Bag13

Neuralink e Facebook puntano sulle interfacce neurali

Alla recente conferenza F8 Facebook ha annunciato di volersi dedicare a breve termine ad un sistema di scrittura e comunicazione mediato dal pensiero, mentre Elon Musk annuncia la possibilità di rendere gli esseri umani "telepatici"

Roma - Elon Musk, parlando con WaitButWhy ha svelato quelli che sono i piani della sua nuova avventura con Neuralink, di cui erano già circolate le prime indiscrezioni, mentre Regina Dugan, sul palco della conferenza che Facebook dedica agli sviluppatori, F8, ha annunciato i piani del social network inerenti il typing-by-brain, la possibilità di scrivere col pensiero, che permetterebbe ad un essere umano di digitare un centinaio di parole per minuto, utilizzando solo la propria mente.

Basta una semplice visita al sito ufficiale di Neuralink per avere un'idea dei piani della startup: la compagnia di Musk sta sviluppando delle interfacce a banda larga in grado di connettere esseri umani e computer, ed è alla ricerca di scienziati ed ingegneri fuori dal comune, anche senza esperienza specifica nel settore delle neuroscienze.
Nel già citato post di WaitButWhy, si parte dalle basi dell'evoluzione umana e del linguaggio, fino ad affrontare il funzionamento del cervello umano, argomentando su come l'umanità dovrebbe migliorare l'attuale metodo impreciso e lento di comunicazione, quello vocale, passando ad un collegamento diretto tra cervello e computer; secondo Musk questa cosa permetterebbe di sviluppare sia una sorta di telepatia tra esseri umani, che una relazione molto più efficiente con le Intellgenze Artificiali.
Considerando tutti i fattori in campo, Musk crede che sia possibile, in uno spazio compreso fra gli 8 e i 10 anni, che una persona in salute sia in grado di accogliere un impianto di chip nel cervello (nell'ordine di misura di un micron) che la fornisca di una nuova interfaccia neurale.

Alla conferenza F8, di contro, Facebook ha annunciato due progetti basati sulla comunicazione senza parole: scrivere col cervello e sentire con la pelle.
Durante la conferenza l'azienda ha annunciato di avere l'obbiettivo di creare un sistema di dialogo silenzioso capace di scrivere 100 parole in un minuto, direttamente tramite il cervello umano, senza decodificare pensieri casuali, ma tramite una selezione accurata di ciò che l'utente avrà voglia di esprimere.
Secondo Regina Dugan, ex DARPA ed ex Google ora a capo del team Building 8 di Facebook, tutto ciò sarà possibile nel giro di due anni, grazie a dei sensori indossabili realizzati su misura.
Nello stesso ambito, è stata menzionata anche la possibilità di costruire hardware e software in grado di trasmettere il linguaggio tramite la pelle.
In un articolo pubblicato su MIT Technology Review si sono analizzati i piani di entrambe le aziende, senza nascondere particolare scetticismo sui tempi indicati da Musk e Zuckerberg, pur facendo notare come sarebbe ingiusto asserire che nessuna tecnologia futura possa rendere possibili queste idee.
Si fa inoltre notare come il gadget di cui parla Facebook sarebbe esterno al cranio, da dove è molto più complicato ottenere una corretta lettura cerebrale; apparentemente l'idea sarebbe quella di irradiare fotoni attraverso il cranio ed osservarne il ritorno, in quanto è possibile osservare l'attività neurale misurando il modo in cui le cellule riflettono la luce. Nel suo discorso Dugan ha citato il lavoro di Krishna Shenoy, professore di Stanford parte del team che è riuscito ad ottenere quest'anno un record di scrittura col cervello di otto parole in un minuto, ma nell'articolo si sottolinea come questo risultato sia figlio di una decina di anni di sforzi, impiantando elettrodi all'interno del cervello di volontari affetti da paralisi. Appare, dunque, improbabile che Facebook riesca ad ottenere risultati enormemente superiori in soli due anni.

Per quanto riguarda Neuralink, la stessa analisi su MIT Technology Review segnala l'enorme differenza fra l'attuale modo di registrare l'attività cerebrale e il futuro in cui Musk crede, oltre a segnalare come Musk non abbia assolutamente accennato a come pensa di poter ottenere la comunicazione telepatica tramite impianti cerebrali.
Peraltro un impianto cerebrale è un'operazione di neurochirurgia e, per provare il suo funzionamento, sono necessari tutta una serie di esperimenti che richiedono anni, a partire da topi e scimmie. Pertanto, anche nel caso di Neuralink, permane lo scetticismo riguardo alle tempistiche: questo processo richiederebbe enormi prove di sicurezza, dato che ogni volta che si apre una testa umana, si mette la vita del proprietario profondamente a rischio.
La simbiosi fra macchine e computer non è una finzione, ci sono stati effettivi grossi passi avanti nell'aiutare soggetti paralizzati a muovere arti robotici ed altri progressi. L'idea di Musk è che il cervello possa integrarsi con l'Intelligenza Artificiale in modi che neanche possiamo immaginare, come se fossero accessori complementari; quindi non è così insensato pensare ad una interfaccia di grande interesse tra cervello e computer in futuro. Ma quel futuro potrebbe non essere a portata di mano come Musk vorrebbe far credere.

Gabriele La Torre
Notizie collegate
  • TecnologiaNeuralink, Elon Musk connetterà l'uomo alle macchineIl fondatore di Tesla e SpaceX dà vita ad un nuovo, ambizioso progetto: fondere intelligenze artificiali e biologiche per "migliorare" l'umanità. Fra tre anni la sua "visione cyborg" potrebbe diventare realtà
  • AttualitàAutodraw, l'AI che disegna per noiGoogle presenta un nuovo esperimento di intelligenza artificiale, un software in grado di trasformare gli scarabocchi in disegni perfetti
  • TecnologiaIntel si concentra sull'AILa riorganizzazione del colosso di Santa Clara per aggredire il settore dell'Intelligenza Artificiale consiste in un unico grande team che crei nuovi standard a basso costo. L'obiettivo principale resta l'automazione dei veicoli