Marco Calamari

Cassandra Crossing/ I numeri dell'eGov: SPID

di M. Calamari - Trascorsi 10 mesi dal lancio il Governo dichiara 1 milione di erogazioni del Sistema Pubblico di Identità Digitale. Ma i conti tornano? E ce la farà a convincere 10 milioni di cittadini entro fine 2017?

Cassandra Crossing/ I numeri dell'eGov: SPIDRoma - Cassandra si è già espressa, non proprio positivamente, sulla SPID; in termini di sicurezza, di opportunità e di tecnologia.

Malgrado la sua opinione pessimista (ed esposta nei minimi dettagli) sta continuando a seguire con attenzione quella che, dopo la firma digitale, la Carta Nazionale dei Servizi (tessera sanitaria) e la PEC, potrebbe essere la prossima tecnologia di eGov ad avere un impatto percettibile sulla generalità dei cittadini italiani.

Ricordiamo infatti tante costose iniziative fallite o scomparse nel nulla insieme a cifre con troppi zeri (espresse in Euro), come le varie versioni della Carta di Identità Elettronica, il sito Italia.it e cosi via. A proposito, auguri al Processo Amministrativo Telematico che sta rullando in pista dal 2 gennaio.
Ma torniamo alla SPID.
Mentre la firma digitale (11 milioni di firme attive nel 2016) e la PEC (6 milioni di caselle censite sempre nel 2016) sono ormai, nel bene e nel male, strumenti quotidiani per milioni di cittadini, cosa sta succedendo alla SPID?

Citiamo dal sempre ben informato quotidiano "Agenda Digitale": "Se a settembre (6 mesi dal lancio) c'erano 90.000 identità SPID erogate, a fine novembre (a 8 mesi e mezzo dal via) erano 430.000 e a gennaio hanno superato il milione. Non vi sono informazioni ufficiali sul reale utilizzo delle identità SPID".

La notizia è apparentemente buona, ma tutta da verificare, come correttamente ammesso. Andreottianamente ("chi pensa male fa peccato ma spesso indovina") facciamo un'ipotesi pessimistica e proviamo ad avvalorarla con alcune considerazioni quantitative, basate su dati certi ed assunti ragionevoli.

La SPID è un'iniziativa "drogata" inizialmente dalla propaganda istituzionale e poi da alcune iniziative finanziarie "one shot", per cui è stata "stranamente" resa obbligatoria. Ripeto: "obbligatoria"!
Prendiamo ovviamente per buono il numero di 90.000 SPID esistenti a fine novembre e classifichiamoli come utenti entusiasti o curiosi, "early adopter".

Proviamo poi a calcolare quanti sono i potenziali beneficiari della legge sul bonus docenti previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, che stanzia 200 milioni di euro. A 500 euro per docente fanno 400.000 SPID per altrettanti potenziali beneficiari. Il termine per usufruire dell'iniziativa si avvia a scadere e non sarà prorogata o rinnovata; pare ragionevole che tutti si siano affrettati a beneficiarne.

Analogamente calcoliamo il numero di potenziali utenti del Bonus Cultura riservato a tutti e solo i maggiorenni dell'anno 2016; sono 290 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità 2016, che divisi per i 500 euro fanno 580.000 SPID.

Anche qui pare ragionevole che tutti si siano affrettati a beneficiarne; l'ipotesi è avvalorata da notizie di bonus ottenuti e messi in vendita su eBay da beneficiari poco interessati alla cultura ma di più ai soldi.

Poi ci sarebbero i "beneficiari volontari" del famigerato anticipo pensionistico APE, che prevede l'uso della SPID. Considerando che pare non sia obbligatorio, e cioè che resti possibile rivolgersi ai patronati, e sperando che siano molto pochi quelli che cadranno in questa trappola useranno questa possibilità, poniamo uguale a zero il numero di SPID richieste per quest'ultima iniziativa.

Sottolineiamo ancora che si tratta di iniziative "one shot", non destinate ad essere ripetute.

Infine dobbiamo calcolare altri 4 mesi di aumento "fisiologico" delle SPID da ottobre a gennaio, estrapolandolo dai 90.000; 90.000 / 6 x 4 = 60.000

Totale: 90.000 + 400.000 + 580.000 + 0 + 60.000 = 1.130.000

Il conto tornerebbe; questo oltretutto avvalorerebbe l'ipotesi che il tasso fisiologico di crescita delle SPID sia 15.000 nuove SPID al mese e quindi 180.000 l'anno.

Come già detto, si tratta di un calcolo basato su tante ipotesi e pochi dati certi, ma se si rivelasse corretto si tratterebbe di una crescita decisamente troppo bassa, fallimentare rispetto agli obiettivi dell'iniziativa.

