattori entrano in gioco:
    > per esempio, nel caso di una domanda poco
    > elastica o rigida, il paradosso di Jevons non si
    > verifica, e i consumi
    > diminuiscono.

    Mi ai quasi convinto.Occhiolino
    non+autenticato
  • Il tuo italiano invece non ha convinto nessuno.
    non+autenticato
  • L'aumento di popolazione come nuove nascite avviene nei posti più sfigati, dove il consume di energia e le emissioni di CO2 pro capite non sono tanto alte.
    C'è anche un aumento di popolazione nei paesi più sviluppati come immigrazione. Ma l'impatto è minimo, perché contrariamente a quello che scrivi l'aumento di efficienza sta portando ad una riduzione dei consumi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: dxfxb
    > L'aumento di popolazione come nuove nascite
    > avviene nei posti più sfigati, dove il consume di
    > energia e le emissioni di CO2 pro capite non sono
    > tanto alte.
    E mi raccomando mantienile sfigate e falle morire di fame perché se si accorgono che il mondo occidentale è diverso poi lo vogliono anche loro. Mica c'è carne per tutti ...
    non+autenticato
  • > E mi raccomando mantienile sfigate e falle morire
    > di fame perché se si accorgono che il mondo
    > occidentale è diverso poi lo vogliono anche loro.
    > Mica c'è carne per tutti
    > ...

    Puoi rigirare il mio commento quanto vuoi. Ma i fatti rimangono. E i fatti dicono che il commento originale di fetente si basa su dati incorretti.
    Che poi il risultato sia quello o no lo sapremo fra 50 anni. Meno previsioni degne del mago otelma e più attenzione ai dati sarebbero molto utili.
    non+autenticato