Luca Annunziata

L'Europa e le leggi della robotica

Il Parlamento del Vecchio Continente alle prese con le regole per cercare di mettere ordine nel futuro della tecnologia. A cominciare dalla paternitÓ e dalla responsabilitÓ per quanto le macchine fanno e faranno

Milano - Questa volta pare che l'Unione Europea voglia muoversi in anticipo, e la Commissione per gli Affari Legali è al momento impegnata nella scrittura di un complicato documento che orienti la dottrina in materia di robot e intelligenza artificiale nel prossimo futuro. Un tema vasto e ambiguo, che pone probabilmente più domande di quante oggi siamo in grado di rispondere. Una, sopra tutte: alle AI, alle intelligenze artificiali, va riconosciuto uno status giuridico?

Il rapporto, in bozza, che al momento ha ricevuto una votazione positiva a maggioranza (17 a 2, con due astenuti) prova a fare ordine: sono diversi i punti da affrontare, a cominciare da una definizione rigorosa di che cosa sia in effetti un "robot autonomo intelligente", così come la formalizzazione di un contesto etico e un codice di condotta utile a chi si occupa di questi temi per ragioni di ricerca e sviluppo. Poi c'è da valutare l'impatto di robotica e intelligenza artificiale anche nel contesto industriale: come e quanto questi fattori influiscano nella vita delle aziende, e come ciò debba essere valutato sul piano fiscale e di welfare (l'avvento di questa quarta rivoluzione industriale avrà un impatto, ancora tutto da valutare, sulla società industrializzata).

Per questo sarebbe indispensabile un'agenzia europea che sovrintenda a questi temi: e che faccia rispettare eventuali obblighi per garantire la collettività in caso di incidenti causati dalle macchine. ╚ evidente che in questo caso l'intervento del legislatore rischia di essere decisamente tempestivo e opportuno, se declinato in modo efficace: con le auto che si guidano da sole che iniziano a circolare per strada, con i computer che sfruttano le potenze crescenti a disposizione per simulare il pensiero umano e offrire alle entità a base carbonio le informazioni che ritengono essere utili per prendere decisioni e affrontare i problemi, è necessario stabilire in anticipo chi sarà responsabile di cosa.
Non è impensabile che la conclusione di questo percorso normativo sia l'adozione di un impianto che metta assieme quelle che fino a poco tempo fa non erano altro che suggestioni fantascientifiche: le leggi della robotica di Asimov, i dubbi di Dick in materia di identità e riconoscibilità delle macchine, e ancora il tema affrontato da entrambi gli scrittori (e molti altri) sulla definizione di stato di individuo per il prodotto della tecnologia più avanzata che arriva ad acquisire consapevolezza di sé. Quel che conta è che la materia venga affrontata subito, magari anche con un vantaggio temporale non insignificante rispetto ad altre realtà (i molto più liberali USA) dove si lascia che sia il mercato a dettarsi da solo le regole con un intervento minimo dello Stato.

In realtà è opportuno dirimere in anticipo alcune faccende: se per esempio una AI producesse una scoperta scientifica, a chi andrebbe attribuita la paternità di tale scoperta? A chi dovrebbero essere destinati i proventi? La soluzione prospettata per alcune di queste faccende potrebbe essere la definizione di uno status giuridico analogo a quello attribuito alle aziende nella legislazione, ma non mancano alcuni distinguo: come la necessità di prevedere un kill-switch di tono apocalittico, il pulsante da schiacciare per spengere le macchine nel caso in cui l'umano ritenga che il loro funzionamento possa diventare pericoloso.

La scelta europea di affrontare queste faccende potrebbe essere un passo incoraggiante: servirà sicuramente a innescare un dibattito nel merito etico, più che tecnico, dell'influenza dell'intelligenza artificiale (definita in senso lato, robotica avanzata compresa) sul genere umano. Se il Vecchio Continente adotterà regolamenti e linee di condotta specifiche, il resto del Mondo dovrà tenerne conto. Ed è interessante osservare come anche Satya Nadella, CEO di Microsoft, abbia proprio in questi giorni invitato tutti a una profonda riflessione su questi cambiamenti che stanno accadendo davanti ai nostri occhi: il fatto che una macchina sia in grado di svolgere il lavoro di un uomo non signfica che debba, sempre, sostituirlo nella sua mansione.

Luca Annunziata
6 Commenti alla Notizia L'Europa e le leggi della robotica
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  • Pecola:

    https://it.wiktionary.org/wiki/pecola

    "se per esempio una AI producesse una scoperta scientifica, a chi andrebbe attribuita la paternità di tale scoperta?".

    Dominio pubblico! E si tagliano le gambe ai vagabondi, perchè di questo in fondo stiamo parlando.

    Quel super-computer è il frutto di centinaia di anni di evoluzione e della collaborazione di migliaia di persone che hanno guadagnato poco o nulla dalle loro scoperte.

    Un somaro arricchitosi grazie un colpo di fortuna potrebbe comprare una macchina del genere e cominciare a brevettare l' universo. No! Io non ci sto, soprattutto conoscendo l' andazzo attuale:

    http://it.ibtimes.com/meta-della-ricchezza-mondial...

    8 persone detengono la stessa ricchezza netta di metà della popolazione più povera del mondo, un trend che è andato peggiorando in maniera spaventosa negli ultimi sette anni.

    Si sta esagerando, il modello capitalista è impazzito.
    non+autenticato
  • Ecco, siamo alle solite.
    Come già avvenuto in altri campi, a forza di mettere regole, gli euroburocrati non faranno che favorire gli altri paesi che, liberi da lacci e lacciuoli, svilupperanno più velocemente le loro tecnolgie.
  • Non sono affatto d'accordo.

    Già oggi abbiamo in strada qualche nuovo modello di auto con sistemi automatici che possono intervenire su sterzo, freni ecc anche CONTRO la volontà dell'utente. Sino a che il sistema è prettamente meccanico (o se si vuol esser più precisi, un po' in informatichese, funzionalmente puro) ancora non vi sono problemi le sue azioni sono abbastanza facilmente conoscibili a priori ma quando così non è il problema comincia a porsi.

    Tra dieci anni avremo probabilmente auto a guida autonoma che possono in caso di incidente dover decidere manovre che coinvolgano terzi (chessò scegliere se andar dentro una cisterna di GPL o su una scolaresca in gita, nel mezzo di un quartiere popoloso) ecc. Questi sono problemi che richiedono anni per essere eviscerati, compresi dalla massa della popolazione ed accettati quindi si deve partire per tempo.

    ╚ triste che tanti non abbiano la vista abbastanza lunga da capirlo.
    non+autenticato
  • I co@ioni, al posto di fare cose serie per contenere il disastro di questa europa di emmenthal, studiano la robotica.
    Mentecatti
    non+autenticato
  • Mentre tu li offendi loro esercitano il potere facendo leggi che ti spaccheranno il q*l* da qui a qualche anno.
    non+autenticato
  • Eh, è proprio quello che ho detto.
    Tu sei stato più diretto.
    Ma il culo lo spaccheranno anche a te, insieme ad altre centinaia di milioni di fessi immobili
    non+autenticato