Nix88

Milano, totem spia alla Stazione Centrale?

Scoperte tracce di VidiReports nei totem installati nella Stazione Centrale del capoluogo lomboardo, un software che potrebbe tracciare i passanti per fini pubblicitari. Il Garante della Privacy interviene chiedendo spiegazioni

Roma - I totem pubblicitari presenti nella Stazione Centrale di Milano violano la privacy dei passanti raccogliendone i dati sensibili a loro insaputa? È questo il dubbio sollevato dal Giovanni Pellerano, esperto di privacy e CTO del centro Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani Digitali, su cui l'Autorithy guidata da Antonello Soro vuole fare chiarezza tramite una richiesta di informazioni inviata alla società francese Quividi, leader nel campo dell'Attention Analytics, che nel 2013 si è aggiudicata il contratto di fornitura dei totem con Grandi Stazioni.

Quella del ricercatore italiano è una scoperta avvenuta per caso. Come riportato dal Corriere della Sera, qualche tempo fa Pellerano si è trovato di fronte a uno di questi totem mentre era in stato di errore, notando dalle informazioni a video la presenza del software VidiReports, un software per il tracciamento facciale in grado, secondo l'azienda, di registrare informazioni come sesso, età (stimata), tratti distintivi (occhiali, barba, baffi), stato d'animo, numero e livello di attenzione dei passanti di turno. Tutti dati sfruttati dalle agenzie di marketing per l'elaborazione di statistiche o progettare nuove campagne pubblicitarie.

VidiReports

La questione della raccolta dati in generale non è di poco conto perché come spiega Stefano Mele, avvocato specializzato in Privacy e Cybersecurity "l'acquisizione di dati biometrici si configura come un trattamento di dati personali tra i più invasivi per la privacy", fatto che diventa ancora più rilevante se tale acquisizione è effettuata a fini esclusivamente commerciali.
Secondo l'azienda non dovrebbe però sussistere alcun problema di privacy, in quanto i loro software sarebbero stati realizzati secondo un principio di Privacy by Design, in funzione del quale nessuna registrazione di immagini o dati personali riconducibili a un singolo individuo viene effettuata dai dispositivi. In pratica, il software non sarebbe in grado di identificare la persona davanti alla telecamera fra quelle contenute in un database, riuscendo solo a determinare se di fronte ad essa vi sia qualcuno oppure no. In aggiunta, tutte le elaborazioni verrebbero eseguite localmente per poi inviare i dati aggregati alla console di management e cancellare l'immagine dalla memoria del dispositivo.

Per Quividi il tutto sarebbe quindi perfettamente lecito e non richiederebbe nemmeno un'informativa ai passanti poiché i dati raccolti non sono da considerarsi come "personali". Sarebbe però utile considerare anche il fattore manutenzione: lo stato in cui Pellerano ha trovato il totem evidenzia una problematica che non è stata gestita, lasciando uno strumento installato anni fa (e probabilmente non periodicamente aggiornato in termini di sicurezza) "in balìa di chi voglia abusarne".

Ci si auspica dunque che la società collabori attivamente e tempestivamente con il Garante in modo da fugare qualsiasi dubbio sulla legittimità e correttezza del suo operato, come già fatto nel 2011 dove per tramite dell'italiana Dialogica era stato richiesto un parere al Garante proprio su questa materia.

Niccolò Castoldi

fonte immagine
Notizie collegate
35 Commenti alla Notizia Milano, totem spia alla Stazione Centrale?
Ordina
  • ecco il male che soffrono la gente che commenta qui

    L'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Malati curatevi

    > ecco il male che soffrono la gente che commenta qui

    Ah, ecco la nuova moda! Accusare chi è sicuro di sé di essere vittima di sta cosa.

    Ci sarà chi ne soffre, certamente. Così come ci sarà chi è adeguatamente informato (senza necessariamente essere un esperto) e forte di questa sua conoscenza si sente giustamente più sicuro (e supponente).

    Forse non lo sai, ma la "sicurezza" e la "supponenza" sono tratti del carattere, indipendenti dalla quantità/qualità delle proprie conoscenze su un argomento.

