Luca Annunziata

Una Volvo full-optional, Skype compreso

Annuncio di una collaborazione con Microsoft per rendere i viaggi in auto pių produttivi. Inserendo la versione business del messenger nell'autoradio

Milano - Quando il cellulare non basta, e non basta neppure un tablet, ci vuole un'autoradio intelligente: devono pensarla così in Volvo, visto che hanno appenna annunciato l'arrivo a bordo delle vetture serie 90 di Skype for Business, la versione destinata alle aziende del software di messaggistica di Microsoft. Un progetto portato avanti con l'azienda di Redmond e con Ericsson, che cura la parte di infotainment a bordo delle vetture col marchio Volvo. E che ha come obiettivo rendere più produttivo anche il tragitto compiuto a bordo della propria automobile.



Lo scopo che si prefigge Volvo è rendere, se possibile, più sicuro lavorare mentre si guida: le conferenze telefoniche, quelle che prevedono un numero imprevedibile di invitati per interminabili discussioni che costituiscono il surrogato delle riunioni, prevedono spesso di collegarsi a un centralino e inserire un codice numerico per accedere alla "stanza" riservata dal sistema. Procedure che collidono con la guida con le mani sul volante e gli occhi sulla strada: guardare il telefono per individuale il codice e il numero da chiamare, digitarli sulla tastiera, possono costituire una distrazione fatale.
Utilizzare invece le funzioni Skype può essere più sicuro: il software prevede nativamente le conferenze telefoniche, a cui si può essere invitati e accettare di entrarvi con un semplice tocco sullo schermo del sistema di intrattenimento di bordo. Naturalmente ci sono comunque dei rischi, nel caso in cui ci si concentri unicamente sulle voci invece di badare alla strada: tuttavia va anche presa in considerazione l'ipotesi che il guidatore, e magari i passeggeri, siano bloccati nel traffico e possano con questi strumenti recuperare del tempo prezioso.

In prospettiva, poi, Volvo sta anche analizzando l'ipotesi di integrare l'assistente personale Cortana a bordo: quello senz'altro sarebbe un passo avanti interessante, con il software collegato al cloud che potrebbe con efficienza riconoscere la voce del guidatore, decodificarne la richiesta espressa in linguaggio naturale, e quindi fornire le risposte relative a mappe, informazioni turistiche o persino - se necessario e autorizzato - accedere ad email personali e magari leggerle ad alta voce o trascrivere la risposta dettata.

Tutta questa tecnologia va però presa sempre come una potenziale forma di distrazione per chi guida: l'abuso di questi strumenti può essere dannoso, almeno fino a quando non diventerà abituale delegare al software pure la guida della vettura. Non è un caso che una coppia abbia citato in giudizio il guidatore dell'auto che ha causato un tamponamento in cui ha perso la vita la figlia di 5 anni: all'origine dell'incidente ci sarebbe stata una chiamata Facetime, ancora in corso dopo l'arrivo della Polizia, e pure Apple è stata chiamata a rispondere di quanto accaduto sebbene non sia, ovviamente, responsabile dell'uso irresponsabile fatto di un suo dispositivo.

Luca Annunziata
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