Gaia Bottà

Facebook recluta Hugo Barra per la VR

L'esperienza accumulata prima su Android, poi a Xiaomi, verrà investita nei progetti di Menlo Park per realtà virtuale e aumentata. Facebook intende posizionarsi in prima linea, in attesa che il mercato generalista sia maturo

Roma - Dai vertici dello sviluppo di Android, passando per Xiaomi, per tornare alla Silicon Valley, accolto da Facebook: Hugo Barra è pronto ad assumere la dirigenza dei progetti per la realtà virtuale e aumentata di Menlo Park, guidando lo sviluppo di un business in cui il social network conta di investire miliardi.



Hugo Barra, approdato nel 2013 a Xiaomi dopo l'esperienza a Mountain View, si è congedato dal colosso cinese nei giorni scorsi: dopo aver assistito alla sua crescita esplosiva, ha lasciato l'azienda nel momento in cui ha imboccato un periodo di fisiologico rallentamento, confermato dall'assenza al Mobile World Congress di Barcellona in programma per il mese prossimo.

Il CEO di Facebook Zuckerberg tributa a Barra un post di benvenuto in cui ricorda il duraturo rapporto di conoscenza che li lega, "a partire da quando contribuiva allo sviluppo del sistema operativo Android". Ad accomunarli c'è anche "la convinzione che la realtà virtuale e aumentata sarà la prossima piattaforma di computing", capace di "farci esperire cose completamente nuove e scatenare più che mai la creatività". Barra, che "sognava di lavorare alla realtà virtuale da quando era una finzione fantascientifica", che ha contribuito al lancio della piattaforma di Xiaomi per la VR, e che ora si lascia entusiasmare dai "selfie scattati in mondi virtuali", si insedierà a Menlo Park nel giro di "un paio di mesi", a capo della divisione dedicata alla VR e a capo del team di Oculus, pronto a lavorare per mettere a disposizione queste tecnologie "ad una porzione di umanità la più vasta possibile".
Facebook, fin dall'acquisizione di Oculus, confida proprio in questa rivoluzione di mercato: gli attori del panorama IT si stanno attrezzando per competere sul campo della realtà virtuale nel momento in cui diventerà una tecnologia generalista, e Zuckerberg intende guadagnarsi la prima linea. Le vendite di Oculus, secondo gli analisti, stentano ancora a decollare, complice il fatto che non si è ancora innescato un circolo virtuoso che coinvolga ampiamente gli sviluppatori e i produttori di contenuti, che siano incoraggiati dal successo dei prodotti hardware e che al contempo lo incoraggino. Facebook ha per questo in programma di investire 3 miliardi di dollari nel giro dei prossimi dieci anni, un percorso già impostato sia in ambito software e contenutistico, sia in ambito hardware, con prototipi di visori stand alone economici.

Gaia Bottà
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