Claudio Tamburrino

Google, l'advertising non si sposa con l'odio

A seguito della crisi scatenata da pubblicità promossa da enti pubblici britannici associata ad alcuni video estremisti su YouTube, la Grande G corre ai ripari

Roma - Google ha annunciato di voler apportare cambiamenti alle sue policy di advertising dopo la protesta di importanti brand britannici che si erano ritirati dalla piattaforma perché associati a video con contenuti offensivi.

La questione è naturalmente sempre quella del proliferare di false notizie e contenuti che istigano all'odio sui social network e le altre piattaforme di user generated content. Google era già intervenuta sull'argomento divenuto particolarmente pressante nel dibattito pubblico, prima introducendo una verifica delle notizie aggregate dal suo Google News (e inserendo il contrassegno "Fact Check" in alcuni paesi come Argentina, Brasile, Messico, Usa, Francia e Germania) e, da ultimo, sperimentando una squadra per identificare e rimuovere "le informazioni come inaccurate".

Tuttavia, mentre Facebook se la deve vedere con la Germania, che cerca di correre al riparo in vista delle sue prossime elezioni politiche e per farlo sta pensando addirittura ad una multa salata per gli intermediari che non agiranno tempestivamente nei confronti dei contenuti ritenuti violenti o delle false notizie, Google ha ora a che fare con il Regno Unito: al centro del loro scontro ci sono alcuni video ritenuti promotori di contenuti estremisti e che sarebbero stati associati in via automatica alla pubblicità sul Tubo acquistata dalle aziende e delle istituzioni britanniche.
A portare alla ribalta la questione è stato un rapporto del Times, a seguito del quale Londra ha convocato Google chiedendo spiegazioni dell'advertising pagato ed apparso su video "di sostenitori dello stupro, antisemiti e predicatori d'odio", tra cui quello del nazionalista bianco americano David Duke e il negazionista Steven Anderson: secondo il reportage, ai loro video erano per esempio associate inserzioni della Royal Navy, della Royal Air Force, della BBC e dell'azienda dei trasporti di Londra.
Come riferisce un portavoce delle istituzioni britanniche: "È del tutto inaccettabile che i contribuenti vedano i loro soldi finire in pubblicità associate a contenuti inappropriati".

In concomitanza con tale confronto, tanto il Guardian, Channel 4 e la BBC quanto il Governo del Regno Unito hanno deciso di sospendere la collaborazione con il circuito di advertising di YouTube, seguiti dalla compagnia di advertising francese Havas SA (la sesta più grande al mondo) che ha ritirato i suoi clienti britannici tra cui compaiono O2, Royal Mail Plc, Domino's Pizza e Hyundai Kia e riferito che tornerà sui propri passi solo quando potrà "tornare ad avere fiducia che la piattaforma YouTube e Google Display Network offrano quegli standard" che si aspettano insieme ai propri clienti.

Davanti a tale defezione, Mountain View ha immediatamente annunciato che offrirà ai propri clienti maggiore controllo sui contenuti che potranno essere associati alle proprie inserzioni, sia che si tratti di video YouTube che di altri contenuti del Google Display Network. Google, poi, riconosce ora la necessità di implementare politiche più strette in merito ai contenuti ai quali possano essere associati gli ad della propria rete commerciale: Mountain View parla di "più controlli" perché sottolinea che ci fossero già delle limitazioni, che per esempio solo nel 2016 hanno portato alla rimozione di circa "2 miliardi di inserzioni e 100mila inserzionisti dal programma di AdSense" e hanno "impedito al proprio advertising di apparire su oltre 300 milioni di video".

Claudio Tamburrino
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4 Commenti alla Notizia Google, l'advertising non si sposa con l'odio
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  • Ah ecco, è "odio", oppure "contenuto inappropriato", qualunque cosa che non piaccia a banchieri, multinazionali, la UE, la lobby ebraica, i massoni, il bilderberg, ecc.

    E come sempre lo scandalo scoppia quando i "contenuti inappropriati" riguardano l'aritmetica alcolica sui prigionieri di guerra nei campi nazisti. E' vietato negare la colossale panzana dei 6 milioni di ebrei morti nei campi di concentramento, anche se è una cosa demograficamente e statisticamente impossibile: negli anni '40 esistevano solo 12 milioni di ebrei in tutto il mondo, di cui la metà residenti nel continente europeo. Se fosse vero non ne sarebbe dovuto rimanere neanche uno, eppure le redazioni dei quotidiani continentali e i CdA delle banche mi sembrano piuttosto gremiti...

