Claudio Tamburrino

Baidu, piattaforma open per auto senza pilota

Il gigante IT cinese ha annunciato che il suo progetto Apollo sarà aperto a tutti gli interessati. L'obiettivo è cercare nuovi partner commerciali e aumentare la diffusione del suo OS

Roma - Baidu renderà accesibile i risultati del suo progetto di ricerca nell'ambito delle auto senza pilota a chiunque voglia collaborarvi o aderirvi, con l'obiettivo di imporsi nel nuovo settore, in particolare portando dalla propria i produttori automobilistici.

Baidu ha sostenuto notevoli investimenti nel settore, consapevole come altri che si tratta di una delle frontiere del prossimo futuro tecnologico: lo scorso marzo aveva addirittura annunciato di essere pronta per i test delle sue auto senza pilota sulle strade degli Stati Uniti.

Il suo progetto driverless si chiama Apollo e comprende la piattaforma relativa alle tecnologie per i veicoli, dal punto di vista hardware, da quello software e per quanto riguarda i servizi data cloud.
Ora tali tecnologie comprese nel suo sistema operativo per auto senza pilota saranno rese accessibili gratuitamente: d'altra parte secondo quando riferisce la dirigenza Baidu, al momento in questo promettente settore si stanno portando avanti tanti progetti di ricerca paralleli con la conseguenza che ci saranno diverse "reinvenzioni della ruota". La necessità di condivisione, insomma, nasce principalmente dalla volontà di ottimizzare l'innovazione di settore.

In questo modo Baidu cerca di trovare in primo luogo partner commerciali per il suo programma e in secondo luogo di aumentarne la diffusione e l'apprezzamento del proprio sistema operativo, magari spingendo verso sistemi, sensori e altre componenti con esso compatibili e integrabili: un po' come ha fatto Google nel 2008 con Android.

Al momento Baidu sta collaborando solo con alcune aziende cinesi e ha un accordo con Ford (con cui si impegnano congiuntamente a investire 150 milioni di dollari), mentre la relazione instaurata per un paio di anni con BMW è giunta a conclusione proprio l'anno scorso.

L'obiettivo iniziale, dunque, è quello di sperimentare altri veicoli con la piattaforma Apollo in ambienti controllati entro Luglio e su strade con condizioni urbane semplici entro la fine dell'anno, mentre per autostrade e vie di città si punta al 2020.

Claudio Tamburrino
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