Claudio Tamburrino

Tesla, Aurora di pace

Concluso con un accordo per chiudere il contenzioso aperto sulle origini della tecnologia per auto autonome: la startup dell'ex dipendente non è più accusata di nulla, ma dovrà pagare per un'indagine approfondita

Roma - Tesla e Aurora Innovation hanno raggiunto un accordo per chiudere consensualmente, a poco più di 3 mesi dalla sua apertura, la causa che le vedeva contrapposte.

Il caso è quello che vedeva il produttore di auto elettriche Tesla citare in giudizio per furto di informazioni confidenziali e (tentativo di) storno di dipendenti l'ex manager del team Autopilot, Sterling Anderson, e Chris Urmson, già capo tecnico del programma dedicato alle self driving car di Google e fondatore della startup Aurora Innovation. Oggetto del contendere, inoltre, un presunto accordo di non concorrenza in base al quale Anderson avrebbe dovuto, per dodici mesi dalle sue dimissioni, astenersi dall'operare nel settore delle auto senza pilota per cui si era impegnato nella ricerca per conto di Tesla.

Aurora Innovation aveva negato ogni addebito. Urmson aveva parlato di "azione legale senza fondamento" che puntava a "distruggere le reputazioni personali", rivelando "un'allarmante paranoia e un morboso terrore per la competizione": tuttavia la questione sembrava tutt'altro che di poco conto, soprattutto visto il ruolo chiave che Sterling Anderson svolgeva nel progetto di sviluppo del sistema driverless di Tesla.
Secondo l'accordo ora sottoscritto, peraltro, molte delle richieste di Tesla sono state riconosciute: per quanto Aurora e Anderson siano scagionate dalle accuse, la startup ha accettato di pagare a Tesla 100mila dollari e di impegnarsi a non assumere in alcun modo alcun dipendente da Tesla almeno fino al prossimo febbraio.

Tesla condurrà inoltre, attraverso una società terza neutrale, un esame sui dispositivi e i materiali Aurora per assicurarsi che abbiano nulla a che vedere con le informazioni riservate e le tecnologie di Tesla.

Sterling ha sminuito la causa e le sue conseguenze come un fastidio superabile: "Abbiamo creato Aurora per accelerare l'industria, frivole cause ci rallentano solo" e ha definito i 100mila dollari una somma messa sul piatto come costo delle future indagini necessarie a scagionarla completamente dalle accuse di furto di informazioni da parte di Tesla.

Claudio Tamburrino
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