Alfonso Maruccia

Microsoft, Facebook, NVIDIA: l'hardware č Open

I colossi dell'hi-tech ingranano la marcia nella realizzazione di nuovo standard aperti per le configurazioni hardware lato server, un mercato che si fa a dir poco interessante grazie a un'evoluzione tecnologica costante

Roma - Gli indizi erano nell'aria da tempo, e adesso arriva la conferma ufficiale da parte della diretta interessata: Microsoft si prepara a supportare l'architettura ARM nella linea di sistemi operativi Windows per server, e non bastasse questo la corporation dice di voler fornire contributi sempre più importanti allo sviluppo di standard hardware open source per ambienti CED.

L'innovazione su server passa per l'adozione dell'architettura ARM, spiega Microsoft, e per tale motivo l'azienda è già attivamente al lavoro con partner importanti del settore - Qualcomm e Cavium su tutti. Windows Server è già in grado di girare su server costruiti intorno a chip ARM, rivela Redmond, anche se al momento tale build è utilizzata a solo scopo interno e non è dato di sapere il periodo di distribuzione di una sua eventuale versione commerciale.

La variante ARM di Windows Server è parte di quello che Microsoft chiama Project Olympus, vale a dire un nuovo design di server che Redmond ha realizzato con la collaborazione di Qualcomm e l'impiego dei SoC Centriq 2400: si parla, in questo caso, di processori equipaggiati con 48 core ARMv8 e prodotti sull'avveniristico nodo a 10 nanometri.
Le novità di Microsoft sono state presentate al summit 2017 per l'Open Compute Project (OCP), iniziativa di standardizzazione avviata da Facebook con lo scopo di distribuire i nuovi design hardware sotto forma di specifiche open source. Neanche a dirlo, allo stesso summit era presente il social network con le prevedibili novità del caso.

Le nuove proposte di Facebook per il consorzio OCP includono quindi Big Basin, modello di server che "rimuove" la scheda madre dall'unità per fare spazio alle GPU di nuova generazione e compattare le dimensioni rispetto a Big Sur, il server Tioga Pass a cui collegare le varie unità Big Basin, la seconda versione dei server Yosemite e Bryce Canyon per lo storage.

Non bastassero le iniziative di Facebook, la potenziale "minaccia" di ARM allo strapotere delle CPU Intel e l'ombra della rinascita x86 di AMD (Ryzen-Zen) che incombe sullo sfondo, il mondo dei data center deve fare i conti con l'ennesima collaborazione ad altissimo profilo nel tentativo ulteriore di standardizzare le specifiche e i design. Microsoft e NVIDIA lavorano infatti alla piattaforma HGX-1, ennesima proposta del Progetto Olympus che vuole fare per i server e i CED quello che lo standard ATX (ancora in uso da oltre 20 anni) ha fatto per il mercato dei Personal Computer.

Alfonso Maruccia
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8 Commenti alla Notizia Microsoft, Facebook, NVIDIA: l'hardware č Open
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  • e software closedA bocca storta
    non+autenticato
  • La mia distro supporta proci arm da 11 anni... u-n-d-i-c-i lunghi anni, ma cosa ca**o hanno fatto in tutti questo tempo?
    non+autenticato
  • Han aspettato di avere CPU adatte come potenza, costi e consumi ad un uso non giocattolo. Con le potenze attuali ARM può essere, IMVHO ancora marginalmente, interessante per blade, miniserver e soluzioni simili.

    Oggi con l'esplosione delle partizioni di sistema operativo (iow LXC/D con Docker, per quanto sian le ultime e le peggiori in ambito *nix) ha un po' fatto passar la moda dei blade ma vi sono molti ambiti in cui servono ancora e in cui serviranno domani. I miniserver d'altro canto sono un altro mercato interessante, per più di una ragione. Quella probabilmente meno nota è che stiamo sempre più caricando reti che non vengono aggiornate da anni o sono assai difficili da aggiornare, un'evoluzione di abbastanza lungo periodo potrebbe proporre una nuova "domotica" con diciamo un miniserver per casa a far da cache, computing distribuito, per tamponare un po' il carico di rete e trasferire un po' di costi dai datacenter agli utenti finaliA bocca aperta
    non+autenticato
  • Il punto che mi perplime è un altro: perchè se ne sono sbattuti per tanto tempo? Adesso si ritroveranno inevitabilmente indietro come è già successo con il mobile.
    non+autenticato
  • Si son sbattuti di ARM per tanto? Perché ARM non era (e IMVHO non è) ancora pronta per un uso server, non da datacenter almeno. GNU/Linux e molti UNIX opensource han da sempre supportato svariate architetture quindi aggiungere il supporto per un'altra, tanto più RISC non è così oneroso ed è facile che tale port sia fatto da qualche accademico o gruppo di accademici per loro ricerche o da aziende che vogliono vedere il loro ferro supportato. Microsoft a parte una breve parentesi molto tempo fa su CPU RISC non ha praticamente esperienza ed essendo closed non ha "terzi interessati" che si mettono a lavorare su architetture differenti: deve farsi tutto in casa...

