Gaia Bottà

Qualcomm rimborserà BlackBerry per le royalty non dovute

L'azienda canadese, al termine di una procedura di arbitrato, si è vista riconoscere quasi 815 milioni di dollari. Qualcomm, sotto la lente di tribunali e autorità di mezzo mondo, non può che pagare

Roma - BlackBerry ha annunciato di aver risolto a proprio favore una controversia aperta con Qualcomm: otterrà un rimborso per delle royalty corrisposte ma non dovute ed è stata premiata dal mercato con un balzo nel valore delle proprie quote azionarie.

Vale quasi 815 milioni di dollari l'esito dell'arbitrato appena chiuso con Qualcomm: l'azienda canadese aveva lamentato delle iniquità subite dal chipmaker statunitense nel calcolo delle royalty dovute per l'impiego di tecnologie Qualcomm impiegate da BlackBerry tra il 2010 e il 2015. Non è dato conoscere i dettagli del contratto in discussione, né è dato sapere quali siano le tecnologie coinvolte, probabilmente soluzioni descritte in brevetti o componenti hardware integrate negli smartphone di BlackBerry.

La procedura di arbitrato avviata per risolvere il contenzioso in ambito stragiudiziale ha però stabilito che i pagamenti anticipati erogati da BlackBerry eccedessero rispetto a delle soglie fissate da Qualcomm per ottenere degli sconti sul licensing della proprie tecnologie, sconti che il chipmaker non avrebbe mai applicato alle transazioni operate dall'azienda canadese.
Qualcomm, che sosteneva che gli sconti non valessero per le tecnologie concesse in licenza a BlackBerry, si è dichiarata in disaccordo con la decisione, che tuttavia non è appellabile né revocabile. Secondo gli osservatori, e probabilmente anche secondo Qualcomm, la decisione potrebbe pesare sugli altri contenziosi in corso a carico del colosso statunitense: dal confronto con Apple negli States e in Cina, ai procedimenti aperti dalla FTC e dalla Commissione Europea.

BlackBerry, dal canto suo, ha accolto con favore l'esito dell'arbitrato, un esito positivo per il flusso di cassa e per la reazione del mercato azionario, che non dimostrava tanto entusiasmo per il titolo dal 2015, quando si registravano i successi del primo smartphone Android. Il valore del titolo, a seguito dell'annuncio della vittoria su Qualcomm, è cresciuto del 15 per cento, a raggiungere i 9 dollari, cifra irrisoria rispetto ai valori di picco di 140 dollari del lontano 2007. Ma BlackBerry, nel corso degli anni, ha dovuto reinventare il proprio business, ha dovuto riposizionarsi e ridimensionarsi su un mercato profondamente cambiato: la monetizzazione della proprietà intellettuale, oltre evidentemente alla difesa dell'equità per i contratti stipulati con terzi, fa parte delle strategie che dovrebbero tenere a galla l'azienda canadese.

Gaia Bottà
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