    > L'effetto Dunning-Kruger è una distorsione
    > cognitiva a causa della quale individui poco
    > esperti in un campo tendono a sopravvalutare le
    > proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti
    > in materia.

    Qui nessuno osa auto-valutarsi esperto in nulla.
    Non c'è bisogno di essere dei super-mega-esperti con 20 master al seguito per adottare semplici e banali accorgimenti a favore della propria privacy. Nessuno dice che sarai sicuro al 100% con quegli accorgimenti, ma riddurrai di parecchio la probabilità di essere involontariamente profilato.
    non+autenticato
  • Alla luce del fatto che il "sig. Malati curatevi" commenta qui risulta anch'esso vittima della stessa malattia, stando alla sua affermazione. Poi considerato che il malato crede di saperla lunga quando in effetti non sa nulla mi vien da dire: ma che *zz* c'azzecca questo commento con l'articolo?

    Chi sarebbero i soggetti con cui ce l'hai? Quelli a cui la videoanalisi massiva non piace? Quelli come me che mettono un pezzo di nastro isolante (opportunamente confezionato) per copre le camere dei propri cellulari/laptop ove non si possano rimuovere? Coi pubblicitari che credono di ottenere chissà che risultati dal monitoraggio dell'intero universo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: xte
    > Quelli come me che mettono un pezzo di nastro isolante
    > (opportunamente confezionato) per copre le camere
    > dei propri cellulari/laptop ove non si possano
    > rimuovere? Coi pubblicitari che credono di
    > ottenere chissà che risultati dal monitoraggio
    > dell'intero
    > universo?

    anche io ci tengo alla mia privacy ma la domanda sorge spontanea: ma uno che mette il nastro isolante sulla fotocamera dello smartphone che ha da nascondere? Che mi guardino pure dalla fotocamera del mio smartphone veranno solo quanto sono sani e felici i miei figli.

    cmq tornando nel topic del commento, il commento è off topic
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuliano
    > cmq tornando nel topic del commento, il commento
    > è off topic

    come il 90% dei commenti su questo "forum"
    non+autenticato
  • Vero, ma se almeno l'OT fosse interessante...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Malati curatevi
    > ecco il male che soffrono la gente che commenta
    > qui
    >
    >
    > L'effetto Dunning-Kruger è una distorsione
    > cognitiva a causa della quale individui poco
    > esperti in un campo tendono a sopravvalutare le
    > proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti
    > in
    > materia.
    L***a C*****i me la voleva dare. Ma io dovevo lavorare, lavorare, lavorare. Ancora lavorare, ancora lavorare, ancora lavorare
    non+autenticato
  • - Scritto da: Malati curatevi
    > ecco il male che soffrono la gente che commenta
    > qui

    Ignorare la grammatica italiana....
    non+autenticato
  • I TOTEM SE LI POSSONO FICCARE SU PER IL CULO NON ME NE FREGA UN CAZZO DI COME USANO LORO I DATI
    non+autenticato
  • Big Brother avanza, e viene anche giustificato.
    E' peggio che in 1984, dove almeno la gente si rendeva (parzialmente) conto di quello che succedeva...
    non+autenticato
  • La gente va in giro con i telefoni dotati di gps ... comunicano anche quando sono nel cesso della stazione e poi il problema è il totem della stazione ... spero per voi che siate tutti sotto l'effetto di stupefacenti, almeno avreste un alibi.
    non+autenticato
  • La funzionalità GPS è sovente disattivabile, il totem no.
    Eventualmente puoi sempre spegnere il dispositivo quando ritieni opportuno non essere tracciato, il totem no.
    Per non parlare di tutti quei modelli economici sprovvisti di GPS e altre amenità varie.
    non+autenticato
  • L'unico dispositivo spento è quello senza alimentazione fisica (batteria). Il GPS è spento solo quando non fornisce al sistema alcuna coordinata GPS, "spento" è solo una stringa alfanumerica.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123

    > L'unico dispositivo spento è quello senza
    > alimentazione fisica (batteria).

    O con la batteria scarica.

    Ad ogni modo esistono modelli con la batteria rimovibile, o senza GPS (per i più paranoici.
    non+autenticato
  • Ad ogni modo esistono modelli con la batteria rimovibile e senza GPS.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > La gente
    La "gente" può fare quello che vuole, purché lasci a me la libertà di non farlo su di me.