Il futuro e i dati che sperabilmente verranno aggiornati nel corso del 2017 avranno l'ultima parola. Nel frattempo, se vi state apprestando a chiedere la vostra SPID, Cassandra vi augura almeno di non dover vivere l'esperienza di quest'altro fiorentino.

Marco Calamari - @calamarim

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23 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ I numeri dell'eGov: SPID
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    Modificato dall' autore il 15 febbraio 2017 16.12
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    Modificato dall' autore il 28 febbraio 2017 15.26
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  • Premesso che SPID non è una idea così nuova, già ad inizio secolo Microsoft e Sun Microsystems stavano pensando a dei sistemi di identity management.
    Vi ricordate Microsoft Passport o Sun Liberty Alliance Project?
    Tralasciando questo, ed anche il fatto che a mio avviso un servizio di Identity Management dovrebbe essere di esclusiva dello Stato, esattamente come avviene per l'anagrafe vi faccio presente due dettagli che non ho visto mai prendere in considerazione fino ad oggi:

    1) con SPID ad ogni persona fisica verrà associata una ed una sola login, peccato che non è raro che in un sistema informatico una persona fisica abbia account diversi a seconda del ruolo che deve impersonare (es. posso essere contemporaneamente utente normale o amministratore, oppure impiegato di un certo Ente che opera sul sistema per evadere le pratiche ma anche libero cittadino che usufruisce del servizio come tutti gli altri)
    Questo implica che le applicazioni informatiche dovranno essere riviste / adattate in modo da permettere alla stessa login di operare come diversi utenti, quindi a seconda del servizio le modifiche da fare potrebbero essere trascurabili o invasive.
    Non solo, alcune applicazioni permettono la creazione di nuove utenze (es. un utente responsabile di un ufficio è in grado di creare nuove utenze per gli impiegati che gestisce), con SPID il software andrà sicuramente modificato perchè la creazione delle nuove utenze non sarà più gestita solo all'interno di una particolare applicazione

    2) in Italia esiste una pessima pratica, purtroppo molto diffusa, che prevede sia la condivisione della stessa login all'interno di un gruppo di persone sia quella del classico responsabile che consegna le proprie credenziali di accesso al proprio sottoposto affinchè operi per lui come delegato.
    Con SPID voglio proprio vedere chi si prenderà la briga di dare le proprie credenziali associate alla sua persona fisica ad altre persone visto che le credenziali SPID non saranno limitate ad un particolare servizio ma a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione (e non solo).
    Questo secondo aspetto secondo me rischierà di far fallire SPID perchè non si tratta solo di una questione tecnologica ma anche di un cambio culturale, un cambio di modalità di operare (ovvero di processi) che non è così facile da modificare all'interno di organizzazioni complesse.
    Lato tecnologico, di sicuro occorrerà che le applicazioni siano in grado di gestire relazioni tra utenti con ruoli e deleghe, ma ogni applicazione sarà un caso a parte. Alcune, magari quelle più grosse e strutturate potrebbero essere facilmente adattabili, altre andranno riscritte in maniera significativa.

    Con SPID non si tratterà quindi semplicemente di un metodo diverso per accedere ai servizi della PA, ma potrebbero esserci grossi impatti sia sul piano tecnologico che sul piano organizzativo.
    apo
    99
  • Mettetevi il cuore in pace.
    Avrete a che fare con la Pubblica amministrazione per tutto il resto della vita ed anche i vostri figli e i figli dei vostri figli avranno a che fare con la Pubblica amministrazione.
    Pretendere di non averci a che fare è impossibile se non cambiando pianeta. In questo pianeta potete solo subirla (anche se non la cercate prima o poi ti troverà) o cercare di cambiarla e, in questo secondo caso, è impossibile riuscire singolarmente, senza il consenso sociale.
    Perché la Pubblica amministrazione non è un nemico da abbattere.

    La Pubblica amministrazione SIAMO NOI.

    Facciamo allegramente finta di non sapere che collettivamente siamo noi che la vogliamo così! Siamo noi che vogliamo tutte le regole del mondo da applicare beninteso agli altri e poi tutte le eccezioni alle regole del mondo da applicare beninteso solo a noi, ai nostri amici o a chi ci fa comodo. E questo implica furbi, furbastri evasori e corrotti sia dentro che fuori dalle amministrazioni pubbliche.
    L’Italia di oggi (alla faccia di “mani pulite”) è fatta così. O cercate di cambiarla o ve ne fate una ragione e smettete di far finta di lamentarvi.
    Ma queste son cose oramai dette e ridette… e le elezioni eleggono sempre gli stessi, e l’affluenza alle urne continua a calare il che indica che, a parte le chiacchiere, non interessa a molti cercare di cambiare qualcosa.
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