Influencer sul Web, un lavoro aperto a tutti

Diventare un leader su Facebook & Co. per riuscire a monetizzare le proprie passioni. Si può fare, ma occorre perseveranza. Ecco i primi passi da compiere per puntare dritti all'obiettivo

Gli anni d'oro di Internet, nonostante le opinioni dei disfattisti, non sono ancora finiti; sono solo cambiati i metodi di fruizione e le modalità per cercare opportunità. La democratizzazione del Web e la diffusione degli smartphone sempre connessi permettono di improntare una propria presenza digitale e ritagliarsi un prezioso spazio di notorietà senza alcuna conoscenza tecnica specifica. C'è chi prova a farsi notare con un sito Internet, chi con un blog personale, altri prediligono il formato video e chi si diverte a diffondere la sua parola sui social network. Questi strumenti facili da usare riservano interessanti opportunità per tutti i giovani (e non) intraprendenti, capaci di sfruttare il mezzo a proprio vantaggio.

Un influencer è un leader con la capacità di catalizzare l'attenzione degli utenti online agendo da guida. La regola principale per chi intende addentrarsi nell'articolato mondo dell'influencing è puntare alla genuinità e alla capacità di stimolare l'interesse altrui. Il Web è pieno di brutte copie, chi non si sa distinguere e non sa offrire un valore aggiunto non ha alcuna speranza di "spopolare". Questo non vuol dire che la propria "idea" debba essere necessariamente inedita, ma sicuramente andrà sviluppata con meticolosa attenzione per i particolari.

Gli elementi di base per lo sviluppo di un'idea vincente possono essere hobby e attitudini da approfondire fino a divenire veri specialisti della materia. Non servono certificazioni o qualifiche che comprovino le conoscenze personali raggiunte, ma la preparazione conta. Qualità e credibilità sono ingredienti necessari a prescindere che la propria "attività" sia legata alla cucina, allo sport, all'intrattenimento. Quando si avrà la consapevolezza di "saperne a sufficienza" e si è convinti di avere tutte le carte in regola per poter "trasferire contenuti" ad un pubblico, occorrerà identificare le modalità e i mezzi da sfruttare per coronare il proprio desiderio.
I social network in questo momento sono le piattaforme più adatte per veicolare contenuti. Sfruttando la facilità di condivisione e arricchendo del giusto carattere di viralità i propri contenuti si potrà auspicare di raggiungere un discreto pubblico in tempi tutto sommato contenuti. Facebook, Instagram e YouTube sono le piattaforme da prediligere in quanto ormai mature e ampiamente accreditate come apripista per molti influencer di fama. Si tratta di reti sociali gratuite, flessibili e facili da usare, ciascuna con la sua peculiarità: rivolta ad un pubblico generalista Facebook, con una forte predilezione per la fotografia Instagram e prettamente video invece YouTube.

Contatti, pane quotidiano
Come in tutte le attività, l'aspirante influencer (per potersi definire tale) non può accontentarsi di poche manciate di persone che seguono i suoi consigli e che gli danno credito visualizzando e commentando video o condividendo i suoi post. Occorre attrarre una certa massa critica. Generare contatti e incentivare le interazioni è uno degli obiettivi più importanti da perseguire. Per raggiungere buoni risultati accontentarsi di contatti acquisiti spontaneamente potrebbe alla lunga risultare frustrante. Per generare un minimo di introiti e poter attirare una certa attenzione pubblicitaria, è necessario raggiungere alcune migliaia di follower, like o visualizzazioni. La quantità in questo caso rappresenta un'asticella che necessariamente deve essere superata. Sfruttare l'autopromozione potrebbe essere la carta vincente da giocare per fare il famoso salto di qualità. Piccole campagne pubblicitarie mirate possono agire da propulsore verso il raggiungimento della notorietà a fronte di una piccola spesa (si tratta per la verità, nel medio e lungo periodo, di un investimento). È possibile mettere in risalto i post, video e altri contenuti sottoponendoli in forma sponsorizzata a utenti in linea con il proprio target di riferimento. Ciò che è assolutamente da evitare è l'acquisizione di contatti di bassa qualità (o addirittura falsi, i cosiddetti "fake") solo per far numero. A tal proposito sul Web è facile incorrere in presunte agenzie che promettono di incrementare il numero di fan interessati ad una pagina Facebook o canale YouTube con un esborso di pochi euro. Alla lunga questa scorciatoia potrebbe finire per penalizzare il nascente influencer, che sarebbe posto in cattiva luce (in rete le bugie hanno le gambe corte).

