Gaia Bottà

Link e lucro: la sentenza del Tribunale di Frosinone

Punto Informatico ha ottenuto il testo della sentenza che ha annullato una sanzione inferta al gestore di siti che ospitavano link a file condivisi senza autorizzazione. L'addebito si basava sul fine di lucro, e le prove del fine di lucro non sono state ritenute adeguate

Roma - L'ordinanza nei confronti del gestore di una manciata di siti che offrivano agli utenti link a contenuti condivisi altrove senza autorizzazione degli aventi diritto è stata revocata, insieme alla relativa sanzione, perché "difetta (...) ai fini dell'integrazione della fattispecie contestata, adeguata prova della finalità di lucro". Punto Informatico ha ottenuto il testo della sentenza emessa nel mese di febbraio dal Tribunale di Frosinone, di cui nei giorni scorsi erano stati diffusi degli stralci e di cui si era già fornita una prima analisi.

Il giudice, come si evince dal testo completo della sentenza, non si è addentrato nella definizione delle responsabilità di chi condivida link a opere caricate senza autorizzazione, né si è spinto ad imprimere un nuovo orientamento a una materia che la stessa Corte di Giustizia dell'Unione Europea maneggia con estrema cautela. Semplicemente, ha applicato in maniera rigorosa quanto previsto dalla legge italiana che regola il diritto d'autore.


Nello specifico, con l'ordinanza-ingiunzione emessa dal Prefetto di Frosinone nel mese di aprile del 2015, il gestore dei siti era stato sanzionato per una somma di 546.528,69 euro più spese, ritenuto responsabile della violazione del diritto esclusivo di comunicazione al pubblico su reti telematiche a fini di lucro. La decisione si basava sugli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza fin dal 2014: in prima battuta, le indagini delle Fiamme Gialle si erano concentrate "su svariati domini che organizzavano contenuti multimediali, con assoggettamento a pubblicità obbligatoria preliminare", siti che sostanzialmente fungevano da contenitori di link che indirizzavano a opere disponibili in streaming e per il download ospitate su piattaforme terze. Fra questi siti figurava filmakerz.org: il sito, nel corso del 2014, era stato oggetto di un provvedimento di sequestro preventivo, in breve tempo annullato dal Tribunale del Riesame di Roma perché aveva ritenuto "inadeguato il quadro di informazioni fornito, sia in relazione all'identificazione delle opere tutelate fruibili in violazione della legge a tutela del diritto d'autore, sia in relazione alla natura dei banner pubblicitari e all'effettiva capacità di produrre reddito in favore di ciascun specifico sito".
La Guardia di Finanza aveva approfondito le indagini, ricorda il giudice di Frosinone nella sentenza di febbraio 2017, ricostruendo le relazioni di filmakerz.org con cineteka.org e con gli altri domini che verosimilmente "fossero tutti nella disponibilità dello stesso soggetto". Questo era bastato al Prefetto di Frosinone per emettere l'ordinanza-ingiunzione dell'aprile 2015, quella contro cui il gestore dei siti è ricorso.

La sentenza dello scorso febbraio ha annullato l'ordinanza-ingiunzione del 2015 poiché, come anticipato, manca delle prove necessarie a dimostrare la violazione dell'articolo 171 ter, comma 2, lettera a-bis della legge 633/41, e nello specifico manca delle prove necessarie a dimostrare il fine di lucro previsto dall'articolo in questione. Al gestore dei siti, spiega il giudice di Frosinone che ha annullato l'ordinanza-ingiunzione, "è stata irrogata la sanzione amministrativa per aver violato l'articolo 171 ter, comma 2, lettera a-bis e non altra disposizione normativa": "al fine della commissione dell'illecito in esame, deve essere raccolta la prova dello specifico intento del file sharer di trarre dalla comunicazione al pubblico, per il tramite della messa in condivisione in rete di opere protette, un guadagno economicamente apprezzabile e non un mero risparmio di spesa".

Il giudice del tribunale di Frosinone spiega che "nella fattispecie in esame, nel richiamato verbale della GdF, a parte l'iniziale generico richiamo alle indagini svolte nei confronti di una pluralità di domini che assoggettavano a pubblicità preliminare l'accesso alla visione dell'opera tutelata, nulla risulta specificamente verificato ed allegato in relazione alla natura dei banner pubblicitari e all'effettiva capacità di produrre reddito in favore di filmakers.biz, filmaker.me, filmakerz.org e cineteka.org". L'avvocato Sarzana, difensore del gestore dei siti, aveva spiegato a Punto Informatico come la Guardia di Finanza avesse "analizzato e verificato tutti gli introiti del sito, derivanti da 5 advertiser": queste prove, evidentemente, non sono state ritenute sufficienti dal giudice per inquadrare la situazione della rete di siti e dimostrare che il gestore agisse per quei fini di lucro da cui l'applicazione dell'articolo 171 ter, comma 2, lettera a-bis non può prescindere.

In sostanza il giudice non chiarisce per quale motivo le prove addotte dalle Fiamme Gialle siano insufficienti a dimostrare il fine di lucro, se perché non adeguatamente dettagliate o perché dimostrino che il gestore non abbia incamerato introiti sufficienti per delineare il fine di lucro ma un semplice risparmio.
Men che meno entra nei dettagli delle cifre necessarie che distinguono le violazioni del diritto d'autore per fini di lucro o per mero risparmio, né si pronuncia sulla distinzione tra la condivisione di link o la condivisione diretta di opere protette: si limita ad affermare che l'ordinanza-ingiunzione vada annullata perché "difetta (...) ai fini dell'integrazione della fattispecie contestata, adeguata prova della finalità di lucro", e "non può dunque ritenersi legittimamente emessa".