    Se la guardi sul piano commerciale tutte le Grandi CPU sono morte (Alpha, Mips, Sparc, PA-RISC, ...) solo IBM è riuscita a tenersi in vita e tenere in vita Power che comunque è interessante solo per una ristretta fetta del mercato. Che interesse poteva avere Microsoft verso altre architetture, tanto più che lato server non ha mai avuto mercato se non per fasce molto basse?
    non+autenticato
  • - Scritto da: xte
    > Si son sbattuti di ARM per tanto? Perché ARM non
    > era (e IMVHO non è) ancora pronta per un uso
    > server, non da datacenter almeno.

    Mi sento di dissentire. Uno dei più grossi problem dei datacenter è il consume di energia e la conseguente dissipazione del calore. Per una serie di attività un'architettura ARM potrebbe essere interessante.

    > Microsoft a parte una
    > breve parentesi molto tempo fa su CPU RISC non ha
    > praticamente esperienza ed essendo closed non ha
    > "terzi interessati" che si mettono a lavorare su
    > architetture differenti: deve farsi tutto in
    > casa...

    NT è multipiattaforma, nato su RISC. Windows 10 gira tranquillamente su ARM. Detto questo i terzi interessati ci sono: QUALCOMM, ad esempio.
  • I datacenter odierni tendono ad essere "grandi computers" (cit. obbligatoria The Datacenter as a Computer, Google research del 2009) con un pauroso bisogno di risorse: ce lo vedi OpenStack su ARM? IMVHO ARM è interessante su blade che oramai non van troppo di moda ma han ancora il loro spazio ma oltre non sono IMVHO ancora pronti... Considera che dietro alla mancanza di soluzioni "bare metal" comode si virtualizza tutto e la più comune architettura oggi è x86 ove la virtualizzazione ha un'overhead enorme.

    Su NT/Windows 10... Microsoft su server risc non c'è mai realmente andata, non puoi paragonare i tablet stile surface ad una soluzione enterprise solo per il fatto che teoricamente il codice compila...
    non+autenticato
  • - Scritto da: xte
    > I datacenter odierni tendono ad essere "grandi
    > computers" (cit. obbligatoria The Datacenter as a
    > Computer, Google research del 2009) con un
    > pauroso bisogno di risorse: ce lo vedi OpenStack
    > su ARM?

    Perchè no?

    > IMVHO ARM è interessante su blade che
    > oramai non van troppo di moda ma han ancora il
    > loro spazio ma oltre non sono IMVHO ancora
    > pronti...

    Nei datacenter Microsoft si usano server in rack (2 orizzontali per unità). Il ricorso ai blade è più o meno inutile dato che una mezza (in orizzontale) unità rack ha le dimensioni di una lama. Oltrettutto il blade introduce una complessità inutile in quell contesto. Si potrebbe però dire che lo chassis del blade è il capannone che ospita i server che sono le lame.

    > Considera che dietro alla mancanza di
    > soluzioni "bare metal" comode si virtualizza
    > tutto e la più comune architettura oggi è x86 ove
    > la virtualizzazione ha un'overhead
    > enorme.

    Si fa anche su ARM. Aggiungo che io sono comunque in "fan" x64 in questo contesto. Comunque lo scenario è interessante. Considera che buona parte del nuovo software applicativo è scritto su qualche forma di VM o ambiente (es.: Java, JavaScript, .NET, Python, ecc.) che ti isola dal sistema sottostante.

    > Su NT/Windows 10... Microsoft su server risc non
    > c'è mai realmente andata, non puoi paragonare i
    > tablet stile surface ad una soluzione enterprise
    > solo per il fatto che teoricamente il codice
    > compila...

    NT è stato sviluppato su RISC (Intel 860 se non ricordo male) e poi portato e gestito su altri processori per un bel pezzo. Il problema dei vecchi RISC è che hanno incontrato sulla loro strada il Pentium Pro e seguenti (compreso l'ultimo Xeon) che li ha ammazzati. Però non puoi dire che Microsoft non ha esperienza. NT è multipiattaforma da sempre.