Aumentare la fan base
Aumentare i propri fan non è un gioco da ragazzi. Il primo consiglio è creare contenuti di qualità, interessanti, stimolanti che possano invogliare l'utente a condividerli. Utile come già detto può essere creare piccole campagne pubblicitarie volte a mettere in evidenza i propri contenuti rimanendo entro il perimetro delle piattaforme utilizzate (Facebook, Instagram, YouTube permettono di farlo impostando un piccolo budget giornaliero e identificando il target di riferimento). Nel caso in cui lo spazio principale utilizzato sia un sito Internet, le strategie potrebbero essere parzialmente differenti e contemplare anche pubblicità su siti attinenti, o ancora ospitare articoli e contenuti all'interno di siti e portali noti che possano così permettere di farvi conoscere e incrementare il traffico verso i vostri contenuti. A volte anche chiedere un Like o una condivisione come ringraziamento per la fruizione dei vostri contenuti può essere efficace. L'utente che vi avrà apprezzato avrà piacere di ricambiare il favore. Partecipare alla vita digitale e social è sicuramente un buon modo per farvi conoscere e fare network. Esistono probabilmente eventi a cui partecipano appassionati al tema che trattate. Partecipate anche voi e fatevi conoscere. Dovrete diventare promotori di voi stessi e del vostro "prodotto".

Il potere della nicchia
Il discorso è simile anche nel caso in cui voleste concentrarvi su nicchie specifiche, trattando magari argomenti molto mirati. Sul Web la cosiddetta "coda lunga" (com'è stata definita da Chris Anderson nell'omonimo saggio del 2004) è premiante. Scegliendo un tema molto specifico potreste sfruttare la minor dispersione di pubblico catalizzandolo più facilmente su di voi. Soddisfacendo le necessità della nicchia potreste essere effettivamente riconosciuti come leader e creare il vostro seguito.

Piattaforme italiane
Gli influencer già noti non hanno bisogno di presentazioni. Avere i riflettori puntati significa avere buona probabilità di essere contattati direttamente da aziende pronte a ricompensarli per riservare un occhio di riguardo verso prodotti o servizi commerciali. È così che gli influencer più scaltri riescono a mantenersi e fare della loro presenza digitale una vera attività dai connotati imprenditoriali. Gli emergenti dovranno invece trovare il modo di spiccare (investendo tempo e risorse) e nel frattempo accontentarsi di guadagnare almeno qualche euro in modo alternativo. Una presenza su network specifici potrebbe essere proficua. Esistono reti che fungono da raccoglitori di blogger e influencer. La loro appetibilità tanto per i brand quanto per gli influencer è forte. Queste attraggono aziende interessate al reclutamento di "raccomandatori" (termine affine ad influencer) che possano mettere in buona luce i loro prodotti e marchi ma anche alimentare il buzzing online, ovvero il passa parola. L'utilizzo di queste reti agevola la fase di recruiting e permette di cominciare a monetizzare.
Tra le più note spiccano Buzzoole, Upstory e Xociable. Tutte e tre fungono da intermediari tra aziende intenzionate ad approntare una campagna pubblicitaria online basata sulla creazione di contenuti parzialmente pilotati, e chi questi contenuti li genera, gli influencer per l'appunto. L'incremento di awareness, ovvero la credibilità e la riconoscibilità del brand o del prodotto oltre che l'incremento di vendite rappresentano gli obiettivi primari. Registrarvi alle piattaforme in veste di publisher rappresenta un'interessante opportunità per racimolare qualche quattrino.

In linea generale la registrazione prevede l'inserimento di alcuni dati personali e il vaglio dei vostri "spazi" (tra pagine social e siti Internet) a disposizione. Si tratta di un controllo in parte automatico e in parte manuale da parte di una redazione che testerà i vostri spazi per valutare la loro portanza e il rispetto delle linee guida.