Gaia Bottà
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11 Commenti alla Notizia Link e lucro: la sentenza del Tribunale di Frosinone
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  • MIRACOLO! Per la prima volta da diversi anni, Punto Informatico ha pubblicato un articolo con contenuto originale, e non copia-incollato da altri siti! Grandiosi! Speriamo sia l'inizio di una nuova era, e non una semplice eccezione.
    non+autenticato
  • Mah!! Mi sembra una di quelle sentenze tipiche di questo momento storico e nelle quali i giudici condannano o assolvono perchè una delle parti NON ha provato quello che doveva provare. Ma questa prospettiva, spessissimo, copre l'incapacità del Giudice di comprendere una situazione, nei fatti, fino in fondo e poi di applicare il diritto che ne consegue.
    Come si dice bene nel commento, al Giudice era chiesto di dare un giudizio sull'esistenza o meno del fine di lucro, con tutti gli elementi che aveva.
    Che non ha poi fatto.
    Complimenti, comunque, all'Avv. Sarzana per il successo.
    Avv. Massimo Stefanutti
    Venezoia
    non+autenticato
  • - Scritto da: Avv. Massimo Stefanutti

    > Come si dice bene nel commento, al Giudice era
    > chiesto di dare un giudizio sull'esistenza o meno
    > del fine di lucro, con tutti gli elementi che
    > aveva.
    > Che non ha poi fatto.

    Ma certo che lo ha fatto: il Giudice ha emesso il suo giudizio, che consiste nel ritenere di non avere abbastanza elementi di prova a supporto del fine di lucro.
    non+autenticato
  • Occhi che il cervello di un avvocato va in pappa se insisti sulla logica.
    non+autenticato
  • Non è che voglia prendere una posizione di merito sulla vicenda.

    Solo vorrei ricordare quante e quante volte boss mafiosi accusati di indicibili delitti di sangue vengano, come il nostro imputato, scarcerati o assolti perchè l'accusa non ha depositato il fascicolo nei termini, oppure non ha allegato tutte le note di accompagnamento..

    O come nel nostro caso l'accusa si sia basata sull'articolo/comma sbagliato.

    Ripeto, non è che sto prendendo una posizione pro o contro la vicenda. Solo un paragone
  • - Scritto da: djechelon
    > Non è che voglia prendere una posizione di merito
    > sulla
    > vicenda.
    >
    > Solo vorrei ricordare quante e quante volte boss
    > mafiosi accusati di indicibili delitti di sangue
    > vengano, come il nostro imputato, scarcerati o
    > assolti perchè l'accusa non ha depositato il
    > fascicolo nei termini, oppure non ha allegato
    > tutte le note di
    > accompagnamento..
    >
    > O come nel nostro caso l'accusa si sia basata
    > sull'articolo/comma
    > sbagliato.
    >
    > Ripeto, non è che sto prendendo una posizione pro
    > o contro la vicenda. Solo un
    > paragone

    Pero' la soddisfazione di andare a ridere in faccia all'accusa dopo la sentenza e vederli pagare le spese processuali, deve essere qualcosa di impagabile.
  • - Scritto da: panda rossa
    > faccia all'accusa dopo la sentenza e vederli
    > pagare le spese processuali, deve essere qualcosa
    > di impagabile.
    Mhh ho provato a leggere dove citano che le spese sono imputate all'accusa ma non ho trovato nulla a riguardo. Mi sai dire dov'è?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: panda rossa
    > > faccia all'accusa dopo la sentenza e vederli
    > > pagare le spese processuali, deve essere
    > qualcosa
    > > di impagabile.
    > Mhh ho provato a leggere dove citano che le spese
    > sono imputate all'accusa ma non ho trovato nulla
    > a riguardo. Mi sai dire
    > dov'è?

    Nella consuetudine.
    Ti pare che se mi citi in giudizio e perdi, devo pure pagare io la causa?
    Ma pagatela te!
  • - Scritto da: panda rossa
    > pagare le spese processuali, deve essere qualcosa
    > di impagabile.
    Ok, trovato. Purtroppo c'è ben poco di esser felici: il soggetto era stato imputato dal "Prefetto di Frosinone", dipendente dello Stato che non risponde di tasca propria, in vece sua pagherà lo Stato, cioè a noiTriste
    Sono contento per l'assolto e ben per lui, male per noi, come sempre
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: panda rossa
    > > pagare le spese processuali, deve essere
    > qualcosa
    > > di impagabile.
    > Ok, trovato. Purtroppo c'è ben poco di esser
    > felici: il soggetto era stato imputato dal
    > "Prefetto di Frosinone", dipendente dello Stato
    > che non risponde di tasca propria, in vece sua
    > pagherà lo Stato, cioè a noi
    >Triste
    > Sono contento per l'assolto e ben per lui, male
    > per noi, come
    > sempre

    E per quale motivo un pubblico prefetto dovrebbe fare da accusatore di una presunta violazione dei diritti di un privato?

    O forse questo privato e' un pezzente e ha usufruito del patrocinio gratuito?
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: panda rossa
    > > pagare le spese processuali, deve essere
    > qualcosa
    > > di impagabile.
    > Ok, trovato. Purtroppo c'è ben poco di esser
    > felici: il soggetto era stato imputato dal
    > "Prefetto di Frosinone", dipendente dello Stato

    Secondo te i giudici dovrebbero essere dipendenti privati?
    Poveri noi...
    Funz
    13017