    Non ho mai avuto Facebook, non ho mai avuto Whatsapp, il mio cellulare è un Nokia 6230, il mio smartphone uno Jolla con una sim (non italiana) al portatore. Il mio navigatore usa le mappe in locale di OpenStreetMaps.
    Quando non mi servono, li spengo (no, non arrivo a togliere la batteria, anche se posso farlo). Mi leggo tutte le "Informative sulla Privacy" e rispondo "no" a quelle su cui non concordo. In molti casi ho rinunciato a dei servizi perché non mi consentivano di fornire solo i dati necessari e pertinenti.

    Ora, io che do valore ai miei dati personali, li devo vedere trafugati da telecamere nascoste in un luogo pubblico (Stazione Ferroviaria)?

    Posso ancora sostenere che mi girano un pochino i cabasisi, soprattutto quando si vuole giustificare il tutto affermando che c'è "gente" che invece ritiene - liberi loro - di valutare poco i propri dati personali ed essere felici di regalarli?

    Quando sono nato, la "gente" si faceva pagare per girare con una maglietta sponsorizzata da una marca, oggi altra "gente" paga per indossare una maglietta con il logo pubblicitario di una marca. Se non vi dispiace, io vorrei continuare ad essere pagato per indossare loghi altrui, non sono disposto a darla via gratis a chi ci lucra sopra.
    non+autenticato
  • C'è una cosa che non mi torna. Tutto questo non è solo questione di pubblicità.

    Per il resto sottoscrivo in pieno.
    non+autenticato
  • Anche io la penso come te ed il commento era per gli altri la cosiddetta "gente" ovviamente non per me. L'unica possibilità è quella di adattarsi. Adattamento significa fare scelte non completamente allineate alla gente e non totalmente diverse, essere anonimo non significa essere invisibile impossibile da realizzare a meno che non si vada a vivere in una foresta e tagliando i ponti con tutto e tutti, ma solo essere visto dal sistema come rumore di fondo "poco interessante".
    Se poi ci sono bimbiminkia che in prevendita pagano giochi 70 euro per fare da betatester anzichè essere pagati è il solito problema che la genetica non è una opinione, anche in questo caso bisogna fare in modo che la cosa abbia impatto minimo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > - Scritto da: prova123
    > > La gente
    > La "gente" può fare quello che vuole, purché
    > lasci a me la libertà di non farlo su di
    > me.
    >
    > Non ho mai avuto Facebook, non ho mai avuto
    > Whatsapp, il mio cellulare è un Nokia 6230, il
    > mio smartphone uno Jolla con una sim (non
    > italiana) al portatore. Il mio navigatore usa le
    > mappe in locale di
    > OpenStreetMaps.
    > Quando non mi servono, li spengo (no, non arrivo
    > a togliere la batteria, anche se posso farlo). Mi
    > leggo tutte le "Informative sulla Privacy" e
    > rispondo "no" a quelle su cui non concordo. In
    > molti casi ho rinunciato a dei servizi perché non
    > mi consentivano di fornire solo i dati necessari
    > e
    > pertinenti.
    >
    > Ora, io che do valore ai miei dati personali, li
    > devo vedere trafugati da telecamere nascoste in
    > un luogo pubblico (Stazione
    > Ferroviaria)?
    >
    > Posso ancora sostenere che mi girano un pochino i
    > cabasisi, soprattutto quando si vuole
    > giustificare il tutto affermando che c'è "gente"
    > che invece ritiene - liberi loro - di valutare
    > poco i propri dati personali ed essere felici di
    > regalarli?
    >
    > Quando sono nato, la "gente" si faceva pagare per
    > girare con una maglietta sponsorizzata da una
    > marca, oggi altra "gente" paga per indossare una
    > maglietta con il logo pubblicitario di una marca.
    > Se non vi dispiace, io vorrei continuare ad
    > essere pagato per indossare loghi altrui, non
    > sono disposto a darla via gratis a chi ci lucra
    > sopra.

    OHHH FINALMENTE un mio 'contemporaneo' di altri tempi!!Sorride

    Ce ne fosse ancora di gente come te!
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 7 discussioni)