Il percorso di "attivazione" di una campagna è abbastanza simile in tutti i casi e si struttura nei seguenti step:
- l'azienda contatta la piattaforma per avviare una campagna;
- viene stilato un brief che potrebbe contemplare anche testi e contenuti multimediali già pronti da veicolare;
- vengono selezionati gli influencer più in linea con l'obiettivi della campagna pubblicitaria;
- l'influencer ha un tempo limitato per partecipare alla campagna, dando comprova della condivisione dei contenuti "sponsorizzati";
- raggiunta la data ultima di campagna vengono stilati i report e calcolata la remunerazione del publisher.


L'azienda interessata elabora un brief, lo dà in pasto agli influencer selezionati che lo declinano in contenuto da diffondere dietro retribuzione. Gli utenti fruiscono e condividono il contenuto interessandosi al marchio o prodotto

Oltre le piattaforme
Esistono molte altre modalità di remunerazione. Queste spaziano dall'essere ospitati su altri siti o in trasmissioni radio/TV dietro compenso (ma in questo caso bisogna aver raggiunto una notorietà elevata), inserimenti pubblicitari all'interno dei post e adesione a circuiti di affiliazione. Questi ultimi sono tra i più promettenti in quanto consentono di guadagnare una percentuale sul venduto (magari un prodotto realmente testato dall'influencer) o più in generale su una lead generata (il calcolo di un preventivo, al download di un'app, la compilazione di un form di richiesta d'informazioni sono tutti esempi validi). Le percentuali sulle vendite oscillano tra il 3 e 10 per cento mentre ogni lead può fruttare da 0,50 a 3 euro. Tra i circuiti di affiliazione più noti vi sono Awin (ex Zanox), Tradedoubler e Amazon.

Tra le altre modalità di guadagno si possono citare le attività di vendita di merchandising (vendere quindi prodotti personalizzati), vendita di prodotti a corredo (potrebbe trattarsi di prodotti originali, e-book ecc.) o raccolta fondi.

Chi c'è l'ha fatta?
Dalla moda al cibo, dalla musica alla comicità, i fortunati che hanno spopolato come influencer sono molti. E altro che giochi per bambini digitalizzati, i "fatturati" in alcuni casi sono superiori a molte piccole imprese. Chi ha spopolato online l'ha fatto e continua a farlo soprattutto grazie a YouTube più che tramite un blog privato. Il formato video in questi anni è stato investito di elevata importanza risultando premiante sul fronte dei guadagni.

Per ciò che riguarda il mondo femminile, Clio Makeup è forse l'esempio più riuscito. Creato dalla veneta Clio Zammatteo, classe 1982, il canale YouTube dedicato al trucco, aperto nel 2008, vanta quasi 1 milione di iscritti e un ampio seguito sul Web. In poco tempo è diventato un vero e proprio punto di riferimento sul tema tanto da regalare alla sua autrice la possibilità di condurre una trasmissione televisiva, pubblicare manuali, collaborare con riviste del calibro di Vogue e ovviamente monetizzare una passione.


Clio Makeup è uno dei canali YouTube più visitati dal popolo della Rete. In breve tempo è diventato un caso di successo. La sua autrice è una delle influencer più in voga, tanto da approdare anche in TV con una sua trasmissione

L'ex modello Mariano di Vaio è un raro esempio di fashion blogger di successo, su Instagram lo seguono diverse migliaia di utenti interessati alla sua visione del lifestyle.

Molto più numerose sono invece le donne blogger. Una delle più popolari è Chiara Ferragni che vanta un profilo Instagram da ben 8 milioni di follower su Instagram. Il suo blog The Blonde Salad è anch'esso diventato un punto di riferimento per le donne alla moda e per i brand intenzionati a far breccia nei cuori di donne e ragazze alla moda.

Se ci si sposta oltreoceano i numeri si moltiplicano: il più noto recensore di videogame PewDiePie vanta oltre 49 milioni di persone iscritte al suo canale YouTube con un guadagno stimato (considerando anche le iniziative private con aziende) di 12 milioni di dollari l'anno. Solo per citare qualche esempio.