    Semmai i 6 milioni sono la somma totale dei prigionieri morti dei tedeschi: soprattutto soldati polacchi, francesi, russi, oppositori interni di hitler, ecc... Tutta gente che post mortem si è ritrovata ad essere conteggiata come "ebrea" senza esserlo, ma soprattutto senza volerlo. Certamente c'erano anche alcuni ebrei, ma non si capisce perchè si debba falsificare la Storia per conto di una minoranza, o meglio, si capisce benissimo: tale minoranza controlla gran parte del sistema bancario e dell'informazione occidentale. Basta controllare giornali, case editrici e TV, e come per magia la matematica, la statistica e la demografia diventano fatti opinabili, o peggio ancora "odio".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matematico odiante
    > Ah ecco, è "odio", oppure "contenuto
    > inappropriato", qualunque cosa che non piaccia a
    > banchieri, multinazionali, la UE, la lobby
    > ebraica, i massoni, il bilderberg,
    > ecc.
    >
    > E come sempre lo scandalo scoppia quando i
    > "contenuti inappropriati" riguardano l'aritmetica
    > alcolica sui prigionieri di guerra nei
    > campi nazisti. E' vietato negare la colossale
    > panzana dei 6 milioni di ebrei morti nei campi di
    > concentramento, anche se è una cosa
    > demograficamente e statisticamente impossibile:
    > negli anni '40 esistevano solo 12 milioni di
    > ebrei in tutto il mondo, di cui la metà residenti
    > nel continente europeo. Se fosse vero non ne
    > sarebbe dovuto rimanere neanche uno, eppure le
    > redazioni dei quotidiani continentali e i CdA
    > delle banche mi sembrano piuttosto gremiti...
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    > Semmai i 6 milioni sono la somma totale dei
    > prigionieri morti dei tedeschi: soprattutto
    > soldati polacchi, francesi, russi, oppositori
    > interni di hitler, ecc... Tutta gente che post
    > mortem si è ritrovata ad essere conteggiata come
    > "ebrea" senza esserlo, ma soprattutto senza
    > volerlo. Certamente c'erano anche alcuni ebrei,
    > ma non si capisce perchè si debba falsificare la
    > Storia per conto di una minoranza, o meglio, si
    > capisce benissimo: tale minoranza controlla gran
    > parte del sistema bancario e dell'informazione
    > occidentale. Basta controllare giornali, case
    > editrici e TV, e come per magia la matematica, la
    > statistica e la demografia diventano fatti
    > opinabili, o peggio ancora
    > "odio".

    Maronna mo arrivera qualcuno, o più di qualcuno, e vedrai quante te ne diranno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Fuddaro
    > - Scritto da: Matematico odiante
    > > Ah ecco, è "odio", oppure "contenuto
    > > inappropriato", qualunque cosa che non piaccia a
    > > banchieri, multinazionali, la UE, la lobby
    > > ebraica, i massoni, il bilderberg,
    > > ecc.
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    > > E come sempre lo scandalo scoppia quando i
    > > "contenuti inappropriati" riguardano
    > l'aritmetica
    > > alcolica sui prigionieri di guerra nei
    > > campi nazisti. E' vietato negare la colossale
    > > panzana dei 6 milioni di ebrei morti nei campi
    > di
    > > concentramento, anche se è una cosa
    > > demograficamente e statisticamente impossibile:
    > > negli anni '40 esistevano solo 12 milioni di
    > > ebrei in tutto il mondo, di cui la metà
    > residenti
    > > nel continente europeo. Se fosse vero non ne
    > > sarebbe dovuto rimanere neanche uno, eppure le
    > > redazioni dei quotidiani continentali e i CdA
    > > delle banche mi sembrano piuttosto gremiti...
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    > > Semmai i 6 milioni sono la somma totale dei
    > > prigionieri morti dei tedeschi: soprattutto
    > > soldati polacchi, francesi, russi, oppositori
    > > interni di hitler, ecc... Tutta gente che post
    > > mortem si è ritrovata ad essere conteggiata come
    > > "ebrea" senza esserlo, ma soprattutto senza
    > > volerlo. Certamente c'erano anche alcuni ebrei,
    > > ma non si capisce perchè si debba falsificare la
    > > Storia per conto di una minoranza, o meglio, si
    > > capisce benissimo: tale minoranza controlla gran
    > > parte del sistema bancario e dell'informazione
    > > occidentale. Basta controllare giornali, case
    > > editrici e TV, e come per magia la matematica,
    > la
    > > statistica e la demografia diventano fatti
    > > opinabili, o peggio ancora
    > > "odio".
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    > Maronna mo arrivera qualcuno, o più di qualcuno,
    > e vedrai quante te ne
    > diranno.

    E sti cazzi. C'ha solo ragione. Se una cosa è vera e anche piuttosto logica, allora è giusto dirla. Purtroppo dubito che i libri di storia su cui studiano i ragazzini cambieranno presto, ci vorranno 2-3 secoli prima che riportino accuratamente gli avvenimenti del '900.
    non+autenticato
  • l'advertising non si sposa con l'odio.

    Ma l'odio con l'advertising quello SI!
    non+autenticato