Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ Grand Moff Tarkin, torna tra noi!

di M. Calamari - Rogue One richiedeva le presenza di uno degli indomiti cattivi della Saga. Peter Cushing rivive in CGI per Guerre Stellari, e dà i brividi

Roma - Il titolo di oggi potrebbe lasciar pensare che Cassandra, magari senza spada laser ed un po' di soppiatto, non abbia saputo resistere alle sue stesse profezie, e sia andata a vedere il primo spin-off di un'immortale (anche se defunta) saga.
I 24 indipendenti lettori saranno perfettamente in grado di farsi la loro idea personale a riguardo.


Ma supponiamo per un attimo che sia vero: allora chi è Tarkin e perché parlare proprio di lui?
Il Grand Moff Tarkin, per gli amici "Wilhuff" è il personaggio di Guerre Stellari che in Episodio IV comanda la Morte Nera.
È un tipo davvero tosto, visto che oltre l'Imperatore, è l'unico essere nell'universo che abbia mai dato ordini a Darth Vader e sia stato obbedito. In confronto, l'hobby di far saltare in aria pianeti è una giacchettata.

Nel film avrebbe dovuto essere interpretato dal grande Christopher Lee, il più geniale ed inflazionato vampiro della storia del cinema.
Ma per qualche motivo, quando un allora umile Lucas, a caccia di celebrità per fare dei cameo nel suo filmetto, gli propose il ruolo, Lee declinò ma suggerì invece il collega ed amico Peter Cushing. Il GRANDE Peter Cushing, che qualunque appassionato di teratologia filmica conosce intimamente, e che ha interpretato tutte le parti più inquietanti che il cinema fantastico del dopoguerra abbia offerto. Tanto Lee poi si è rifatto in Episodio III prestando il volto al Conte Dooku.

Ebbene, non si poteva omettere la presenza del Grand Moff Tarkin nel suddetto spin-off. "Che c'è di strano se nel 2016 hanno fatto recitare nel solito ruolo un attore nel frattempo passato a miglior vita? - chiederà qualcuno - Ormai la computer grafica ci ha abituato a qualsiasi cosa..."
Beh, beh, beh non è proprio la stessa cosa.


Intanto a palmi Cassandra non ha visto (oops... si è tradita) un grande progresso per gli attori artificiali.
Il progresso visto da "Polar Express" a "Beowulf" era notevole, ma da Beowulf a Tarkin non si vede una differenza altrettanto grande, anche se i pori della pelle sono ben fatti (ma forse troppi).
Ricordate quando era difficile riprodurre in CG i capelli, e che poi una volta risolto il problema siamo andati avanti per anni con protagonisti sempre a pelo folto?
Ora, forse per lo stesso motivo, Tarkin sembra soffrire di acne...

Ma torniamo alle questioni serie.
Il problema che il clone di Peter Cushing apre non è banale.
Dopo aver saldato il conto agli ottimi tecnici degli effetti speciali, a chi va il cachet dell'attore?
Agli eredi, magari solo quelli testamentari? A moglie e figli od a tutti i parenti?
Chi può decidere di vendere, o anche regalare, non solo l'immagine di un uomo ma anche il suo essere, il suo "mestiere" di attore.
Certamente in questo particolare caso orde di avvocati avranno già preventivamente risolto anche ogni più piccolo dettaglio legale.

Voi direte che gli attori tutti i giorni si "vendono" da soli anche da vivi, quindi che c'è di strano se qualcun'altro poi li vende anche da morti? Visto che sia Peter Cushing che Christopher Lee hanno avuto molta pratica di "non morti", si potrebbero fare tante battute mettendo di mezzo Dracula e l'Uomo Lupo.
Ma invece a Cassandra basta l'idea di un attore "venduto" da morto per dare un piccolo brivido, fosse anche Jerry Lewis.

Ma è solo una delle solite elucubrazioni di Cassandra: non state a fasciarvi la testa più di tanto, e godetevi quello che potete del film.

Marco Calamari
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