Come promuovere un post su Facebook
Per promuovere un post pubblicato in una pagina Facebook il procedimento è abbastanza semplice. È sufficiente:
1. Entrare nella pagina gestita, identificare il post che si vuole diffondere a pagamento e cliccare su Metti in evidenza il post;
2. A questo punto sarà possibile identificare il pubblico a cui sottoporre il post (tra quelli proposti o creandone uno specifico settando le diverse caratteristiche geografiche e demografiche);
3. Impostare il budget da spendere in una determinata fascia temporale;
4. Abilitare i pagamenti con carta di credito o PayPal.

In maniera simile è possibile sponsorizzare anche un'intera pagina (anziché un post), acquisendo così più Like. Una volta attivata la campagna autopromozionale, sarà possibile tenere sotto controllo l'andamento della stessa attraverso gli "Insights". Facebook mette a disposizione dell'utente una dashboard che permette di verificare la portata della campagna, le visualizzazioni di pagina, le interazioni con il post, i Like acquisiti e molti altri dati utili.


Iscriversi al programma YouTube Partner
I guadagni con YouTube non sono automatici. Una volta attivato il proprio canale e alimentato con video bisognerà aderire al programma partner. Per faro occorre:
1. Accedere all'account YouTube;
2. Selezionare l'icona dell'account chiamata Creator Studio;
3. Nel menu a sinistra si dovrà selezionare Canale e poi Stato e funzioni;
4. Sotto Monetizzazione, fare clic su Attiva;
5. A questo punto si dovrà seguire la procedura visualizzata sullo schermo per accettare i Termini del Programma partner di YouTube.

Il programma dovrà necessariamente appoggiare ad un account AdSense (piattaforma pubblicitaria di Google), la sua iscrizione gratuita può avvenire attraverso la pagina ufficiale.
Una volta impostato il tutto sarà possibile selezionare quali video monetizzare. Occorrerà verificare che il video sia conforme ai criteri per la monetizzazione dei video prima della sua abilitazione (contenuti originali che non contengano immagini violente e non adatte e che non contengano materiale protetto da copyright per cui non si possiedono i diritti, comprese le musiche in sottofondo). Per muovere i primi passi può essere utile visitare questa pagina Web.

Conti in tasca agli influencer
Conoscere esattamente i guadagni degli influencer è praticamente impossibile. Non vi sono pubblicazioni in merito. Ma conoscendo le tariffe del mercato pubblicitario è possibile effettuare delle interessanti stime. Se volete divertirvi a fare i conti in tasca agli influencer potete utilizzare gli utili tool messi a disposizione dal sito Influencermarketinghub.com. Considerando alcuni fattori tra i quali il costo medio per visualizzazione, numero di iscritti e interazioni, il sistema restituisce una stima dei proventi pubblicitari. Nello specifico per calcolare i presunti guadagni di un profilo Instagram potete visitare questa pagina. Se volete fare altrettanto per YouTube la pagina da visitare è invece questa. È bene notare che quelle restituite sono solo delle stime, utili comunque a far sognare.
Notizie collegate
15 Commenti alla Notizia Influencer sul Web, un lavoro aperto a tutti
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  • Per avere successo devi piacere alla gente, quindi devi sembrare un c*gli*n*, per questo stiamo andando in malora perchè le opportunità ci sono soltanto per chi è disposto a fare la parte del c*gli*n*.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Per avere successo devi piacere alla gente,
    > quindi devi sembrare un c*gli*n*, per
    > questo stiamo andando in malora perchè le
    > opportunità ci sono soltanto per chi è disposto a
    > fare la parte del
    > c*gli*n*.
    non so se proprio 'sembrare' o 'essere'... del resto i due grossi esempi citati sono di fescion blogger (cioe' gente -generalmente gnocca- che si ficca il rossetto o i pedalini nuovi davanti alla telecamera)
    non+autenticato
  • E' gente che incassa sulle spalle degli Sgabbi, quindi direi proprio che si passano per c*gl**n*, ma non lo sono neanche un po'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > E' gente che incassa sulle spalle degli Sgabbi,
    > quindi direi proprio che si passano per c*gl**n*,
    > ma non lo sono neanche un
    > po'.
    c'e' assolutamente questo paradosso, infatti. io, cionondimeno, considero generalmente quella roba spazzatura/minchiate e affini (questo ANCHE nel caso di una che, a forza di lustrarsi le unghie su youtube, incassa come un dirigente)...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Per avere successo devi piacere alla gente,
    > quindi devi sembrare un c*gli*n*, per
    > questo stiamo andando in malora perchè le
    > opportunità ci sono soltanto per chi è disposto a
    > fare la parte del
    > c*gli*n*.

    La fiera della superficialità
  • Se non ce la fai a capire i commenti evita di rispondere così ti eviti la figura del sempliciotto.
    non+autenticato
  • Praticamente prosituti marchettari.
    non+autenticato
  • Ah così si chiamano ora gli evangelizzatori del del dio laico che si chiama brand?
    iRoby
    9698
  • e' la neolingua

    non si puo' piu' dire zingaro, nero, culattone, cieco, sordo, muto

    ma si possono imbastire storielle mediatiche per attaccare la Siria, mentre dall'altra parte si fa finta di non vedere i massacri sauditi in Yemen e quelli americani in Iraq

    viviamo nell'era della menzogna
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > e' la neolingua
    >
    > non si puo' piu' dire zingaro, nero, culattone,
    > cieco, sordo,
    > muto
    >
    > ma si possono imbastire storielle mediatiche per
    > attaccare la Siria, mentre dall'altra parte si fa
    > finta di non vedere i massacri sauditi in Yemen e
    > quelli americani in
    > Iraq
    >
    > viviamo nell'era della menzogna

    Con un Popolo pupazzo* mondiale tutto è possibile!

    [*]La popolazione mondiale e fatta per la maggioranza di uomini e donne pupazzo. Chi ha un po di influenza su di loro, è in grado di fargli fare di tutto!
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > e' la neolingua
    >
    > non si puo' piu' dire zingaro, nero, culattone,
    > cieco, sordo,
    > muto
    >

    guarda che "nero" e' politically correct, mentre neGro e' e' termine corretto.

    "culattone": erano anni che non lo sentivo, dai film di Pozzetto.... "cornuto si ma culattone no" film a episodi con la Fenech. Erano i tempi in cui sui froci ci si poteva ancora scherzare, adesso basta che li guardi malee ti denunciano per omofobia. Tra un po saranno loro i "normali" e noi etero i "diversi". Sono fasi storiche, bisogna portare pazienza.


    > ma si possono imbastire storielle mediatiche per
    > attaccare la Siria, mentre dall'altra parte si fa
    > finta di non vedere i massacri sauditi in Yemen e
    > quelli americani in
    > Iraq
    >
    > viviamo nell'era della menzogna
    non+autenticato
  • perchè prima dicevano la verità?
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Ah così si chiamano ora gli evangelizzatori del
    > del dio laico che si chiama
    > brand?

    Usano un nuovo canale per pubblicizzare prodotti, dove la tv ormai perde colpi.
    Il vero problema non è chi prova e fa una critica su ciò che parla in maniera onesta e pulita, ma dei tanti markettoni che fanno pubblicità spacciate per altro, tipo su youtube (pratica tra l'altro vieta, strano ma vero, negli usa).
  • Il bello è che ancora esistono sprovveduti che negano l'esistenza degli influencer; la considerano una roba da complottisti.

    Strettamente legato agli influencer poi c'è il concetto di bufala o "fake news"; l'aspetto sconcertante però è che sino a qualche anno fa le "fake news" erano l'arma dei ciarlatani su Internet, mentre oggi i due personaggi che più utilizzano questa espressione sono Trump e Putin!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alvaro Vitali
    > Il bello è che ancora esistono sprovveduti che
    > negano l'esistenza degli influencer; la
    > considerano una roba da
    > complottisti.
    devono essere davvero molto sprovveduti..... e' tipo 30 anni che e' stato coniato il termine 'guerrilla marketing', nel cui campo si infilano perfettamente gli infuencer ecc
    non+autenticato